MABOS: nel catanzarese nasce il Museo d’Arte del Bosco della Sila

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L’imprenditore-mecenate Mario Talarico e il critico d’arte Roberto Sottile

di Redazione FdS

Domenica 9 luglio alle ore 16.00 in contrada Granaro, nel comune di Sorbo San Basile (Catanzaro) verrà inaugurato il MABOS – Museo d’Arte del Bosco della Sila. Il progetto fortemente voluto dall’imprenditore Mario Talarico con la direzione e la curatela scientifica del critico d’arte Roberto Sottile si appresta a diventare un unicum nel panorama dell’arte contemporanea in Calabria e non solo. L’idea è quella di legare in una relazione sempre più forte arte contemporanea e natura, offrendo così la possibilità allo spettatore di godere del rapporto paesaggio-creatività attraverso delle opere d’arte in piena sintonia con l’ambiente circostante, conseguenza di una ricerca site-specific che gli artisti dovranno interpretare, elaborare e realizzare.

Immerso nel verde, nei pressi del Parco Hotel “Il Granaro”, il MABOS ospiterà in un percorso esterno ben trenta sculture in legno, risultato delle due edizioni del progetto Wood Sculpture Contest Sila realizzato nel 2011 e 2013 dallo stesso imprenditore Mario Talarico in sinergia con il territorio, coinvolgendo diversi artisti provenienti dall’Accademia di Belle Arti di Catanzaro. Su una vasta area all’aperto di 30 mila metri quadrati all’interno del bosco della Silaverranno installate le sculture per valorizzare il territorio e porre l’attenzione alla tutela dell’ambiente attraverso l’arte contemporanea. Ma il Museo d’Arte del Bosco della Sila, significa anche residenze per gli artisti: infatti nell’area del percorso delle sculture sono ubicate le residenze che potranno ospitare gli artisti che saranno selezionati per realizzare delle opere.

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Paesaggio silvestre della Sila Catanzarese – Ph. Salvatore Migliari | ccby3.0

Quello del MABOS è un progetto che punta alla valorizzazione della Sila attraverso l’arte contemporanea, il talento artistico del territorio e la collaborazione con esperienze nazionali ed internazionali, creando un percorso diverso e fortemente innovativo. Uomo e Natura, un rapporto antico, ancestrale, che la contemporaneità spesso dimentica: con il MABOS si mira a ritrovare quell’intesa, nella condivisione estetica e filosofica della bellezza dell’arte che dialoga con quella natura, madre ed origine di tutto.

“L’ambizione di chiamarlo Museo del Bosco – afferma Mario Talariconasce prima di tutto dalla diversità di interazione che c’è con chi si trova in un contesto del tutto inaspettato. Il bosco come punto di congiunzione tra l’ambiente e l’arte del nostro tempo, fuori dagli stereotipi tipici di un museo che in molti casi si trasforma nell’obitorio dell’arte. La natura aiuta a stemperare la maestosità e ci si trova ad inciampare in un opera e il tempo fa la sua parte trasformando le opere in un continuo divenire. Le opere – continua Talarico – saranno inserite in un percorso didattico dove anche i bambini potranno avere un contatto diretto con l’arte contemporanea in un dialogo continuo con la natura”.

“Il Museo d’Arte del Bosco della Sila – afferma il critico d’arte e curatore Roberto Sottile, neo direttore del MABOS – nasce con una grande ambizione, cioè quella di diventare spazio di ricerca che verrà utilizzato dagli artisti, che verranno invitati, per un momento di riflessione sul proprio percorso. Le opere esposte saranno esclusivamente il risultato di questa ricerca realizzata sul posto in uno scenario davvero unico, in sintonia con il bosco della Sila e tutto ciò che l’artista saprà recepire e catturare da questa esperienza. Un progetto fortemente voluto da Mario Talarico – continua Roberto Sottile – che voglio ringraziare per avermi affidato direzione e curatela scientifica, ma anche per aver inteso puntare alla valorizzazione del patrimonio naturale della nostra terra attraverso l’arte contemporanea. Quando ciò avviene da parte di un imprenditore, in una terra non facile come la Calabria, non si può che non essere felici e ben sperare per un futuro migliore per la nostra terra.”

“Questo è solo un primo passaggio – aggiunge il neo direttore del MABOS – poiché con Mario Talarico abbiamo anche parlato della possibilità, e su questo ci stiamo confrontando molto, di riconvertire una grande serra di 500 metri quadrati, già presente a spazio espositivo al coperto, dotandola di tutte quelle caratteristiche idonee ad ospitare opere di pittura o altri materiali che non possono essere ubicati all’esterno del percorso espositivo. Ma il primo importante tassello è l’inizio di questa avventura con ben trenta opere in legno che saranno installate nel bosco che potranno essere fruite dal pubblico dei più grandi ma anche dei più piccoli. Un invito alla bellezza dell’arte e alla bellezza della natura.”

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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