Lo straordinario talento artistico del pugliese Giovanni Gasparro. A Cosenza una mostra accosta le sue opere a quelle di Mattia Preti

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Giovanni Gasparro - Labano cerca gli idoli nel baule di Giacobbe - Ph. © Ferruccio Cornicello

Giovanni Gasparro – Labano cerca gli idoli nel baule di Giacobbe, 2013 – Ph. © Ferruccio Cornicello | Photo gallery a fondo pagina

di Enzo Garofalo

Giovanni Gasparro - Elì, Elì, lemà sabactani?, 2005, Collezione privata, Roma

Giovanni Gasparro – Elì, Elì, lemà sabactani?, 2005, Collezione privata, Roma

Ricordo ancora quell’estate del 2008 quando per la prima volta ebbi modo di vedere le immagini di alcune opere di un giovanissimo pittore pugliese. Seduto davanti al pc, sobbalzai sulla sedia, rapito dalla potenza espressiva, dall’originalità dei soggetti e dal virtuosismo tecnico di lavori come Al limite o L’ostaggio, e un’Ultima cena del tutto atipica che definire bellissima sarebbe riduttivo. Furono questi i primi di una lunga serie di dipinti di Giovanni Gasparro che, con sommo piacere, avrei conosciuto nel corso del tempo. Confesso però che in quel momento il suo nome mi era del tutto nuovo, per cui volli assolutamente saperne di più di un artista dal quale in fondo mi separavano solo poche decine di chilometri. Gasparro infatti risiedeva, e risiede ancora, ad Adelfia, gradevole cittadina a poca distanza da Bari.

Decisi allora di intervistarlo per cercare di capire quale mondo si celasse dietro quella inusitata ‘furia’ creativa. Appresi così che quel ventiquattrenne dal talento sbalorditivo, dopo gli studi baresi presso il Liceo Artistico “Giuseppe De Nittis”, si è formato all’Accademia di Belle Arti di Roma sotto la guida del M° Giuseppe Modica,  e che già da qualche tempo esponeva presso una galleria della Capitale, oltre ad aver partecipato ad una serie di mostre collettive. Mi colpì subito il fatto che in alcuni casi le sue opere venissero esposte in accostamento a quelle di grandi maestri, antichi e moderni, e giunsi alla conclusione che ciò avvenisse non solo per mere ragioni di attinenza ai temi delle mostre, ma soprattutto perchè Gasparro è fra quei pochi artisti in circolazione in grado di padroneggiare la materia pittorica con la stessa maestria e consapevolezza dei grandi pittori del passato.

Artista figurativo, nella sua pittura il realismo delle forme è sempre intessuto di valenze metaforiche e di rimandi simbolici capaci di coinvolgere e di emozionare ancor prima che l’osservatore sia riuscito a decrittarne razionalmente i significati. E poi c’è quel suo tratto caratteristico, quella ‘moltiplicazione’ dei corpi, o anche di certi gesti dei suoi personaggi, nei quali il senso di movimento che ne deriva, lungi dall’essere un fatto puramente meccanico, è espressione di un loro profondo moto interiore.

Giovanni Gasparro - Al limite, 2006 - Collezione privata, Anversa

Giovanni Gasparro – Al limite, 2006 – Collezione privata, Anversa

I soggetti profani si susseguono alle opere di argomento sacro, che occupano uno spazio sempre più centrale nell’esperienza artistica di Gasparro e sono spesso affrontati secondo prospettive inusuali, talora attingendo a fonti poco frequentate da altri artisti. Più in generale è importante sottolineare come il processo creativo da cui nascono le sue opere muova da una piena e matura conoscenza della storia e delle tecniche dei secoli precedenti, messa al servizio di un linguaggio ricco di riferimenti “narrativi” e simbolici inerenti al vivere ed alla sensibilità contemporanea. Inevitabile quindi il confronto con grandi artisti del nostro tempo come Lucian Freud, Francis Bacon, Antonio Lopez Garcia, Fausto Pirandello, nei quali il metro espressivo della realtà domina ma è trasfigurato dall’immaginazione e dalle poetica artistica.

