L’ultimo lembo dell’antica Silva Brutia è il bosco incantato di Fallistro

Calabria - Scorcio del bosco dei Giganti di Fallistro - Ph. © Ferruccio Cornicello  | Photogallery a fondo pagina

Calabria – Scorcio del bosco dei Giganti di Fallistro – Ph. © Ferruccio Cornicello | Photogallery a fondo pagina

di Redazione FdS

Una delle più recenti esplorazioni del territorio dell’Italia meridionale ha portato Famedisud in quello che può considerarsi l’ultimo suggestivo lembo dell’antichissima Silva Brutia sull’altopiano della Sila calabrese in provincia di Cosenza. Raggiunta da Camigliatello Silano, nota stazione sciistica,  la vicina contrada di Croce di Magara nel territorio di Spezzano della Sila, ci siamo inoltrati in un bosco dall’aspetto e dall’atmosfera fiabeschi che si estende lungo un leggero pendio ad un’altitudine di circa 1.420 m s.l.m., all’interno del Parco Nazionale della Sila Il tratto di antica selva che abbiamo visitato è la Riserva Naturale Guidata Biogenetica dei Giganti della Sila, nota anche come Riserva Naturale del Fallistro dal nome della località in cui è ubicata. Si tratta di un’area naturale protetta statale istituita nel 1987. In questo bosco di circa 5,44 ettari è possibile ammirare gli stupefacenti “Giganti della Sila” o “Giganti di Fallistro”, pini larici ultracentenari di dimensioni maestose, i cui tronchi – spesso di oltre 45 metri di altezza per due metri e più di diametro alla base – formano una sorta di colonnato naturale.

I pini secolari presenti nella riserva calabrese sono 56. Tutte le piante sono state catalogate dal Corpo Forestale dello Stato, che ha realizzato e collocato in prossimità di ciascuna, tabelle informative nelle quali vengono indicati l’altezza, l’età della pianta, la specie e il diametro del tronco. Secondo alcuni studi effettuati su campioni di legno delle piante attualmente esistenti,  parte del bosco compreso nella Riserva risale agli anni 1620-1650. Gran parte degli esemplari presenti nella Riserva sono infatti ultrasecolari, alcuni raggiungendo e superando i 350 anni, mentre altri hanno circa 150 anni.  Nati in maniera spontanea, si possono però scorgere anche Pini Larici di età inferiore ai 30 anni. Nell’areale circostante oltre al pino laricio sono presenti anche meli selvatici, faggi, castagni, pioppi tremuli e aceri montani (7 di questi ultimi sono centenari e si collocano ai margini della Riserva).

Le piante presenti nella riserva vengono lasciate crescere senza particolari interventi da parte dell’uomo; anche gli esemplari abbattuti dagli elementi naturali o dalla vecchiaia sono lasciati sul terreno dove rimangono esposti ai normali processi biologici di deterioramento, in un rispetto integrale dell’ecosistema.Il luogo conserva così l’aspetto affascinante di quella che fu la foresta primigenia dell’altopiano della Sila il cui nome stesso deriva da un’espressione osca corrispondente al latino “silva”, ossia “selva”, “bosco”. I Romani – che ne utilizzarono il legname per le loro leggendarie triremi – chiamavano l’area della Sila, compreso l’altopiano delle Serre e l’Aspromonte, “Silva brutia”, da cui deriva appunto la denominazione attuale.

Aggirandosi per il bosco non è raro imbattersi anche in qualche esemplare di fauna locale che è quella tipica delle zone appenniniche: dallo scoiattolo nero calabrese (Sciurus vulgaris) alla volpe appenninica (Vulpes vulpes). Fra gli uccelli non mancano rapaci come la poiana o il gheppio, ma nella riserva vive anche il picchio rosso maggiore, il picchio rosso mezzano e il raro picchio nero. Non è esclusa, sebbene molto rara,  la presenza del cinghiale, soprattutto nel periodo autunnale-invernale.

L’antica foresta silana, di cui il bosco del Fallistro è testimonianza, è stata in gran parte presente fino agli inizi del Novecento, ma in realtà era già stata ridotta di molto con l’Unità d’Italia, quando venne sacrificata per rifornire di legname pregiato il nuovo Regno. Un altro duro colpo le è stato inferto nell’immediato secondo dopoguerra, quando una gran quantità di legname costituì pegno da pagare agli alleati britannici e americani, per aver liberato il Paese.

