OIKOS: ambienti, figure, oggetti nella casa dei Greci d’Occidente. In mostra a Reggio Calabria

OIKOS (Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, 10 agosto - 18 novembre 2018)

OIKOS (Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, 10 agosto – 18 novembre 2018). Il bassorilievo in marmo raffigura la visita di Doniso alla casa di Icarios, MANN

di Redazione FdS

Il 10 agosto 2018 si inaugura al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria (MArRC) la mostra “OIKOS, la casa in Magna Grecia e Sicilia”, dedicata alla civiltà dell’abitare presso i Greci d’Occidente. In esposizione oltre 100 reperti alcuni dei quali provenienti dalle collezioni del museo reggino, altri da importanti raccolte pubbliche, come quelle dei Musei Archeologici Nazionali di Napoli e di Taranto, del Museo Archeologico Regionale “Paolo Orsi” di Siracusa, dei Parchi Archeologici di Paestum e dei Campi Flegrei e del Museo Archeologico dell’Antica Kaulon. Curatori della mostra sono Carmelo Malacrino, direttore del museo reggino, e l’archeologo Maurizio Cannatà. 

L’esposizione, visitabile fino al 18 novembre 2018, si sviluppa in varie sezioni che ripercorrono gli ambienti della casa greca, dal cortile, al portico, agli andrones, ai ginecei per le donne, più una sezione dedicata al cratere, ossia l’ampio vaso usato nell’antichità per miscelare e servire acqua e vino nei banchetti. Fra gli oggetti di maggior pregio in mostra troviamo la piccola ma preziosissima lekythos proveniente dal Museo di Taranto, che apre il percorso e raffigura una donna affacciata alla finestra avvolta nel suo himation; il sontuoso cratere attico a figure rosse con scena di danza della collezione Sant’Angelo del Museo Archeologico Nazionale di Napoli; una splendida anfora del Museo Archeologico Regionale “Paolo Orsi” di Siracusa; il monumentale lebes gamikos, vaso a figure rosse attribuito al “Pittore di Afrodite” da Paestum; il marmo dipinto con le “Giocatrici di Astragali” da Ercolano; il bellissimo rilievo marmoreo del Museo di Napoli, utilizzato come logo della mostra e raffigurante la visita di Dioniso a casa di Icarios, nel quale compaiono elementi architettonici della casa greca.
 

Lekythos sovradipinto, IV sec. a.C., Museo Archeologico Nazionale di Taranto

Lekythos sovradipinto, IV sec. a.C., Museo Archeologico Nazionale di Taranto

 
“Con questa mostra – afferma Malacrinoabbiamo pensato di offrire ai visitatori un’esperienza eccezionale: vivere all’interno della casa dei Greci d’Occidente. E la possibilità è appunto quella di attraversare la casa, quindi di conoscere i vari ambienti, le figure, gli oggetti che erano presenti all’interno di queste abitazioni. Sarà un affascinante viaggio nel tempo concepito con il supporto di strumenti multimediali (pannelli didattici,  ricostruzioni grafiche e digitali e video in 3d) che consentiranno di presentare quale fosse realmente il modo di vivere e di abitare in Magna Grecia. Questo allestimento, che eleva ancora una volta il nostro Museo agli standard nazionali e internazionali, è stato possibile grazie ai tanti partner, fra cui i principali musei della Magna Grecia e della Sicilia.”

“Nel mondo Greco, anche quello dei Greci d’Occidente – spiega Cannatàla parola oikos è molto di più del semplice termine ”casa”, ma vuol dire anche ‘famiglia’ quindi tutto quell’insieme di persone e di cose che ruotano intorno allo spazio architettonico; del resto la famiglia è l’elemento base della società come ci ricorda Aristotele; dall’unione degli oikoi nasce lo Stato, cioè nasce la polis, e quindi attraverso l’esame degli ambienti e dei materiali contenuti all’interno delle case, emerge quella che è la personalità degli abitanti e il loro ruolo sociale. L’oikos è qualcosa che si evolve nel tempo a seconda di come cambia la società: quindi ad esempio vediamo che l’andron della casa greca, cioè i vani destinati al simposio, il banchetto degli uomini, in un certo momento della storia greca coincidente con il primo ellenismo, quindi con l’età di Alessandro Magno, comincia ad arricchirsi di sontuose decorazioni, ispirate ai modelli orientali; in riferimento a questa temperie culturale, in Magna Grecia abbiamo lo straordinario esempio del drago ritrovato negli anni ’60 a Kaulonia, l’odierna Monasterace Marina, nell’omonima casa.
 

Il drago ritrovato a Kaulonia, Museo Archeologico di Monasterace

Il drago ritrovato a Kaulonia, III sec. a.C., Museo Archeologico di Monasterace (Reggio Calabria)

 
Si tratta di un mostro marino che era collocato all’ingresso della sala del banchetto, quindi accoglieva gli ospiti dando in qualche modo la sua ‘protezione’ agli amici del padrone di casa a cui il banchetto veniva offerto. In mostra lo si può vedere esposto in abbinamento con un video in cui si ricostruisce virtualmente l’ambiente originario comprensivo di suppellettili come i crateri, le coppe e le lucerne che illuminavano gli ambienti. Va tuttavia detto – conclude l’archeologo – che sebbene nel corso dei secoli nel mondo greco antico si modifichi l’organizzazione strutturale degli spazi della casa, non cambia la funzione degli ambienti rispetto ai ruoli all’interno della famiglia: l’uomo, cittadino, politico, atleta e guerriero, vive nell’andron i momenti conviviali, delle relazioni esterne, nel simposio. La donna sovrintende ai lavori domestici e ha nel gineceo il suo regno indiscusso”.

Museo Archeologico Nazionale, Reggio Calabria
P.zza De Nava, 26
La mostra è visitabile presso il Livello E negli orari d’apertura del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria: tutti i giorni dal lunedì alla domenica dalle 9.00 alle 20.00
Biglietto intero 8 euro – ridotto 5 euro (e ulteriori riduzioni il mercoledì: 6 euro l’intero e 4 il ridotto)
Per le “Notti d’Estate al MArRC”, fino all’8 settembre 2018, la sera del giovedì e del sabato l’orario è prolungato fino alle 23 e dalle 20 alle 23 si entra con un biglietto di soli 3 euro
Per tutte le info visitare il sito www.museoarcheologicoreggiocalabria.it

IL LUOGO

 

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