Sono dunque passati sette anni da quel mio primo incontro con Giovanni Gasparro, ma da subito intuii che quel propompente talento, di lì a poco, avrebbe ricevuto tutto il riconoscimento che meritava. E così è stato.

Giovanni Gasparro - Ultima cena, 2005 - Roma, Collezione Privata

Giovanni Gasparro – Ultima cena, 2005 – Roma, Collezione Privata

GIOVANNI GASPARRO versus MATTIA PRETI: IN MOSTRA A COSENZA

Giovanni Gasparro - Torchio mistico con San Gabriele dell'Addolorata e Santa Gemma Galgani – Ph. © Ferruccio Cornicello

Giovanni Gasparro – Torchio mistico con San Gabriele dell’Addolorata e Santa Gemma Galgani, 2013 – Ph. © Ferruccio Cornicello

Non è dunque un caso se ora troviamo le opere di Giovanni Gasparro messe a confronto con quelle di uno dei più grandi pittori del Seicento: è quanto accade nella mostra “Giovanni Gasparro versus Mattia Preti” in programma a Cosenza presso la Galleria Nazionale di Palazzo Arnone dal 12 novembre (inaugurazione ore 17.00) al 13 dicembre 2015 . Promossa dalla Regione Calabria e dal Segretariato Regionale MiBACT per la Calabria con il coordinamento scientifico del Polo Museale della Calabria, della Galleria Nazionale di Cosenza e della Soprintendenza per le Belle Arti e Paesaggio della Calabria, l’esposizione è stata ideata nell’ambito delle celebrazioni per il IV centenario della nascita di Mattia Preti, artista calabrese tra i più significativi ed emblematici dell’arte italiana ed europea del XVII secolo.

La mostra, a cura di Fabio De Chirico (catalogo ed. Rubbettino), propone un intenso dialogo fra un ciclo pittorico realizzato da Giovanni Gasparro e le straordinarie opere di Mattia Preti custodite nella collezione permanente e nella collezione Banca Carime della Galleria Nazionale di Cosenza. Il giovane artista pugliese si confronta col grande maestro del ‘600 per temi e debiti stilistici: una scelta coerente con la profonda conoscenza che Gasparro ha dei grandi maestri del passato, di cui ha assimilato qualità e segreti secondo una chiave originale che gli permette di coniugare tradizione e figurazione contemporanea.

Oltre alle tele direttamente ispirate a Mattia Preti, la mostra presenta anche altri lavori dell’artista -  tutte le opere sono state realizzate fra il 2009 e il 2015 – proponendo una comparazione fra le istanze della pittura contemporanea e le valenze espressive e contenutistiche dei dipinti del Cavalier Calabrese, resa possibile grazie ad una fruizione ravvicinata delle opere e ad un suggestivo e coinvolgente percorso espositivo allestito nelle sale della Galleria.

Mattia Preti, Ercole libera Teseo, XVII sec.

Mattia Preti, Ercole libera Prometeo, XVII sec. – Galleria Nazionale Palazzo Arnone, Cosenza

Opera centrale della mostra è il dipinto Torculus Christi. Torchio mistico con San Gabriele dell’Addolorata e Santa Gemma Galgani ispirato al Crocifisso fra i santi Bruno e Francesco d’Assisi di Mattia Preti. Esso riprende l’iconografia tardo-medievale del Torculus Christi, caduta in disuso nella tradizione pittorica rinascimentale e moderna. Il soggetto mostra Gesù che regge la Croce appesantita dalla pressa del torchio mentre trasuda sangue copiosamente, riversandolo in un tino ligneo pieno d’uva, che rinvia alla simbologia eucaristica del vino come Sangue di Cristo versato per gli uomini. Oltre a quelle d’argomento sacro, il pubblico vedrà diverse opere a tema profano, come la sconvolgente Nell’ora della prova ispirata ai due dipinti Ercole libera Teseo e Ercole libera Prometeo del corpus pretiano custodito nella Galleria di Cosenza.

Particolare e inconsueta la serie di specchi dipinti, che riportano a nuova vita la tecnica ormai desueta dell’olio su specchio: fra questi La Veronica ispirata all’analoga opera pretiana della collezione Carime di Cosenza. L’osservatore praticamente entra fisicamente nel dipinto con la propria immagine riflessa, memore della grande decorazione barocca delle specchiere di Carlo Maratta e di Mario de’ Fiori della Galleria Colonna di Roma, in un dialogo atemporale vicino alle visioni futuriste e cubiste della prima metà del XX secolo.