La Riserva del Fallistro, che dal 2016 è affidata in gestione al FAI (Fondo Ambiente Italiano), può essere percorsa soltanto a piedi, attraversando un tragitto obbligato segnato da una passerella in legno. Un ampio parcheggio all’ingresso della Riserva consente di raggiungerla comodamente con automobile o autobus. Nei pressi della riserva si staglia il seicentesco Casino Mollo che i proprietari hanno donato al FAI e di cui nel 2018 è prevista l’apertura al pubblico a seguito dei lavori di restauro e rifunzionalizzazione. Esteso per 600 mq su due piani, l’edificio fu costruito in pietra granitica dalla nobile famiglia dei baroni Mollo, le cui origini risalgono al XIII secolo. Un tempo fu il fulcro di una efficiente azienda latifondistica che produceva grano e foraggio, allevava buoi e pecore lungo i sentieri della transumanza e produceva legname, pece estratta dai pini e seta; quest’ultima veniva lavorata nella locale filanda, attiva fino all’Unità d’Italia, e inviata a Napoli, da dove partiva per mercati esteri come Marsiglia, Londra e Lione. Dopo lo smembramento della proprietà seguito alla Riforma agraria degli anni ’50, per oltre mezzo secolo l’edificio è stato dimora di villeggiatura della famiglia. Determinante fu l’azione dei Mollo per lo sviluppo e la conservazione dell’adiacente bosco di cui il FAI intende raccontare la storia anche in relazione al piccolo insediamento produttivo che ruotava intorno al Casino Mollo, al quale è legato da sempre. Conclusi i lavori di restauro, l’edificio racconterà, attraverso arredi tradizionali e cimeli del passato, affiancati da dispositivi di tecnologia multimediale, la storia plurisecolare di questo angolo di paesaggio rurale del Mezzogiorno d’Italia.

La Riserva è aperta tutti i giorni, secondo i seguenti orari: da Maggio a metà Giugno ed Ottobre 10:00-18:00; dalla seconda metà di Giugno a Settembre 10:00-19:00; da Novembre ad Aprile solo su prenotazione. Biglietto: Intero: € 4; ridotti (bambini 4-14 anni): € 2; Iscritti FAI: gratuito; Residenti Comune Spezzano della Sila: gratuito; Soci National Trust: gratuito; Bambini fino a 4 anni: gratuito. La riserva è accessibile ai diversamente abili. Per contatti: tel: 366 6152986 | e-mail: faisila@fondoambiente.it

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I Giganti del Fallistro

Calabria - Aree boschive dell'altopiano della Sila cosentina - Ph. © Ferruccio Cornicello

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Aree boschive dell'altopiano della Sila cosentina - Ph. © Ferruccio Cornicello

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Esemplare di albero secolare nei pressi della Riserva Naturale del Fallistro, sull'altopiano della Sila cosentina - Ph. © Ferruccio Cornicello

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Esemplare di acero montano secolare nei pressi della Riserva Naturale del Fallistro, sull'altopiano della Sila cosentina - Ph. © Ferruccio Cornicello

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Il Casino dei Baroni Mollo nei pressi della Riserva Naturale del Fallistro - Ph. © Ferruccio Cornicello

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Lungo il sentiero nella Riserva Naturale del Fallistro, sull'altopiano della Sila cosentina - Ph. © Ferruccio Cornicello

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Esemplari plurisecolari di pino laricio nella Riserva Naturale del Fallistro, sull'altopiano della Sila cosentina - Ph. © Ferruccio Cornicello

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Esemplari plurisecolari di pino laricio nella Riserva Naturale del Fallistro, sull'altopiano della Sila cosentina - Ph. © Ferruccio Cornicello

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Esemplari plurisecolari di pino laricio nella Riserva Naturale del Fallistro, sull'altopiano della Sila cosentina - Ph. © Ferruccio Cornicello

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Tronco di esemplare plurisecolare di pino laricio nella Riserva Naturale del Fallistro, sull'altopiano della Sila cosentina - Ph. © Ferruccio Cornicello

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Esemplari plurisecolari di pino laricio nella Riserva Naturale del Fallistro, sull'altopiano della Sila cosentina - Ph. © Ferruccio Cornicello

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Esemplari plurisecolari di pino laricio nella Riserva Naturale del Fallistro, sull'altopiano della Sila cosentina - Ph. © Ferruccio Cornicello

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Esemplari plurisecolari di pino laricio nella Riserva Naturale del Fallistro, sull'altopiano della Sila cosentina - Ph. © Ferruccio Cornicello

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Esemplari plurisecolari di pino laricio nella Riserva Naturale del Fallistro, sull'altopiano della Sila cosentina - Ph. © Ferruccio Cornicello

