Mentre San Nicola Arcella candida l’Arcomagno a Patrimonio UNESCO, Italia Nostra lancia un allarme sulla Baia

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Imbarcazioni alla fonda nella Baia di San Nicola, San Nicola Arcella (Cs) - Ph. © Stefano Contin

Imbarcazioni alla fonda nella Baia di San Nicola Arcella (Cs) – Ph. © Stefano Contin

di Kasia Burney Gargiulo

Mentre da diversi mesi è on line sulla piattaforma Change.org la petizione lanciata dal Comune di San Nicola Arcella (Cs) per per proporre la Candidatura dell’Arcomagno e del punto panoramico “Belvedere La Villa” ad essere inseriti fra i beni appartenenti al Patrimonio dell’Umanità tutelato dall’UNESCO, la sezione di Praia a Mare di Italia Nostra, nota associazione nazionale di tutela e promozione del patrimonio storico, artistico e naturale italiano, ha di recente sollevato una questione molto seria in merito all’utilizzo della bella Baia di San Nicola Arcella. Si tratta dell’insenatura su cui s’affaccia dall’alto il borgo calabrese, caratterizzata dalla presenza della suggestiva Torre Crawford, fra fine ‘800 e primi del ‘900 dimora estiva dello scrittore americano Francis Marion Crawford, e da un mare non meno bello di quello dell’Arcomagno. Oggetto di discussione è il Piano Comunale Spiaggia che, con il placet della Provincia, consente un impiego dell’insenatura incompatibile, secondo Italia Nostra, con la contingua presenza di un Sito naturalistico di Importanza Comunitaria (SIC).

Il luogo si trova, fra l’altro, poche centinaia di metri prima dell’Arcomagno e il problema sollevato riguarda appunto l’areaFondali Isola di Dino-Capo Scalea” (SIC 3910035) situata a poca distanza dalla costa ed estesa nel territorio del comune di Praia a Mare e San Nicola Arcella. Come viene spiegato nella nota diffusa sull’argomento, “una serie di piccoli scogli affioranti caratterizzano la spiaggia di località Fiuzzi, Arcomagno e del porto di San Nicola Arcella. I fondali sono contraddistinti dalla presenza di praterie di Pasidonia Oceanica intorno all’Isola Dino, di fronte alla Torre di Fiuzzi, ad Arcomagno e al Porto di San Nicola Arcella”. L’area ha la forma di un ellissoide parallelo alla costa che, come è ormai noto, presenta scorci veramente suggestivi e luoghi incantevoli, ma “anche habitat e specie di rilevante importanza”.

Si fa notare inoltre che, come risulta dalla storia documentata del luogo, la Baia di San Nicola è stata da sempre utilizzata dagli abitanti del paese arroccato sulla falesia per l’ancoraggio e il riparo delle piccole imbarcazioni da pesca. “Più di recente invece – spiegano i responsabili di Italia Nostra – a partire dagli ultimi decenni l’area è stata utilizzata dalle imbarcazione da diporto e da ultimo il Piano Comunale Spiaggia approvato della Provincia di Cosenza con decreto Dirigenziale n. 4 del 19.07.2009 ha definito detta area riservandola a specchi d’acqua in concessione per l’ormeggio delle imbarcazioni da diporto di varia grandezza e dimensione.”

Questo dato di fatto – si rileva ancora nella nota – ha conferito al luogo una serie di caratteristiche negative che si evidenziano nella ortofoto del Ministero dell’Ambiente e destano preoccupazione per l’area tutelata prima descritta. Eccole di seguito elencate in 6 punti:

Immagine area della Baia di San Nicola Arcella - Italia Nostra

Immagine area della Baia di San Nicola Arcella – Italia Nostra

1 – Nel piccolo specchio d’acqua rappresentato dalla Baia di San Nicola Arcella, durante il periodo estivo si concentrano centinaia di imbarcazioni al pari di un vero e proprio porticciolo turistico;

2- L’ancoraggio delle imbarcazioni avviene su corpi morti costituiti da blocchi di cemento che hanno quasi pavimentato l’intera Baia con danni notevoli ai fondali;

3 – La presenza di idrocarburi allo stato liquido dovuti agli scarichi delle imbarcazioni e dei prodotti gassosi della combustione dei motori causano fenomeni di inquinamento sui sistemi acquatici, con conseguenti effetti tossici dovuti alla presenza di sostanze che entrano a far parte della catena alimentare e che quindi sono soggetti a bio accumulo da parte degli organismi viventi nei fondali.

4 – La Posidonia oceanica localizzata proprio all’interno della Baia secondo quanto riportato nel Formulario Standard del SIC in questione viene fortemente compromessa dagli ancoraggi su corpi morti e dall’inquinamento che il Piano di Gestione dei SIC approvato nel 2008 dalla Regione Calabria ha indicato tra le cause più significative della progressiva contrazione della fitocenesi lungo i fondali delle coste calabresi. Inoltre non si è tenuto presente l’art. 5 comma 13 del PIR Regione Cababria la dove, a proposito del diporto nautico, prescrive che il rilascio di nuovi punti di ormeggio deve avvenire nel rispetto dei valori paesaggistico-ambientali della costa, della tutela dei fondali e delle acque. Una concentrazione così elevata di imbarcazioni da diporto e di corpi morti costituiti da blocchi di cemento non tutela né gli uni né le altre.

