Le carceri d’invenzione. Il genio di Piranesi in mostra ad Acquaviva della Fonti e Sammichele di Bari

Giovanni Battista Piranesi, Carceri d'invenzione: arcata ornata da conchiglie

Giovanni Battista Piranesi, Carceri d’invenzione, acquaforte, 1745-1761

di Redazione FdS

«E’ una delle opere più segrete che ci abbia lasciato in eredità un uomo del XVIII secolo»: così la scrittrice Marguerite Yourcenar definì le Carceri d’invenzione, forse l’opera più famosa e diffusa di tutta la produzione di Giovanni Battista Piranesi, incisore, architetto e teorico dell’architettura veneto vissuto nel ‘700. Nella celebre e suggestiva serie di incisioni dedicate alle “Carceri”, Piranesi rivoluziona la canonica rappresentazione della prigione, raffigurando ambienti senza eguali: drammatici, frutto di eccitata fantasia e attenta conoscenza della forma e della struttura architettonica. Visioni panoramiche, con una progressione infinita di scale che salgono e scendono, che richiamano fortemente l’opera grafica dell’olandese Escher, di cui fino a gennaio 2019 è in corso in Calabria una bellissima mostra. Proprio alle “Carceri” di Piranesi è dedicata la mostra che il progetto “Opere fuori contesto” presenta dal 15 dicembre 2018 fino al 5 maggio 2019 a Palazzo De’ Mari di Acquaviva delle Fonti e al Castello Caracciolo di Sammichele di Bari. Il progetto espositivo prosegue la riflessione degli ultimi due anni su grandi artisti che hanno segnato la storia dell’arte europea. La mostra è organizzata dalla Società Sistema Museo, gestore del SAC Ecomuseo di Peucetia, e promossa dai comuni di Acquaviva delle Fonti e Sammichele di Bari, con il contributo di The Art Company.
 

Piranesi. Le carceri d'invenzione (15 dicembre 2018 - 5 maggio 2019)

Piranesi. Le carceri d’invenzione (15 dicembre 2018 – 5 maggio 2019)

Tra il 1745 ed il 1750 il giovane incisore veneto Giovanni Battista Piranesi si stabilisce a Roma. Con profondi interessi per l’architettura e l’archeologia, lavora ad una serie di tavole raffiguranti ambienti senza eguali che Piranesi chiama “Invenzioni capricciose di carceri”. Sono visioni arditissime, eppure composte nel loro rigore architettonico: scaturite dal genio visuale dell’autore e modellate su solide nozioni di prospettiva e costruzioni tridimensionali. L’esaltazione della bellezza tipica dei vedutisti, dell’eleganza e del gusto trova per certi versi l’opposto nelle Carceri di Piranesi, dove domina forte il senso di disagio, solitudine, silenzio, inquietudine e repulsione. Infinite sale, volte distanti, spazi immensi e tuttavia claustrofobici e inibitori, in cui la ripetizione infinita di varchi, spazi e scalini, l’intrico dei volumi e il dedalo richiamano una prigione psicologica quasi più che fisica.
 

Giovanni Battista Piranesi, Carceri d'Invenzione, 1761

Giovanni Battista Piranesi, Carceri d’Invenzione, Frontespizio, acquaforte, 1745-1761

Il carcere, quale luogo da cui non si può fuggire, non è reso tanto da mura, inferriate e catene: tutti questi elementi nelle tavole di Piranesi ci sono, e pure massicci, ma paradossalmente non costituiscono una chiusura, un ostacolo alla libertà. Al contrario, le catene si trovano casualmente sparpagliate in ogni dove, i muri hanno mille aperture e le inferriate sono più di decorazione che altro. La vera impossibilità di scappare, di uscire dalle Carceri, è data dalla loro essenza labirintica, dall’incrocio di scale che non conducono in alcun posto, dal dissolversi nel buio (o nell’aria) di ogni fuga.
 

Giovanni Battista Piranesi, Carceri d'Invenzione, Torre circolare, 1761

Giovanni Battista Piranesi, Carceri d’Invenzione, Torre circolare, 1745-1761

Una seconda edizione delle tavole originali, arricchita di nuove incisioni, esposta in questa mostra, compare nel 1761 con il nome “Carceri d’invenzione”, per essere poi ancora rielaborata nel 1770 con la mira ad una maggiore intensità teatrale. Le tavole delle Carceri testimoniano l’interesse, l’attrazione e l’influenza che Piranesi ha suscitato attraverso tutte le epoche, in modo continuo, nell’arte quanto nella letteratura che nella moderna cinematografia. La visione espansa, il dentro e il fuori, il sotto e il sopra nella progressione infinita di scale che salgono e scendono, hanno influenzato artisti romantici, surrealisti, fino ai contemporanei.

Il percorso di mostra, visitabile con un biglietto unico per le due sedi, si conclude con un coinvolgente video che propone ‘ricreazioni’ 3D delle “Carceri” piranesiane. Il video è stato realizzato da Gregoire Dupont dell’Atelier Factum Arte di Madrid, tramite procedimento stereolitografico. È stato eccezionalmente concesso in prestito dalla Fondazione Giorgio Cini di Venezia, proprietaria dell’edizione Piranesi Fréres delle incisioni, da cui è stato tratto.

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Palazzo De’ Mari, Acquaviva delle Fonti
P.zza dei Martiri

Castello Caracciolo, Sammichele di Bari
P.zza Castello

Orari: sabato 16.30-19.30; domenica e festivi 10.30-13 / 16.30-19.30; 24 e 31 dicembre solo mattina, 1 gennaio solo pomeriggio. Ultimo ingresso 30 minuti prima della chiusura. È sempre possibile prenotare aperture straordinarie.

Biglietto unico per entrambe le sedi: Intero € 6; Ridotto € 3 (da 6 a 18 anni, gruppi superiori alle 15 unità); Gratuito diversamente abile ed accompagnatore, bambini fino a 5 anni, giornalisti accreditati, insegnante accompagnatore di scolaresche.
Visite guidate: una sede € 60; visita guidata due sedi € 100. Al prezzo della visita va aggiunto il biglietto d’ingresso ridotto.

Speciale Scuole:  Ingresso e visita guidata una sede € 60, due sedi € 100. Ingresso, visita e laboratorio una sede € 90, due sedi € 120.

Info: Call center 0744 422848 – callcenter@sistemamuseo.it
www.ecomuseopeucetia.it – www.mostrepuglia.it
Facebook/ Instagram: Ecomuseo di Peucetia
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