Tom Ford stregato dall’arte tessile del calabrese Domenico Caruso

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Domenico Caruso (a sin.) seduto al telaio in uno degli ambienti della Scuola Tappeti di cui è titolare a San Giovanni in Fiore (Cs) - Ph. Scuola Tappeti Caruso

Domenico Caruso (a sin.) seduto al telaio all’interno della Scuola Tappeti di cui è titolare a San Giovanni in Fiore (Cs) – Ph. Scuola Tappeti Caruso

di Kasia Burney Gargiulo

Lo stilista Tom Ford - Ph. Noision1 | CCBY2.0

Lo stilista Tom Ford – Ph. Noision1 | CCBY2.0

Dalle visioni mistiche medievali dell’abate Goacchino da Fiore riprese dalle preziose tavole del suo Liber Figurarum alle opere dei pittori Impressionisti e di altri autori celebri come Van Gogh e Klimt, per arrivare al graffitismo metropolitano anni ’70-80 di Keith Haring e all’arte di diversi autori contemporanei: sono molteplici le espressioni artistiche che l’artigiano calabrese Domenico Caruso, di San Giovanni in Fiore (Cosenza), trasforma in arazzi di seta, completamente annodati a mano o in arazzi Jacquard dal realistico effetto pittorico, senza trascurare i tappeti e i complementi d’arredo frutto di una tradizione tessile locale antica di secoli. Diventato da anni punto di riferimento per diversi nomi dell’arte contemporanea, Domenico Caruso, primo artigiano al mondo ad aver prodotto con la sua Scuola Tappeti, nel 1999, anche un tessuto in fibre metalliche nobili come argento e oro nonché il telaio in grado di lavorarle, approda ora nell’olimpo della moda grazie al celebre stilista statunitense Tom Ford, da qualche anno anche affermato regista cinematografico (suo il film Animali notturni vincitore del Gran Premio della Giuria alla recente mostra internazionale del cinema di Venezia). L’eclettico e trasgressivo protagonista del fashion system internazionale ha infatti approvato l’altro ieri a Londra la campionatura tessile realizzata dalla Scuola Tappeti Caruso su disegni della maison. Nelle prossime passerelle internazionali dell’alta moda, la Calabria dunque sfilerà attraverso tessuti che sanno coniugare una sapienza artigianale plurisecolare con le esigenze di un gusto tutto contemporaneo.

Arazzo tratto dall'opera di Silvio Vigliaturo "Bandiere e scacchi"

Arazzo tratto dall’opera di Silvio Vigliaturo “Bandiere e scacchi”

Si tratta di tessuti a maglia continua, dello spessore di 3 millimetri, con disegni in stile etnico, realizzati con tecnica di tessitura tradizionale, destinati alla produzione di nuovi accessori moda. Domenico Caruso metterà a disposizione dell’ex direttore creativo di Gucci e di Yves Sain Laurent quelle stesse tecniche con cui egli – e prima ancora suo padre Salvatore – realizzano da decenni “ozaturi a pizzulune”, coperte “trappigne”, “n’cùllerata” (elemento del rituartu, tipico costume femminile sangiovannese), arazzi, tappeti, tessuti artistici e d’arredamento in fibre naturali come lana, seta, ginestra. Una perizia acquisita in più generazioni che ha conquistato Tom Ford, ricorso all’artigiano calabrese per trovare soluzioni tecniche idonee a dar corpo alle nuove linee di accessori d’abbigliamento. Soluzioni presto fornite dal maestro Caruso dopo il contatto avuto con lo staff della casa di moda londinese.

Frequentata da tessitori, designer e artisti, la Scuola Tappeti di Domenico Caruso, proprietaria anche di alcuni telai antichi di secoli, ha raccolto fin dagli anni ’70 del ‘900 l’eredità della scuola a lungo diretta a San Giovanni in Fiore da meastri armeni, proiettando verso il futuro l’arte della tessitura sangiovannese grazie al coinvolgimento di molti giovani allievi ai quali un giorno passerà il testimone. E’ la prosecuzione di un percorso artigianale iniziato in questo luogo fin dal medioevo fra i nuclei familiari che, giunti in Sila dai casali casentini e dal marchesato crotonese, si insediarono intorno all’Abbazia Florense, uno dei beni culturali più affascinanti dell’intera Calabria, e cominciarono a produrre tessuti per vestirsi ed arredare la casa. Con un salto epocale arriviamo alla metà del secolo scorso, quando l’Opera Valorizzazione Sila favorì la nascita della Scuola Tappeti affidata a maestri armeni che insegnarono alle tessitrici locali tecniche di annodatura dei tappeti.

L'arazzo in seta pura dedicato a Mina

L’arazzo in seta pura dedicato a Mina

Un’esperienza destinata a concludersi con la crisi del settore, ma ecco che l’arte tessile di San Giovanni viene rilanciata da Domenico Caruso e dalla sua famiglia, aprendosi a nuove fonti di ispirazione. Domenico intraprende infatti studi presso scuole e accademie d’arte che gli consentono di rendere più complessa e sfaccettata la figura di maestro di tessitura, fino a diventare docente di Progettazione e Arte della tessitura e della Decorazione dei Tessuti in vari istituti scolastici e accademici. Un percorso formativo e professionale che gli ha permesso di trasformare la Scuola Tappeti in una realtà che esporta i propri prodotti nel mondo e per la quale lavorano circa venti persone, nonché di ricevere numerosi riconoscimenti e di portare l’arte della tessitura in contesti del tutto inediti come la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, con un arazzo in pura seta dedicato a Mina, o intraprendendo collaborazioni con artisti contemporanei come Mimmo Rotella o Silvio Vigliaturo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Traco Magnus et Rufus, arazzo tratto dal Liber Figurarum scritto e figurato dall’Abate Gioacchino da Fiore, XII secolo

Traco Magnus et Rufus, arazzo tratto dal Liber Figurarum scritto e figurato dall’Abate Gioacchino da Fiore, XII secolo

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