“Nido di seta”, quando la crescita della Calabria passa dalle sue tradizioni millenarie

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Trecce di seta grezza - Ph. Cooperativa Nido di Seta | Photo gallery a fondo pagina

Trecce di seta grezza – Ph. Cooperativa Nido di Seta| Photo gallery a fondo pagina

di Angela Rubino

Fase di tessitura della seta - Ph. Cooperativa Nido di Seta

Fase di tessitura della seta – Ph. Coop. Nido di Seta

Un legame profondo, quello tra Catanzaro e l’arte della lavorazione della seta, il cui pensiero, fino a qualche tempo fa, sembrava ricondurci ad un passato lontano, ad una dimensione legata ad un’antica tradizione che nulla ha a che fare con l’epoca odierna. Oggi qualcosa è cambiato.

Se è vero che nel cuore della città dei Tre Colli diventano sempre più rari e nascosti i segni più tangibili del glorioso passato legato alla “nobil arte”, al contrario nell’hinterland si muove qualcosa e si pensa ad un progetto dai tratti ambiziosi, ma non utopistici, che possa favorire la tutela e la valorizzazione delle antiche tradizioni legate all’attività della gelsibachicoltura, trasformandole in un vero e proprio mestiere.

La contrada di campagna in cui ha sede la Coop. Nido di Seta, San Floro (Cz) - Ph. Cooperativa Nido di Seta

La contrada di campagna in cui ha sede la Coop. Nido di Seta, San Floro (Cz) – Ph. Coop. Nido di Seta

A San Floro, piccolo borgo collinare del catanzarese, importante centro di produzione della seta greggia in passato, un gruppo di giovani ha dato vita alla cooperativa agricola “Nido di seta”. Il progetto scaturisce da un’iniziativa nata nel 1998, quando il Comune di San Floro, nella persona dell’allora sindaco Florino Vivino, ha voluto riscoprire quest’antica tradizione, avviando un progetto sperimentale che ha avuto una vasta eco a livello regionale, nazionale ed internazionale. In tale contesto furono piantate circa 3.500 piante di gelso di varietà Kocusò, (il baco si nutre solo ed esclusivamente di foglie di gelso). Oggi la cooperativa “Nido di Seta” ha deciso di riabilitare questo progetto, facendo della gelsibachicoltura la sua attività principale. Ad essa si affiancano la tintura con coloranti naturali, la creazione di tessuti semplici e la preparazione di gustose marmellate di more di gelso.

“Pensiamo sia di vitale importanza la divulgazione di alcuni valori come la tutela del paesaggio e dell’ambiente, al fine di promuovere lo sviluppo del territorio” ha affermato Domenico Vivino, fondatore di “Nido di seta” insieme a Miriam Pugliese e Giovanna Bagnato.

Un momento della raccolta dei gelsi rossi, a San Floro (Cz) - Ph. Coop. Nido di Seta

Un momento della raccolta dei gelsi rossi, a San Floro (Cz) – Ph. Coop. Nido di Seta

“Le nostre parole chiave sono ritorno alla terra, ai suoi frutti, ai suoi valori, alle tradizioni, alla cultura del territorio. Quest’ultima – prosegue Domenico - intesa non come bandiera egemonica, ma come una risorsa, sì da tutelare, ma anche da condividere e miscelare per allungare la nostra “profondità di campo”. I giovani e la scuola, di ogni ordine e grado, sono i nostri primi interlocutori, perché solo attraverso la cultura, sulle ali della giovinezza, può partire il riscatto della nostra Calabria”.

Tra le attività proposte dalla cooperativa ai visitatori ci sono dei percorsi guidati alla riscoperta delle varietà di piante della macchia mediterranea, tra cui ovviamente il gelso.

È possibile, inoltre, toccare con mano le diverse fasi di creazione della seta, partendo dall’osservazione dei bachi, per arrivare alla trattura, ovvero il processo mediante il quale il filo di seta viene tratto dal bozzolo.

Infine merita un cenno il Museo didattico della seta, dove è possibile, tra l’altro, ammirare diversi cimeli della storia dell’arte serica, come antichi manufatti e vecchi telai.

