La Valle dei Templi di Agrigento rappresenta l’Italia al Premio del Paesaggio del Consiglio d’Europa

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Scorcio dello storico Giardino della Kolymbetra, Valle dei Templi di Agrigento. A destra, sullo sfondo, il Tempio dei Dioscuri, V sec. a.C. – Ph. Giulio Nepi | ccby2.0 | Scopri altri contenuti su Agrigento e Sicilia cliccando sui tag dell’immagine interattiva

di Redazione FdS

La Valle dei Templi di Agrigento, uno dei “tesori” storico-archeologici del Sud Italia, patrimonio dell’Umanità UNESCO, è al centro di un progetto che rappresenterà il nostro Paese al concorso Premio paesaggio del Consiglio d’Europa. A candidarlo ufficialmente è il Ministero per i beni culturali ed ambientali che lo ha scelto fra le 97 proposte di candidatura pervenute in seguito al bando indetto per la ricognizione nel territorio italiano di progetti volti alla tutela e alla valorizzazione del paesaggio e del patrimonio materiale e immateriale. Il progetto - considerato di particolare eccellenza per la capacità di tradurre in pratica i principi della Convenzione Europea del Paesaggio - è Agri Gentium: landscape regeneration, presentato dal Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi, attuato con l’Università degli Studi di Palermo, Facoltà di Agraria e l’Azienda ‘Val Paradiso srl’, il ‘Giardino della Kolymbetra’ – FAI, l’Associazione di cultura e attività ferroviaria ‘Ferrovie Kaos’ e l’Azienda CVA Canicattì.

La selezione è stata affidata a una commissione presieduta da Fabio De Chirico, della direzione generale Archeologia, belle arti e paesaggio del ministero, e composta dal paesaggista Paolo Pejrone, dal direttore del Maxxi arte Bartolomeo Pietromarchi, dal direttore di Radiotre Marino Sinobaldi, dal presidente del Consiglio nazionale agronomi Andrea Sisti, dal direttore della scuola di specializzazione in beni architettonici e del paesaggio del Politecnico di Torino Carlo Tosco e dall’economista Paolo Valentino

Scorcio della Valle dei Templi di Agrigento con il Tempio della Concordia - Ph. CocumbeLibre - ccby2.0

Scorcio della Valle dei Templi di Agrigento con il Tempio della Concordia – Ph. CocumbeLibreccby2.0

Fra i suoi aspetti maggiormente apprezzati la capacità di coniugare la tutela e la valorizzazione del singolare patrimonio culturale costituito dalle antiche testimonianze archeologiche della Colonia Greca, fondata nel VI secolo a.C. e diventata una delle più importanti città del mondo mediterraneo, con il recupero della memoria storica di antiche pratiche produttive, al fine di riproporle e svilupparle per la creazione di prodotti di eccezionale qualità, capaci di raccontare un territorio di estrema bellezza; la  dimostrata capacità di assumere un ruolo di catalizzatore delle buone pratiche già poste in essere nel territorio, sostenendole e inserendole in un programma di gestione di ampio respiro progettuale in cui i valori culturali propri del territorio costituiscono elementi cardine per un processo di sviluppo e di attuazione: capacità espressasi nel recupero della tratta dismessa delle Ferrovie Kaos e nell’attento recupero del giardino storico della Kolymbetra gestito dal FAI; l’adozione di strategie coerenti con le finalità espresse nel riconoscimento del Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi quale sito UNESCO; la capacità di sviluppare una cooperazione tra soggetti pubblici e privati considerata quale concreto elemento di forza per una tutela paesaggistica attiva e di rigenerazione ambientale;  il ricorso ad antiche tecniche biocompatibili, nelle aree protette del Parco date in concessione.

Resti del Tempio dei Dioscuri, Valle dei Templi, Agrigento, V sec. a.C. - Ph. Francesca Cappa | ccby2.0

Resti del Tempio dei Dioscuri, Valle dei Templi, Agrigento, V sec. a.C. – Ph. Francesca Cappa | ccby2.0

E poi ancora l’attivazione di ricerca e studi finalizzati alla valorizzazione della componente significativa costituita dalla ruralità nelle aree del Parco, i cui esiti hanno permesso la creazione di nuove forme di conoscenza didattica e turismo quali ad esempio l’itinerario alla scoperta dei Patriarchi vegetali della Valle dei Templi, ossia i monumentali esemplari di olivi, carrubi e mirti, la realizzazione del Laboratorio per la caratterizzazione e conservazione del germoplasma di mandorlo, olivo e pistacchio, l’istituzione del Museo Vivente del Mandorlo “Francesco Monastra”, un campo-collezione che conserva circa 300 varietà tradizionali dell’antica mandorlicoltura siciliana, la Mostra sul Museo Vivente del Mandorlo allestita a MILANO EXPO 2015 all’interno del Cluster BioMediterraneo, la realizzazione del Progetto Mille Mandorli, cioè la messa a dimora nella Valle dei Templi di mille piantine di mandorlo al fine di contribuire alla ricostituzione dell’antico patrimonio mandorlicolo danneggiato; la capacità di coinvolgimento della popolazione locale, rafforzando la sensibilità e la consapevolezza pubblica verso i valori del paesaggio, quale elemento imprescindibile di crescita culturale per il raggiungimento di un benessere individuale e collettivo.

Ad altri progetti sono andate menzioni speciali (3 progetti) e menzioni legate a un tema (14 progetti su lotta all’abusivismo, sostenibilità ambientale, valorizzazione del paesaggio con l’arte e l’architettura contemporanea, inclusione sociale, pianificazione e gestione delle trasformazioni sul territorio, gestione economica dei valori territoriali).

Immagine notturna dei resti del Tempio di Eracle, Valle dei Templi, Agrigento, VI sec. a.C. - Ph. CocumbreLibre | ccby2.0

Immagine notturna dei resti del Tempio di Eracle, Valle dei Templi, Agrigento, VI sec. a.C. – Ph. CocumbreLibre | ccby2.0

La candidatura della Valle dei Templi di Agrigento è stata ufficializzata in occasione della Giornata del Paesaggio (14 marzo 2017) recentemente istituita e così definita, in una nota, dal capo dello Stato Sergio Mattarella: “È una ricorrenza significativa che richiama il paesaggio quale valore identitario del Paese e incoraggia le istituzioni pubbliche e private, ma anche la società civile, a un uso attento e consapevole delle straordinarie bellezze naturali di cui è ricco il territorio italiano. L’articolo 9 della Costituzione, la legislazione e la lungimirante giurisprudenza della Corte Costituzionale alimentano un sistema diffuso e multiforme di tutela e valorizzazione del paesaggio inteso come forma e immagine dell’ambiente, realtà creata dalla comunità umana e segnata dalla continua interazione tra la natura e l’uomo”.

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