Petra Reski: la giornalista-scrittrice che racconta la mafia ai tedeschi ospite a Francavilla Fontana

Petra Reski, Palermo connection (Fazi editore)

Petra Reski, Palermo connection (Fazi editore)

di Redazione FdS

E’ stata fra le prime persone in Europa – certo molto tempo prima della UE – a non considerare le mafie come un problema esclusivamente italiano e a parlare di infiltrazioni nel tessuto economico e finanziario, ed è nota soprattutto per averlo fatto attraverso il suo libro-inchiesta del 2009 “Santa mafia. Da Palermo a Duisburg: sangue, affari, politica e devozione (Nuovi Mondi Edizioni), affrontando la mannaia della censura, oltre a gravi minacce e intimidazioni per aver osato affermare – con tanto di nomi e cognomi – che “la mafia non è un affare di coppole e di realtà arretrate del sud Italia, ma un problema europeo”. Lei è la giornalista e scrittrice tedesca Petra Reski attiva nelle redazioni esteri di periodici come Stern, Zeit, Geo, Mare, oltre che collaboratrice di numerose altre testate in madrelingua. Il prossimo 24 maggio sarà a Francavilla Fontana (Brindisi), presso la Biblioteca Comunale “G. Calò” per parlare del suo romanzo “Palermo Connection”  (Fazi editore) punto di arrivo (e di ripartenza) di un percorso accidentato che da saggista l’ha vista trasformarsi in crime novelist per dribblare l’incredibile censura di cui è stata fatta bersaglio in Germania ogni qual volta si è occupata di mafia.
 

Petra Reski - Ph. Paul Schirnhofer

Petra Reski – Ph. Paul Schirnhofer

Dal 1988 la Reski vive in Italia e fin dal suo arrivo ha raccontato ai suoi connazionali gli intrecci mafiosi che sempre di più legano a doppio filo il nostro Paese e la Germania – “se andiamo avanti così in pochi anni la ‘ndrangheta si mangia la Germania”, ha dichiarato in un’intervista al Corriere della Sera –  intrecci che più recentemente ha deciso di trasporre sul piano della narrazione letteraria attraverso la forma del romanzo (peraltro da lei già praticata in passato su altri argomenti), proprio per parare i continui attacchi alla sua libertà di espressione. Attacchi – spiega la scrittrice – paradossalmente “normali” in un Paese come la Germania che ancora tarda a dotarsi di norme adeguate in materia di criminalità organizzata, costituendo pertanto una sorta di isola felice per i mafiosi: “In Germania possiamo fare tutto” ha dichiarato non a caso il figlio di un boss calabrese di Cirò Marina.

In una situazione del genere, non ci si può dunque meravigliare se intere pagine del libro-inchiesta della Reski siano comparse annerite nella versione originale tedesca, senza contare le innumerevoli cause assurdamente perse in tribunale da lei e dai colleghi che, come lei, scrivono di mafia, argomento in Germania contrassegnato quasi dallo stigma del tabù. Dal suo racconto emerge una sorta di patologica e inquietante forma di rimozione, di ”don’t ask, don’t tell” in salsa tedesca: “Sono passati 11 anni da quando è uscito in Germania il mio libro “Santa Mafia” e da allora sono stata (e lo sono ancora tutt’ora) querelata da “imprenditori di successo italiani” residenti a Erfurt e a Duisburg. Da allora ne parlo e ne scrivo, ma non posso dire che questo abbia cambiato un granché, se non in favore della mafia. In seguito a me sono stati querelati anche tutti gli altri giornalisti che hanno avuto la brillante idea di scrivere o di fare film sulla mafia in Germania…”, afferma sconsolata, ma non sconfitta, la scrittrice. 

La sua volontà di riscatto dal bavaglio oggi passa dunque attraverso la scelta della letteratura, quale strumento in grado di comunicare con efficacia la realtà senza esporsi agli effetti collaterali della cronaca, rimasta naturalmente la sua più immediata fonte di ispirazione. Così, con Palermo Connection, il libro in presentazione a Francavilla Fontana, Petra Reski inaugura una nuova serie di gialli politico-giudiziari ambientati a Palermo che – con protagonista Serena Vitale, agguerrita procuratrice antimafia figlia di un italiano emigrato in Germania – raccontano la trattativa Stato-mafia per la prima volta in forma di romanzo. Ma la mafia non è l’unico argomento nostrano dai riflessi europei ad aver appassionato la combattiva giornalista-scrittrice: nell’appuntamento di Francavilla, ha infatti annunciato che parlerà anche dell’affaire Xylella, ossia il fenomeno di disseccamento rapido che ormai da anni sta interessando un gran numero di ulivi della Puglia salentina. Si tratta di una nuova battaglia che – come la stessa Reski racconta sul suo blog – le è già valsa l’accusa di complottismo, e ciò nonostante che lei, come altri in questa vicenda, si esprima con dati alla mano, facendo risaltare tutte le incongruenze, le inefficienze, le zone grigie, le ambiguità, che continuano ad offuscare ogni tentativo di approcciarsi al fenomeno xylella con la giusta ragionevolezza e obiettività scientifica. L’incontro pugliese con Petra Reski si annuncia dunque incandescente e interessante se non altro perché permetterà ai lettori di conoscere una delle poche voci controcorrente in circolazione, in questo periodo di omologazione culturale e, soprattutto, di vita difficile per i giornalisti che con le loro inchieste sfiorano ambienti e interessi finora considerati intoccabili.

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