Due dei fondatori della Cop. Nido di Seta in Thailandia al Festival Internazionale della Seta - Ph. Coop. Nido di Seta

Due dei fondatori di Nido di Seta in Thailandia al Festival Internazionale della Seta – Ph. Coop. Nido di Seta

Per quanto tutto questo sembri già abbastanza, non lo è. Infatti i tre ragazzi seguono un percorso di crescita continua, che li porta a confrontarsi con realtà nazionali, internazionali e non solo. Di recente, infatti, Miriam e Domenico si sono recati nel sud-est asiatico, ad arricchire le proprie conoscenze nel settore serico mediante il confronto con le maestranze thailandesi. Un viaggio tra tradizione e innovazione, a diretto contatto con popolazioni che da millenni svolgono le attività legate alla lavorazione della seta. Usi e costumi lontani e diversi da quelli delle civiltà occidentali e tradizioni millenarie, che sopravvivono come parte integrante del tessuto sociale ed economico, si sono schiusi agli occhi dei due giovani mentre attraversavano l’entroterra del sud-est della Thailandia, passando per i villaggi di Kapcho, Surin, Khonkhaen, principali centri serici del paese. Quest’ultima cittadina è anche la sede di un importante festival internazionale della seta, con espositori provenienti da tutta l’Asia. Un’occasione che Miriam e Domenico non potevano perdere. Così anche la seta del piccolo borgo catanzarese ha fatto parte della prestigiosa esposizione.

I bachi da seta si nutrono delle foglie di gelso - Ph. Coop. Nido di Seta

I bachi da seta si nutrono delle foglie di gelso – Ph. Coop. Nido di Seta

Un’esperienza fatta di scambio di saperi e destinata a proseguire mediante un gemellaggio tra “Nido di seta” e il Centro Di Bachicoltura di Khonkhaen.

Anche il Museo Didattico della Seta, gestito dalla cooperativa, sarà il riflesso di questo nuovo percorso, con una sezione interamente dedicata alla seta nel mondo, che si arricchirà con costumi e strumenti tipici e anche di una mostra fotografica e multimediale sul viaggio in Thailandia.

Il cammino di confronto e collaborazione avviene anche nei confini regionali. Dalla collaborazione con la bottega artigiana della ceramica squillacese “Deco Art”, nasce infatti la linea di gioielli “Nico”, che unisce l’arte della ceramica a marchio DOP di Squillace con l’antica tradizione della seta.

Con il contributo dell’artista italo-argentina AlchiMia, nasce poi la combinazione dell’originale tecnica giapponese di cottura della ceramica detta Raku, e del prezioso filato serico, che ha portato alla creazione della linea di gioielli detta Siraku.

Pini italici centenari a San Floro (Cz) - Ph. Coop. Nido di Seta

Pini italici centenari a San Floro (Cz) – Ph. Coop. Nido di Seta

Infine la valorizzazione e la promozione del territorio, con il progetto didattico “Per Filo e per Segno”, nato grazie alla collaborazione della bottega “Deco Art” e del Parco eco-esperenziale ‘Orme nel Parco’. Un’iniziativa che si propone di far conoscere la storia, le attività della millenaria cultura calabra e le straordinarie risorse paesaggistiche della regione agli allievi delle scuole del sud Italia, con un itinerario di tre giorni che li porterà a vivere in prima persona delle esperienze uniche nelle realtà di riferimento.

“Nido di seta”, insieme ad altre realtà che stanno nascendo all’insegna della valorizzazione di usi, costumi e risorse del territorio e della loro trasformazione in valore, è il simbolo della crescita di una nuova Calabria, che vuole riprendere in mano il suo futuro, infrangendo schemi e cliché che per secoli hanno imprigionato le menti dei meridionali.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

“Nido di seta”, quando la crescita della Calabria passa dalle sue tradizioni millenarie

Il casolare ristrutturato a San Floro (Cz) - Ph. Cooperativa Nido di Seta

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Farfalla di Bombix mori, la cui larva è nota come baco da seta - Ph. Cooperativa Nido di Seta

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Gruppo di farfalle Bombix mori - Ph. Cooperativa Nido di Seta

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Bozzoli - Ph. Cooperativa Nido di Seta

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Tessitura della seta - Ph. Cooperativa Nido di Seta

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Gelsi rossi - Ph. Cooperativa Nido di Seta

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Domenico Vivino e Miriam Pugliese - Ph. Cooperativa Nido di Seta

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La raccolta dei pomodori - Ph. Cooperativa Nido di Seta

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Domenico Vivino e Miriam Pugliese in Thailandia per il Festival Internazionale della Seta - Ph. Cooperativa Nido di Seta

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