La presenza di Gasparro a Cosenza (interverrà all’inaugurazione il 12 novembre), prima ancora che la mostra abbia aperto i suoi battenti, già lascia un’importante traccia in quanto l’artista ha donato il dipinto “Ritratto del marchese Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona” al Museo di Arte Contemporanea di Rende (Cs) intitolato proprio al protagonista del suo quadro.

CONVERSAZIONE CON GIOVANNI GASPARRO

Giovanni Gasparro

Giovanni Gasparro

L’annuncio della mostra cosentina è stato la favorevole occasione – a sette anni da quella prima intervista e a poche ore dall’inaugurazione – per tornare a conversare d’arte con Giovanni Gasparro, come sempre gentile e disponibile.

Come nasce questa mostra che accosta i suoi dipinti a quelli del grande artista calabrese Mattia Preti?

La mostra nasce a coronamento di un lavoro personale di studio tecnico e stilistico sulle opere romane, napoletane e calabresi di Mattia Preti. Il Cavalier Calabrese è sempre stato uno dei miei riferimenti imprescindibili nell’arte del passato. Il IV centenario della nascita del pittore barocco è stato quindi l’occasione propizia per allestire questa mostra.

Perchè questo titolo, “Giovanni Gasparro versus Mattia Preti”? Non ritiene che a primo impatto possa evocare l’idea di una sorta di competizione?

Non credo ci sia questo rischio. La scelta è del curatore, Dott. Fabio De Chirico, ma io ho aderito sin da subito perché se da un lato ho inteso sposare il “codice figurativo” di Mattia Preti, dall’altro è evidente una sostanziale differenza stilistica, compositiva, cromatica. I figli, di sovente assomigliano ai padri, ma non sono la stessa persona.

Quali soggetti sono stati scelti o appositamente realizzati per questa mostra?

Ho realizzato alcuni dipinti per porli a diretto confronto con quelli pretiani della collezione permanente della Galleria Nazionale di Palazzo Arnone e della Collezione Carime, scegliendo i medesimi soggetti, soprattutto sacri, e con le stesse dimensioni. Altre opere sono state concepite per un confronto, ma tematicamente svincolate dal corpus pretiano. Basti citare il Torculus Christi. Il Torchio mistico con San Gabriele dell’Addolorata e Santa Gemma Galgani, opera monumentale in cui reinterpreto, in chiave contemporanea, l’iconografia tardo-medioevale del Torculus Christi, diffuso in Europa partendo dall’esegesi delle sacre scritture (Isaia e San Giovanni evangelista), così come dagli scritti mistici di alcuni santi come Brigida di Svezia ed Agostino d’Ippona. In catalogo, oltre all’eccellente saggio di De Chirico, si potranno approfondire queste iconografie attraverso i saggi di Mons. Daniel Estivill, docente di Iconografia ed Iconologia alla Pontificia Università Gregoriana di Roma, Simona Tosini Pizzatti di Parma, Angelo Loda della Soprintendenza di Brescia-Cremona-Mantova e Alexander Debono, Senior Curator del National Museum of Art – Heritage di Malta, fra i massimi esperti viventi di Mattia Preti.

Ci dica cosa pensa dell’arte di Mattia Preti…

Mattia Preti è un autore sublime, fin troppo messo in ombra da personalità ben più celebri. La sua pittura è un sorprendente connubio fra la rivoluzione luministica di Caravaggio e la materia pittorica sfaldata e vibrante dei pittori veneti ed emiliani, da Veronese e Tiziano a Guercino. Per questo è così straordinariamente originale. I suoi incarnati perlacei sono fra i più raffinati della storia della pittura occidentale. Le sue opere hanno un afflato mistico che mi ha sempre soggiogato.

La sua, Gasparro, è una pittura figurativa, ma caratterizzata da una ricerca formale e concettuale profondamente personale e originale, in grado di dimostrare quanto si possa essere innovativi senza dover per forza rinunciare alla riconoscibilità di forme e soggetti. Quanto terreno, a suo avviso, ha riguadagnato l’arte figurativa dopo una stagione densa di arte concettuale, informale e di cosiddette arti performative che ha segnato la storia dell’arte dagli anni ‘50 in poi?

