Tre comuni costieri del Sud Italia dichiarano guerra alla plastica

Veduta dell'Isola dei Conigli, Lampedusa (Agrigento) - Ph. Lucio Sassi | ccby-sa2.0

Veduta dell’Isola dei Conigli, Lampedusa (Agrigento) – Ph. Lucio Sassi | ccby-sa2.0

di Redazione FdS

Come è ormai noto la UE ha deciso di mettere al bando cannucce, posate o stoviglie di plastica, per cui nei prossimi mesi ed entro il 2020 gli Stati membri dovranno adeguarsi alla direttiva comunitaria. Tre comuni del Sud Italia sono i primi a giocare d’anticipo in un ambito, quello appunto della plastica, che ha giocato un ruolo di primo piano nell’alterazione degli equilibri ambientali del pianeta.  A  imporre già dal 1° maggio 2018  il divieto di utilizzo di stoviglie e contenitori in plastica non biodegradabile è stata un’ordinanza di Antonio Fentini, sindaco delle Isole Tremiti (Foggia). Salate le multe per i trasgressori, commercianti o semplici cittadini: dai 50 ai 500 euro.  A spingere il primo cittadino dell’arcipelago pugliese alla adozione del provvedimento, sono stati i risultati della ricerca svolta dall’Istituto di Scienze Marine del Cnr di Genova, dall’Università Politecnica delle Marche e da Greenpeace Italia, sulla base dei campionamenti delle acque realizzati durante il tour ‘Meno plastica più Mediterraneo’ della nave ammiraglia di Greenpeace, Rainbow Warrior.

Dallo studio, che ha preso ad oggetto anche il mare delle Tremiti, è emersa la diffusa presenza nel Mediterraneo di elevati, e talora allarmanti, livelli di microplastiche, comparabili a quelli presenti nei vortici oceanici del nord Pacifico, con picchi elevati persino in aree marine protette. Per quanto dunque a qualcuno il provvedimento del sindaco Fentini possa essere apparso drastico, in realtà è solo un piccolo contributo alla gestione di una situazione gravissima. Non a caso, dopo questo primo step il sindaco delle Tremiti intende ampliare il divieto anche alle bottiglie di plastica e ai contenitori di polistirolo usati dai pescatori per trasportare il pesce e spesso sversati in mare. Fentini, che ha trovato l’appoggio di tutti i suoi concittadini, già dallo scorso aprile auspicava che i sindaci delle località marittime potessero seguire il suo esempio con un’azione congiunta nell’interesse del pianeta.
 

Veduta panoramica delle Isole Tremiti (Foggia) -

Veduta panoramica delle Isole Tremiti (Foggia)

 
A raccogliere per primo l’appello è stato Salvatore Martello, sindaco di Lampedusa, isola dell’agrigentino nota non solo per gli sbarchi di migranti africani ma sopratutto per la bellezza mozzafiato del suo mare. Ha infatti annunciato l’imminente divieto a Lampedusa e a Linosa della vendita e dell’utilizzo di contenitori e stoviglie monouso non biodegradabili così come degli shopper, i sacchetti per asporto merci in polietilene. L’annuncio è stato fatto nel corso di un convegno sulla Pesca che si è tenuto a Palermo. “Abbiamo deciso di adottare questo provvedimento per diversi motivi - ha spiegato il primo cittadino. Ci sono disposizioni comunitarie in questa direzione, e soprattutto c’è la necessità di facilitare la raccolta differenziata e lo smaltimento dei rifiuti, e di limitare l’inquinamento da plastiche del nostro mare, che sta avendo pesanti ripercussioni anche sulla fauna marina e di conseguenza sulle attività legate alla pesca”. 

L’ordinanza che stabilisce il divieto di vendita e utilizzo di stoviglie, bicchieri e posate monouso non biodegradabili entrerà in vigore il prossimo 31 agosto. Il provvedimento varrà anche per gli shopper che dovranno essere sostituiti da sacchetti in carta o tela o altro materiale idoneo. “Capisco che per residenti, turisti, attività commerciali e artigianali sarà una “piccola rivoluzione” – ha osservato Martello - ma è un provvedimento necessario: tutti noi dobbiamo imparare ad adottare nuove abitudini quotidiane per rispettare l’ambiente e migliorare la qualità della vita”. Martello ha inoltre annunciato che “per i pescatori che aderiscono ai Co.Ge.Pa. sono previste misure in collaborazione con i Comuni di provenienza per incentivare la raccolta di plastiche individuate in mare e il loro conferimento in appositi siti”.
 

Tratto della costa di Acciaroli, Pollica (Salerno) - Ph. Fiore Silvestro Barbato | ccby-sa2.0

Tratto della costa di Acciaroli, Pollica (Salerno) – Ph. Fiore Silvestro Barbato | ccby-sa2.0

 
Terzo comune marittimo a schierarsi contro l’inquinamento ambientale è Pollica (Salerno), località compresa nel Parco Nazionale del Cilento, patrimonio dell’Umanità UNESCO. L’ordinanza “Pollica Plastic Free”, emessa dal sindaco Stefano Pisani, è già esecutiva e vieta alle attività ristoratrici e ricettive di utilizzare materiali plastici non compostabili. E’ tuttavia prevista una fase di “accompagnamento” per consentire a questi esercizi di smaltire le scorte di materiali plastici e di attrezzarsi con soluzioni alternative. Il provvedimento è stato favorito dalle sollecitazioni di Legambiente Campania onlus, che da anni porta avanti una vera e propria crociata contro la plastica in collaborazione con il Museo Vivo del Mare di Pioppi e Vele Spiegate, il campo di volontariato in barca a vela di Legambiente dedicato al tema dei rifiuti in mare, in corso fino a fine luglio lungo le coste cilentane.

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