Una sostanza dell’olio d’oliva contrasta i tumori intestinali. La scoperta all’Università di Bari

Olio extravergine d'oliva

Olio extravergine d’oliva

di Redazione FdS

E’ uno degli alimenti più preziosi della Dieta Mediterranea e di esso si conoscono da anni molteplici proprietà benefiche per la salute umana: dalla ricchezza di grassi monoinsaturi, attivi nella prevenzione dei disturbi cardiovascolari, all’alto contenuto di polifenoli, potentissimi antiossidanti in grado di proteggere l’integrità delle membrane cellulari, agendo in difesa da molti tipi di tumori, e di contrastare l’alterazione delle funzioni cognitive legata all’invecchiamento; dall’alta concentrazione naturale di vitamina E,  anch’essa potente antiossidante che protegge le membrane cellulari dai processi d’invecchiamento, alla presenza di squalene, sostanza che risulterebbe efficace nel contrastare i tumori della pelle. Stiamo parlando dell’olio extravergine di oliva, il cui consumo quotidiano, secondo una recentissima ricerca, aiuta anche a prevenire e combattere i tumori intestinali. La scoperta si deve al gruppo di ricerca del dr. Antonio Moschetta dell’Università degli Studi di Bari, che sul numero di novembre della rivista Gastroenterology pubblicherà gli esiti di uno studio sostenuto dall’Associazione italiana per la ricerca sul cancro (Airc), onlus per la quale Moschetta, 45 anni, ordinario di medicina interna, conduce una ricerca sul metabolismo dei tumori.

“L’olio extravergine di oliva – ha spiegato Moschetta – è ricco di acido oleico [acido grasso monoinsaturo – NdR], una sostanza in grado di regolare la proliferazione cellulare. In studi preclinici abbiamo potuto simulare geni alterati e stati di infiammazione intestinale, dimostrando che la somministrazione di una dieta arricchita di acido oleico è in grado di garantire notevoli benefici per la salute. Tali effetti positivi sembrano essere dovuti anche alla presenza dell’enzima SCD1 nell’epitelio intestinale, che funziona quale principale regolatore della produzione di acido oleico nel nostro corpo”. Lo scienziato si è infatti chiesto come mai il nostro corpo, grazie a quell’enzima, sia in grado di sintetizzare l’acido oleico, ossia di produrre da sé quella stessa sostanza presente in grande quantità nell’olio d’oliva. “L’ipotesi da verificare - ha osservato Moschetta – era quella che madre natura ci abbia dato questa possibilità proprio perché l’acido oleico è una molecola fondamentale per il nostro organismo”. Un’intuizione che non è rimasta priva di un seguito, essendo stata subito condivisa dal giovane collega francese Simon Ducheix.
 

Olio extravergine di oliva

Olio extravergine di oliva

Lo studio per indagarla si è svolto nell’arco di cinque anni presso i laboratori del Policlinico universitario di Bari ed ha coinvolto anche altri due scienziati francesi (di Tolosa), uno americano e un gruppo di Cambridge (Inghilterra). L’ipotesi formulata in risposta a quell’iniziale quesito è risultata valida: l’acido oleico è effettivamente una sostanza fondamentale per il nostro corpo e lo si è constatato grazie al modello sperimentale col quale i ricercatori hanno disattivato l’enzima SCD1, impedendo quindi la produzione endogena di acido oleico, ed hanno escluso la molecola dalla dieta. Le conseguenze sono state l’insorgere, innanzitutto,  di un’infiammazione dei tessuti e, successivamente, la formazione di tumori spontanei dell’intestino. “Abbiamo pertanto dimostrato che la natura ci dà la possibilità di sintetizzare l’acido oleico per proteggerci dal cancro. Esso ha infatti la capacità di creare una barriera che blocca l’infiammazione delle cellule intestinali e previene il tumore”, ha commentato Moschetta.

Andando quindi ad aggiungere dell’acido oleico alla dieta attraverso l’assunzione abituale di olio di oliva, non si fa altro – ha spiegato Moschetta – che “contribuire al ripristino  della normale fisiologia intestinale con riduzione dell’infiammazione e protezione contro la formazione dei tumori. Sfruttando le proprietà benefiche dell’acido oleico, in futuro sarà possibile ridurre l’insorgenza del tumore soprattutto nei pazienti con infiammazione intestinale o già precedentemente affetti da questa malattia, e rallentarne la crescita, oltre a migliorare i trattamenti antitumorali già in uso, potenziandone l’effetto.” La dose di olio extravergine d’oliva utile ad accentuare gli effetti benefici dell’acido oleico, abbattendo il rischio di contrarre il tumore all’intestino, risulterebbe essere nell’ordine di “un cucchiaio a pranzo e uno a cena, oltre a quello utilizzato come condimento”. La scienza suggerisce inoltre di consumare quello di produzione italiana, perché – ha concluso Moschetta – “se lo si paragona agli oli prodotti per esempio in Nord Africa, risulta più ricco in acido oleico che in acido palmitico, offrendo quindi un ottimale bilanciamento di acidi grassi”. 

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