In realtà la riscoperta della figurazione, dopo il tabula rasa delle avanguardie e delle istanze post belliche, è fenomeno degli ultimi anni. Grandi personalità della critica d’arte, da Jean Clair a Marco Vallora, hanno saputo mettere in rilievo il contributo innovativo che la figurazione può avere ancora nella contemporaneità. È un fenomeno analogo a quello della musica tonale contemporanea, deprecata dal predominio storico-critico degli anni ’60-’90 ed ora rivalutata grazie a grandi compositori.

In cosa Giovanni Gasparro ritiene, se lo ritiene, di essere debitore alla pittura del passato?

Sarebbe impensabile studiare la mia pittura senza considerare il debito formale ed intellettuale dall’arte antica e moderna. La mia non è una riproposizione pedissequa dell’arte del passato, ma comunque ho ritenuto irrinunciabile porla negli argini della tradizione.

Cosa pensa dell’arte contemporanea in generale? Dove, a suo avviso, finisce l’arte e comincia la truffa?

Il confine è labile, spesso assistiamo ad un fenomeno truffaldino generato da un sistema critico-mercantile autoreferenziale. Per me l’arte contemporanea è l’arte del nostro tempo, e come tale è fortemente diversificata. Il tempo saprà censurare certe forzature che lasciano sbigottiti in molti.

Dopo Cosenza la mostra avrà altre tappe? Ci dica anche su che altri progetti sta lavorando…

L’intento è quello di rendere la mostra itinerante. I tagli alla cultura perpetrati negli ultimi decenni non so se renderanno possibile questa operazione. Sarebbe interessante raggiungere le altre città dove ha vissuto e operato Mattia Preti, in primis penso a Malta, Roma e Napoli. Per il resto lavoro a molti progetti espositivi contemporaneamente. Sono imminenti alcuni per il nord Italia, con ogni probabilità sarò in mostra a Torino nel 2016. Continuo ovviamente a dipingere arte sacra per alcune chiese italiane e collezionisti stranieri.

In meno di una decina d’anni la sua pittura è riuscita ad imporsi all’attenzione internazionale. Quanto e in cosa ritiene di essere cambiato come artista in questo lasso di tempo e in quali direzioni si muove oggi la sua ricerca?

Se potessi metter mano alle opere realizzate negli anni passati, probabilmente le concepirei in modo completamente diverso. L’evoluzione è inevitabile. Non riesco a prevedere le declinazioni che potranno avvicendarsi nel futuro prossimo. In genere il mio approccio resta quello della sperimentazione, nel solco della tradizione. Anche in Galleria Nazionale a Cosenza, espongo i miei dipinti su specchio, tecnica decorativa antichissima che ho desunto dalla visione delle specchiere di Galleria Colonna a Roma (opere di Mario de’ Fiori e Carlo Maratta), che per difficoltà tecnica estrema e mutate esigenze pittoriche, è progressivamente caduta in disuso nella modernità. Io ho inteso riproporla nella contemporaneità, perché mi interessa il modo in cui i fruitori dell’opera riescono ad entrare fisicamente nel dipinto attraverso il loro stesso riflesso nello specchio.

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Lo straordinario talento pittorico di Giovanni Gasparro. A Cosenza una mostra accosta le sue opere a quelle di Mattia Preti

Nell'atelier di Giovanni Gasparro, Adelfia (Ba) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Lo straordinario talento pittorico di Giovanni Gasparro. A Cosenza una mostra accosta le sue opere a quelle di Mattia Preti

Giovanni Gasparro – Torchio mistico con San Gabriele dell’Addolorata e Santa Gemma Galgani, 2013 – Ph. © Ferruccio Cornicello

Lo straordinario talento pittorico di Giovanni Gasparro. A Cosenza una mostra accosta le sue opere a quelle di Mattia Preti

Giovanni Gasparro – Torchio mistico con San Gabriele dell’Addolorata e Santa Gemma Galgani (part.), 2013 – Ph. © Ferruccio Cornicello