5 – Gli ancoraggi quasi lambiscono la riva determinando una forte interferenza ed incompatibilità con la balneazione e con le attività degli stabilimenti balneari prospicienti.

6 – Infine gli specchi d’acqua in concessione per gli ancoraggi segnano la linea di confine con l’area SIC “Fondali Isola Dino Capo Scalea” per cui non possono non avere incidenze significative sulla stessa, unitamente all’intero PCS di San Nicola Arcella.

Muovendo da questi dati, Italia Nostra ha posto all’attenzione del Sindaco di San Nicola Arcella, alle competenti Amministrazioni Regionali e Provinciali, e al Ministero dell’Ambiente,  l’art. 5 del DPR  357/1997 e ss.mm.ii (art 6  DPR 120/2003) il quale prevede che tutti i piani o interventi che possono avere una incidenza significativa sul mantenimento in uno stato di conservazione soddisfacente  delle  specie e degli habitat presenti nel sito devono essere oggetto di “uno studio volto ad individuare e valutare i principali effetti che detti interventi possono avere sul SIC tenuto conto degli obiettivi di conservazione dei medesimi”. La Valutazione di Incidenza è quindi il “procedimento di carattere preventivo quale è necessario sottoporre qualsiasi piano che possa avere incidenze significative  su un Sito di Interesse Comunitario”, qual’è appunto il SIC IT 3910035 “Fondali Isola di Dino-Capo Scalea”.

Nella nota si sottolinea come la valutazione di incidenza si applica sia agli interventi che ricadono all’interno dell’area Natura 2000, sia a quelli che pur sviluppandosi all’esterno, possono comportare ripercussioni sullo stato di conservazione dei valori naturali tutelati nel sito”. A tal proposito è evidente che gli specchi d’acqua dati in concessione come approdo per centinaia di imbarcazioni, essendo posti a confine con l’area SIC in questione non possono non avere una forte incidenza sulla componente biotica del sito stesso. Eppure il Comune di San Nicola Arcella per la semplice ragione che le zone in questione non ricadevano all’interno della perimetrazione del SIC in oggetto, non ha ritenuto necessario far redigere  lo Studio per la Valutazione di Incidenza e sottoporlo  alle competenti autorità regionali e provinciali”.

Italia Nostra ritiene questa scelta “un errore per la tutela e salvaguardia del patrimonio ambientale a cui tutti siamo tenuti e a maggior ragione un’amministrazione pubblica che ben sa quanto importante sia  tale strumento di valutazione per la funzionalità della rete Natura 2000, sia a livello nazionale che comunitario. Come crediamo sappia pure quanto sia  importante mantenere integre le nostre risorse naturali sulle quali possono reggere, per l’oggi e per il domani, le attività turistiche del nostro territorio.”

“Questo binomio, turismo-tutela dell’ambiente – conclude Italia Nostra – tarda a farsi strada, lo verifichiamo quotidianamente, ma questa, è bene che ce ne rendiamo al più presto tutti conto, è l’unica strada che abbiamo davanti se non si vuole regredire.”

La naturale conseguenza di queste osservazioni è stata quella di richiedere alle citate Amministrazioni e in particolare al Comune di San Nicola Arcella di integrare il PCS, approntare ed approvare  lo studio per la valutazione di incidenza al fine di valutare eventuali interazioni derivanti dal PCS con il sistema ambientale del Sito di interesse Comunitario ed eventualmente accertare ed assumere le misure di mitigazione che garantiscano l’integrità del SIC nel suo complesso e la  salvaguardia di ciò che resta della Posidonia oceanica dagli ancoraggi e dall’inquinamento all’interno della Baia di San Nicola Arcella.

A distanza di circa due mesi dall’iniziativa di Italia Nostra, apprendiamo dal dr. Roberto Laprovitera, presidente della locale sezione, che l’Amministrazione Provinciale, lo scorso 2 maggio, preso atto di tutti i punti messi in evidenza nella citata nota, ha invitato il Comune di S. Nicola Arcella a “procedere alla Verifica di assoggettabilità presso il competente Dipartimento Ambiente della Regione Calabria, in considerazione che le aree disciplinate dal Piano Comunale Spiaggia (specchi d’acqua per la nautica), seppure non ricadenti nel SIC IT3910035 (Fondali Isola di Dino – Capo Scalea), sono poste a confine e pertanto possono avere incidenza significativa su tale sito protetto”. Ovviamente ora si attendono riscontri.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

L'acqua smeraldina dell'Arcomagno, San Nicola Arcella (Cs) - Ph. Stefano Contin

L’acqua smeraldina dell’Arcomagno, San Nicola Arcella (Cs) – Ph. © Stefano Contin

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