Pompei. L’Università di Bologna mappa l’antica città vesuviana ed elabora modello 3D utile per i restauri

Campania - Scorcio dell'area archeologica di Pompei (Napoli) - Ph. Chris Parker | CCBY2.0

Campania – Scorcio dell’area archeologica di Pompei (Napoli) – Ph. Chris Parker | CCBY-ND2.0

di Redazione FdS

Prevalendo sugli Atenei di Roma, Milano, Padova e Lecce, il Dipartimento di Storia Culture e Civiltà (DiSCi) dell’Università di Bologna si è aggiudicato il lotto numero 3 del Grande Progetto Pompei – Piano della Conoscenza, predisposto dal Ministero dei beni e delle Attività Culturali con finanziamento della Comunità Europea per circa 8 milioni di euro e finalizzato alla tutela e al recupero di Pompei, uno dei parchi archeologici più importanti del mondo ma anche fra i peggio custoditi. Il Dipartimento coinvolto nel progetto, grazie alla sua Sezione di Archeologia, è peraltro presente da anni a Pompei con uno “scavo scuola”.

In riferimento al lotto affidatole (il Piano della Conoscenza ne prevede sei in copertura dell’intera area archeologica), l’Università di Bologna elaborerà una planimetria in scala 1:50 della città antica oltre ad analizzare (con scansione laser) ogni singola unità abitativa per ottenere un modello 3D di tutti gli alzati. Sarà inoltre effettuata una schedatura che rileverà con precisione lo stato di degrado di ciascuna unità. Tutto questo garantirà una conoscenza approfondita di ogni singola struttura o elemento archeologico e con i dati raccolti sarà possibile creare un database informatizzato utilissimo allo studio e ad una più corretta manutenzione della antica città vesuviana.

L’incarico affidato all’Università di Bologna è stato previsto per un importo complessivo di 700mila euro e per la sua attuazione il Dipartimento assegnatario utilizzerà ricercatori e docenti dello stesso ateneo, oltre a collaboratori provenienti da altri dipartimenti come quelli di Ingegneria civile e di Chimica ambientale e dei Materiali. Del gruppo di lavoro faranno parte anche ricercatori provenienti dal dipartimento di Architettura, Costruzioni e Strutture dell’Università Politecnica delle Marche e dal dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari” dell’Università di Modena e Reggio Emilia.

L’Università di Bologna ha vinto il bando come singolo soggetto economico, ed avrà la responsabilità totale dell’intero progetto finanziario. Al suo fianco, dal prossimo marzo, ci saranno anche cinque società private e un’associazione temporanea d’impresa istituita dall’Università di Salerno ai quali sono andati gli altri cinque lotti. I lavori inizieranno a metà marzo e dovrebbero proseguire per circa un anno.

Il rettore dell’ateneo bolognese, Ivano Dionigi, si è detto estremamente soddisfatto del successo conseguito, testimonianza di una competitività ad altissimo livello e di una competenza scientifica pronta per essere messa al servizio di uno dei patrimoni culturali più importanti del pianeta a cui è dedicato un programma speciale di interventi di conservazione, prevenzione, manutenzione e restauro, qual’è appunto il Grande Progetto Pompei.

 Giuseppe Sassatelli, professore di Archeologia dell’Università di Bologna e responsabile del progetto ha sottolineato come grazie all’attuazione di questo programma verrà a crearsi uno strumento di archivio e di conoscenza in grado di rimanere utile per centinaia di anni. Ma già questa prima esperienza di studio e di analisi avrà un grande valore non solo ai fini della manutenzione del sito archeologico di Pompei, ma anche da un punto di vista formativo per i giovani dell’ateneo bolognese, molti dei quali, saranno coinvolti nel programma a vario titolo.

 

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