Lo straordinario talento pittorico di Giovanni Gasparro. A Cosenza una mostra accosta le sue opere a quelle di Mattia Preti

Giovanni Gasparro – Torchio mistico con San Gabriele dell’Addolorata e Santa Gemma Galgani (part.), 2013 – Ph. © Ferruccio Cornicello

Lo straordinario talento pittorico di Giovanni Gasparro. A Cosenza una mostra accosta le sue opere a quelle di Mattia Preti

Giovanni Gasparro – Torchio mistico con San Gabriele dell’Addolorata e Santa Gemma Galgani (part.) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Lo straordinario talento pittorico di Giovanni Gasparro. A Cosenza una mostra accosta le sue opere a quelle di Mattia Preti

Giovanni Gasparro – Torchio mistico con San Gabriele dell’Addolorata e Santa Gemma Galgani (part.), 2013 – Ph. © Ferruccio Cornicello

Lo straordinario talento pittorico di Giovanni Gasparro. A Cosenza una mostra accosta le sue opere a quelle di Mattia Preti

Giovanni Gasparro - Cristo e la Cananea, 2013 – Ph. © Ferruccio Cornicello

Lo straordinario talento pittorico di Giovanni Gasparro. A Cosenza una mostra accosta le sue opere a quelle di Mattia Preti

Giovanni Gasparro - Cristo e la Cananea, 2013 (part.) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Lo straordinario talento pittorico di Giovanni Gasparro. A Cosenza una mostra accosta le sue opere a quelle di Mattia Preti

Giovanni Gasparro - Cristo e la Cananea (part.), 2013 – Ph. © Ferruccio Cornicello

Lo straordinario talento pittorico di Giovanni Gasparro. A Cosenza una mostra accosta le sue opere a quelle di Mattia Preti

Giovanni Gasparro - Cristo e la Cananea (part.), 2013 – Ph. © Ferruccio Cornicello

Lo straordinario talento pittorico di Giovanni Gasparro. A Cosenza una mostra accosta le sue opere a quelle di Mattia Preti

Giovanni Gasparro - Labano cerca gli idoli nel baule di Giacobbe, 2013 - Ph. © Ferruccio Cornicello

Lo straordinario talento pittorico di Giovanni Gasparro. A Cosenza una mostra accosta le sue opere a quelle di Mattia Preti

Giovanni Gasparro - Labano cerca gli idoli nel baule di Giacobbe (part.), 2013 - Ph. © Ferruccio Cornicello

Lo straordinario talento pittorico di Giovanni Gasparro. A Cosenza una mostra accosta le sue opere a quelle di Mattia Preti

Giovanni Gasparro - S. Sebastiano curato da S. Irene, 2013 - Ph. © Ferruccio Cornicello

Lo straordinario talento pittorico di Giovanni Gasparro. A Cosenza una mostra accosta le sue opere a quelle di Mattia Preti

Giovanni Gasparro - S. Sebastiano curato da S. Irene (part.), 2013 - Ph. © Ferruccio Cornicello

Lo straordinario talento pittorico di Giovanni Gasparro. A Cosenza una mostra accosta le sue opere a quelle di Mattia Preti

Giovanni Gasparro - S. Sebastiano curato da S. Irene (part.), 2013 - Ph. © Ferruccio Cornicello

Lo straordinario talento pittorico di Giovanni Gasparro. A Cosenza una mostra accosta le sue opere a quelle di Mattia Preti

Giovanni Gasparro - S. Sebastiano curato da S. Irene (part.), 2013 - Ph. © Ferruccio Cornicello

Lo straordinario talento pittorico di Giovanni Gasparro. A Cosenza una mostra accosta le sue opere a quelle di Mattia Preti

Giovanni Gasparro - S. Sebastiano curato da S. Irene (part.), 2013 - Ph. © Ferruccio Cornicello

Lo straordinario talento pittorico di Giovanni Gasparro. A Cosenza una mostra accosta le sue opere a quelle di Mattia Preti

Giovanni Gasparro - S. Rosalia, Collezione privata, Trento, 2013 - Ph. © Ferruccio Cornicello

