Welcome to Siracusa. Un portale e un’app per vedere Siracusa come non l’avete mai vista

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Sicilia – Il teatro greco di Siracusa, V-III sec. a.C. – Ph. Andrew Malone | CCBY2.0

di Redazione FdS

“Si può contemplare il teatro greco nello splendore delle origini, scorgendo il proscenio. O visitare il Tempio di Apollo, osservando le fasi della sua costruzione, fino ad ammirare l’opera finita con l’acqua che zampillava giù dai gocciolatoi”  spiega Vincenzo Raffaelli, manager esecutivo del progetto Welcome to Siracusa; un’iniziativa di promozione multimediale del patrimonio archeologico della celebre città siciliana  che contempla un portale e una app in grado di proporla a residenti e turisti come uno straordinario “living lab” nell’ambito del quale contemplare le meraviglie archeologiche attraverso tour virtuali e tridimensionali che, grazie alla realtà aumentata, permettono di sovrapporre la città antica a quella moderna.

Grazie al progetto Smart Cities la città di Siracusa è stata selezionata attraverso il bando nazionale “Energia da Fonti Rinnovabili e ICT per la Sostenibilità Energetica”, promosso dal Consiglio Nazionale delle Ricerche e dall’ANCI, per l’area “Città dotate di monumenti di alta rilevanza storica da attrezzare con strumenti multimediali, nelle quali studiare e sperimentare un insieme coordinato di servizi e soluzioni innovative improntate al turismo e alla valorizzazione del patrimonio storico, artistico e culturale che la città possiede”. L’obiettivo del progetto è la valorizzazione del patrimonio storico presente nel territorio, favorendone la gestione e promozione intelligente, creando canali di comunicazione diretta, fornendo informazioni e servizi personalizzati in tempo reale per turisti e cittadini. Le soluzioni messe in atto per Siracusa costituiscono un’anteprima nazionale e permettono una navigazione immersiva dei beni archeologici utilizzando tecnologie 2.0.

Il progetto Welcome to Siracusa non si limita a garantire una fruizione innovativa delle meraviglie storiche (fedelmente ricostruite nel loro aspetto antico), ma offre anche un quadro aggiornato dell’attuale stato di salute (qualità dell’aria, traffico, rifiuti) dell’ambito territoriale considerato. Con questa iniziativa sembra dunque essersi ormai aperta una nuova strada alle tecnologie 2.0 quale strumento utile per tutti i siti archeologici.

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