Pascalina: ideata dall’Istituto Tumori di Napoli la pizza che previene il cancro

Pizza Pascalina, Napoli

Pizza Pascalina, Napoli

di Kasia Burney Gargiulo

E’ cosa da tempo risaputa che quanto introduciamo nel nostro organismo attraverso il cibo giochi un ruolo fondamentale nel favorire, o viceversa nel prevenire, malattie degenerative come i tumori. Residui chimici, sostanze conservanti o metodi errati di cottura, sono fra i principali imputati in questa caccia al ‘responsabile’ della minaccia che incombe quotidianamente sulle nostre tavole e sulla nostra salute. Ecco perché l’attenzione che oncologi e nutrizionisti riservano al ruolo svolto dal cibo in questo delicatissimo campo è sempre più elevata. Ormai da anni sotto la lente d’ingrandimento della ricerca scientifica troviamo la cosiddetta Dieta Mediterranea, modello nutrizionale basato sulle abitudini alimentari diffuse in alcuni Paesi del bacino mediterraneo (come l’Italia, la Spagna e la Grecia) e inserito dal 2010 nel Patrimonio Immateriale dell’Umanità UNESCO in quanto ritenuto, in base ad evidenze scientifiche ed epidemiologiche, di grande beneficio per la salute umana. Ebbene, se c’è un alimento che a buon diritto può ascriversi fra i simboli del mangiare mediterrano, questo è senza dubbio la pizza, piatto in grado di combinare alcune fra le materie prime tipiche della Dieta Mediterranea come cereali, latticini, verdure e olio extra vergine di oliva.

Intorno a questa pietanza, la cui originale manifattura napoletana ha fatto nel 2017 il suo ingresso nella lista UNESCO dei patrimoni culturali intangibili dell’Umanità, si è concentrata l’attenzione dell’Istituto dei Tumori di Napoli “Fondazione Pascale” che, nell’ambito di un progetto volto a promuovere l’abitudine a una corretta alimentazione, ha ideato una nuova pizza con ingredienti di prima qualità selezionati in base alla loro capacità di apportare benefici alla salute difendendo l’organismo soprattutto dalle malattie dell’apparato cardio-vascolare e dalle neoplasie del sistema digerente. Si tratta della “Pizza Pascalina” e sarà possibile assaggiarla in uno dei cinquanta stand (quello della pizzeria “Don Peppe”) del maxi evento Napoli Pizza Village in programma sul Lungomare Caracciolo dall’1 al 10 giugno prossimi.

Gli studiosi dell’Istituto napoletano - che col suo progetto ha messo in rete esperti di diverse discipline con ristoratori, produttori e consumatori nel nome della difesa della salute – hanno individuato una serie di materie prime in grado di dar vita a una pizza che protegge dal rischio di malattie cardiovascolari e di alcuni tipi di tumori dell’apparato digestivo, fra cui il tumore al colon: la pizza dai sorprendenti effetti benefici è fatta con farina di frumento tipo 1 (160 grammi), friarielli campani e cime di rape (120 grammi), olive di Caiazzo (trenta grammi), pomodorini di Corbara o, in alternativa, di San Marzano sul Sarno (120 grammi), noci (venti grammi), olio extra vergine d’oliva del Cilento (30 grammi), aglio e peperoncino. I ricercatori hanno sottolineato come la salubrità di questa pizza – perfetto mix di ingredienti che esaltano gusto e protezione della salute – sia tale da renderla consumabile anche due volte alla settimana. Queste sue caratteristiche hanno fatto sì che fosse inserita nella Piramide Alimentare Pascaliana, che applica i principi della Dieta Mediterranea ma si basa anche sulle linee guida contro i tumori della World Cancer Research Fund e sulle evidenze scientifiche più recenti in materia di dieta e prevenzione dei tumori.

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