Lo straordinario talento pittorico di Giovanni Gasparro. A Cosenza una mostra accosta le sue opere a quelle di Mattia Preti

Giovanni Gasparro - S. Rosalia (part.), Collezione privata, Trento, 2013 - Ph. © Ferruccio Cornicello

Lo straordinario talento pittorico di Giovanni Gasparro. A Cosenza una mostra accosta le sue opere a quelle di Mattia Preti

Giovanni Gasparro - S. Marco Evangelista, 2013 - Ph. © Ferruccio Cornicello

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Ritratto del marchese Roberto Bilotti Ruggi d'Aragona, 2014, Museo Arte Contemporanea, Rende - Ph. © Ferruccio Cornicello

Lo straordinario talento pittorico di Giovanni Gasparro. A Cosenza una mostra accosta le sue opere a quelle di Mattia Preti

Ritratto del marchese Roberto Bilotti Ruggi d'Aragona (part.), 2014, Museo Arte Contemporanea, Rende - Ph. © Ferruccio Cornicello

Lo straordinario talento pittorico di Giovanni Gasparro. A Cosenza una mostra accosta le sue opere a quelle di Mattia Preti

Giovanni Gasparro - L'estrazione della pietra della follia. After Jan Sanders Van Hemessen, 2012 - Ph. © Ferruccio Cornicello

Lo straordinario talento pittorico di Giovanni Gasparro. A Cosenza una mostra accosta le sue opere a quelle di Mattia Preti

Giovanni Gasparro - L'estrazione della pietra della follia. After Jan Sanders Van Hemessen (part.), 2012 - Ph. © Ferruccio Cornicello

Lo straordinario talento pittorico di Giovanni Gasparro. A Cosenza una mostra accosta le sue opere a quelle di Mattia Preti

Giovanni Gasparro - L'estrazione della pietra della follia. After Jan Sanders Van Hemessen (part.), 2012 - Ph. © Ferruccio Cornicello

Lo straordinario talento pittorico di Giovanni Gasparro. A Cosenza una mostra accosta le sue opere a quelle di Mattia Preti

Giovanni Gasparro - L'estrazione della pietra della follia. After Jan Sanders Van Hemessen (part.), 2012 - Ph. © Ferruccio Cornicello

Lo straordinario talento pittorico di Giovanni Gasparro. A Cosenza una mostra accosta le sue opere a quelle di Mattia Preti

Giovanni Gasparro - L'estrazione della pietra della follia. After Jan Sanders Van Hemessen (part.), 2012 - Ph. © Ferruccio Cornicello

Lo straordinario talento pittorico di Giovanni Gasparro. A Cosenza una mostra accosta le sue opere a quelle di Mattia Preti

Giovanni Gasparro - La Veronica (part.), 2013 - Ph. © Ferruccio Cornicello

Lo straordinario talento pittorico di Giovanni Gasparro. A Cosenza una mostra accosta le sue opere a quelle di Mattia Preti

Giovanni Gasparro - La Veronica (part.), 2013 - Ph. © Ferruccio Cornicello

Lo straordinario talento pittorico di Giovanni Gasparro. A Cosenza una mostra accosta le sue opere a quelle di Mattia Preti

Studio per un Autoritratto (a sin.), 2010, e Studio per "S. Marco Evangelista", 2012 - Ph. © Ferruccio Cornicello

Lo straordinario talento pittorico di Giovanni Gasparro. A Cosenza una mostra accosta le sue opere a quelle di Mattia Preti

Giovanni Gasparro - Maddalena, 2008, collezione privata, Roma

Lo straordinario talento pittorico di Giovanni Gasparro. A Cosenza una mostra accosta le sue opere a quelle di Mattia Preti

Giovanni Gasparro - Anomalia con il cappello di Largillière, 2011, Costa Fascinosa (Costa Crociere)

Lo straordinario talento pittorico di Giovanni Gasparro. A Cosenza una mostra accosta le sue opere a quelle di Mattia Preti

Nell'atelier di Giovanni Gasparro, Adelfia (Ba), 2014 – Ph. © Ferruccio Cornicello

 
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Un commento

  1. Molto interessante. Realismo caravaggesco, immagini nitide, in cui l’antico si coniuga al moderno. Grazie della segnalazione.

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