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Esemplari plurisecolari di pino laricio nella Riserva Naturale del Fallistro, sull'altopiano della Sila cosentina - Ph. © Ferruccio Cornicello

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Esemplari plurisecolari di pino laricio nella Riserva Naturale del Fallistro, sull'altopiano della Sila cosentina - Ph. © Ferruccio Cornicello

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Esemplari plurisecolari di pino laricio nella Riserva Naturale del Fallistro, sull'altopiano della Sila cosentina - Ph. © Ferruccio Cornicello

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Esemplare abbattuto dal vento di pino laricio plurisecolare nella Riserva Naturale del Fallistro, sull'altopiano della Sila cosentina - Ph. © Ferruccio Cornicello

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Esemplare abbattuto dal vento di pino laricio plurisecolare nella Riserva Naturale del Fallistro, sull'altopiano della Sila cosentina - Ph. © Ferruccio Cornicello

I Giganti del Fallistro

Esemplare abbattuto dal vento di pino laricio plurisecolare nella Riserva Naturale del Fallistro, sull'altopiano della Sila cosentina - Ph. © Ferruccio Cornicello

I Giganti del Fallistro

Esemplare abbattuto dal vento di pino laricio plurisecolare nella Riserva Naturale del Fallistro, sull'altopiano della Sila cosentina - Ph. © Ferruccio Cornicello

I Giganti del Fallistro

Esemplare abbattuto dal vento di pino laricio plurisecolare nella Riserva Naturale del Fallistro, sull'altopiano della Sila cosentina - Ph. © Ferruccio Cornicello

I Giganti del Fallistro

Esemplare abbattuto dal vento di pino laricio plurisecolare nella Riserva Naturale del Fallistro, sull'altopiano della Sila cosentina - Ph. © Ferruccio Cornicello

I Giganti del Fallistro

Esemplare abbattuto dal vento di pino laricio plurisecolare nella Riserva Naturale del Fallistro, sull'altopiano della Sila cosentina - Ph. © Ferruccio Cornicello

I Giganti del Fallistro

Esemplare di pino laricio plurisecolare nella Riserva Naturale del Fallistro, sull'altopiano della Sila cosentina - Ph. © Ferruccio Cornicello

I Giganti del Fallistro

Esemplare abbattuto dal vento di pino laricio plurisecolare nella Riserva Naturale del Fallistro, sull'altopiano della Sila cosentina - Ph. © Ferruccio Cornicello

I Giganti del Fallistro

Esempio di diemnsioni dei pini laricii plurisecolari della Riserva Naturale del Fallistro, sull'altopiano della Sila cosentina - Ph. © Ferruccio Cornicello

I Giganti del Fallistro

Esemplare di pino laricio plurisecolare nella Riserva Naturale del Fallistro, sull'altopiano della Sila cosentina - Ph. © Ferruccio Cornicello

I Giganti del Fallistro

Esemplare di pino laricio plurisecolare abbattuto dal vento nella Riserva Naturale del Fallistro, sull'altopiano della Sila cosentina - Ph. © Ferruccio Cornicello

I Giganti del Fallistro

Esemplare di pino laricio plurisecolare abbattuto dal vento nella Riserva Naturale del Fallistro, sull'altopiano della Sila cosentina - Ph. © Ferruccio Cornicello

I Giganti del Fallistro

Esemplari di pino laricio plurisecolari nella Riserva Naturale del Fallistro, sull'altopiano della Sila cosentina - Ph. © Ferruccio Cornicello

I Giganti del Fallistro

Esemplari di pino laricio plurisecolari nella Riserva Naturale del Fallistro, sull'altopiano della Sila cosentina - Ph. © Ferruccio Cornicello

I Giganti del Fallistro

Esemplari di pino laricio plurisecolari nella Riserva Naturale del Fallistro, sull'altopiano della Sila cosentina - Ph. © Ferruccio Cornicello

I Giganti del Fallistro

Esemplare di pino laricio plurisecolare nella Riserva Naturale del Fallistro, sull'altopiano della Sila cosentina - Ph. © Ferruccio Cornicello

I Giganti del Fallistro

La vita che si rinnova nella Riserva Naturale del Fallistro, sull'altopiano della Sila cosentina - Ph. © Ferruccio Cornicello

I Giganti del Fallistro

La vita che si rinnova nella Riserva Naturale del Fallistro, sull'altopiano della Sila cosentina - Ph. © Ferruccio Cornicello

I Giganti del Fallistro

Esemplare di acero montano secolare nei pressi della Riserva Naturale del Fallistro, sull'altopiano della Sila cosentina - Ph. © Ferruccio Cornicello

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