Seconda giornata del Festival della Letteratura Mediterranea: spazio e voce alla scena rap

Da sin. in alto: John Durrell, Keepitparty, Kiave, Marko Miladinovic, Shekkero, Silvia Moresi, Valerio Millefoglie

Da sin. in alto: John Durrell, Keepitparty, Kiave. Da sin. in basso: Marko Miladinovic, Shekkero, Silvia Moresi, Valerio Millefoglie

di Redazione FdS

A Lucera (Foggia) la seconda giornata del XVI Festival della Letteratura Mediterranea dà spazio e voce alla scena rap con il RAPSodo Freestyle Contest, in programma sabato 22 settembre a partire dalle ore 16 in piazza Duomo (lato via D’Angiò).

“Il contest si chiama così perché i “rapsodi” nella Grecia antica erano coloro che recitavano, cantandole a memoria, i versi delle poesie epiche” – spiegano gli organizzatori del Festival che aggiungono – “Pensiamo che l’hip hop sia un tipo di cultura assolutamente da esplorare, e il rap un notevole campo di sperimentazione linguistica e letteraria, dal forte potenziale sociale”.

Ed infatti l’idea di avvicinarsi al rap per conoscere meglio questo linguaggio è partita già con la precedente edizione, ma quest’anno gli organizzatori hanno scelto di dare un pezzetto del Festival ai protagonisti stessi di questa scena, che avranno un momento tutto loro per sfidarsi a suon di rime e beat freestyle in una vera e propria battle. A coordinare l’organizzazione del contest è stato Jonathan Leone in arte Lee One, mentre a valutare i “rapsodi” sarà una giuria d’eccezione composta da tre freestyler conosciuti e stimati dai ragazzi: Kiave, John Durrell e Shekkero.

Kiave è uno dei rapper più apprezzati del panorama nazionale, un’artista capace di far convivere testi profondi con il più puro intrattenimento; partito come indiscusso campione di freestyle è diventato con gli anni un abile liricista e fine compositore della forma canzone più classica. John Durrell, aka Dr. Jack, è cantautore e rapper italo-nigeriano che si è distinto tra i freestylers più talentuosi dello stivale, nei suoi brani accarezza numerose sfumature musicali: rap, trap, afrotrap, r&b, soul. Shekkero (Sho) è conosciuto in Italia per i suoi successi nelle freestyle battle a cui ha dedicato la maggior parte della sua carriera artistica, è apparso in tv in veste di freestyler per il programma Rai “Generation Gap”.

La premiazione del RAPSodo Freestyle Contest avverrà in occasione del Keep it Party, in programma dalle h 22. Si tratta del nuovo format dj set del rapper Kiave in collaborazione con i suoi compagni di crew, nonché amici di una vita, Dj Kerò e Vinz (Mujina Crew). Un dj set in grado di ricreare lo spirito dei vecchi block party, spaziando al contempo dai suoni dei Novanta fino alle nuove produzioni. Uno show che fa ballare il pubblico ma anche riflettere, in linea con il motto del rapper cosentino “la gente riflette mentre si diverte”.

Il rapper Kiave prenderà parte anche al Simposio, in programma alle 19.30 sempre nello stesso luogo: un incontro a cura dello scrittore Valerio Millefoglie a cavallo tra poesia, rap e traduzione letteraria. A dialogare con lui sul tema della XVI edizione “Segni di Ri-Conoscenza” saranno il poeta Marko Miladinovic e l’arabista Silvia Moresi.

Marko Miladinovic è poeta e performer, ma anche artista visivo e mediatore di eventi culturali. Slavo di lingua italiana, cura e organizza il Ticino Poetry Slam e la rassegna ZUGZWANG POESIA!

Silvia Moresi è arabista e traduttrice, insegna lingua araba e civiltà arabo-islamica in scuole pubbliche e private. Due anni fa è stata ospite del Festival per presentare (insieme a Nabil Bey e Caterina Pinto) l’antologia “Le mie poesie più belle” (Jouvence) del poeta siriano Nizar Qabbani, da lei co-tradotta. Quest’anno ha tradotto e curato la raccolta del palestinese Mahmud Darwish dal titolo “Undici pianeti”. La sua passione per la lingua araba è rigorosa e colma di un raro rispetto, e questo è certamente un “dono” particolare.

Sabato prenderà il via anche “Favuríte! – IL RITO”, la cerimonia di scambio del dono.

“Ogni ospite ci porterà un dono-simbolo e noi gli daremo il nostro”, raccontano gli organizzatori. “Abbiamo scelto di ritualizzare questo momento perché è una pratica che viene dal mondo antico e che forse le nostre comunità dovrebbero ri-considerare, nel segno dell’apertura all’alterità. Donare è un gesto che arricchisce tutti”. Anche durante la seconda giornata del Festival ci sarà Il Convivio, un momento di condivisione non solo di cibo, ma anche e soprattutto di storie e sorrisi.

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