Isabella Ragonese chiude il XVI Festival della Letteratura Mediterranea con un testo di Leogrande

L'attrice siciliana Isabella Ragonese

L’attrice siciliana Isabella Ragonese

di Redazione FdS

Sarà Isabella Ragonese a chiudere il XVI Festival della Letteratura Mediterranea sul tema “Segni di Ri-Conoscenza”. Domenica 23 settembre alle h 21.30 l’attrice palermitana darà voce a La frontiera, il libro dello scrittore tarantino Alessandro Leogrande. Una lettura inedita di un libro fondamentale per chiunque voglia avvicinarsi al tema complesso delle migrazioni, un evento di chiusura che è un tributo a un intellettuale importantissimo e molto vicino ai temi di questo festival. Alessandro Leogrande era una persona capace di donare molto.

“Isabella Ragonese è una delle migliori attrici italiane, di quelle che si dedicano completamente, anima e corpo, al proprio lavoro. Le sue interpretazioni cinematografiche e teatrali sono sempre scelte con cura e portate avanti con passione e riguardano spesso sentimenti e tematiche a noi comuni”, raccontano gli organizzatori del Festival che hanno scelto di invitarla a Lucera.
 

In alto da sin.: Antonio Inzalaco, Elly Schlein, Paola Caridi. In basso, da sin.: Vittorio Longhi, Valdyart, Isabella Ragonese

In alto da sin.: Antonio Inzalaco, Elly Schlein, Paola Caridi. In basso, da sin.: Vittorio Longhi, Valdyart, Isabella Ragonese

L’ultima giornata della manifestazione sarà ricca di ospiti ed iniziative. Si parte alle h 18.00 con il focus dedicato all’arte urbana dal titolo “Come l’arte cambia una città” che vedrà l’intervento di Vladyart e Antonio Inzalaco di Cufù Festival.

VladyArt – artista visivo multidisciplinare capace di spaziare dall’intervento esterno alla performance di strada, dal testo concettuale al video surreale, dall’istallazione minimale alla burla situazionista, il tutto comunemente senza permesso e nello spazio urbano – è stato anche uno dei giudici incaricati di selezionare le 25 opere finaliste del Contest Urban Art; le opere sono parte dell’installazione pubblica visibile in Piazza Duomo a Lucera durante le giornate del Festival.

“Il progetto del contest Urban Art si sviluppa attorno a un’idea precisa di scambio tra Arte e Città e prende spunto dal tema del Dono”, dichiarano gli organizzatori del Festival della Letteratura Mediterranea, che aggiungono: “Vogliamo trasformare una parte del centro storico di Lucera in un museo a cielo aperto, utilizzando ogni linguaggio e forma espressiva – musica, teatro, fotografia, street art e performance artistiche – per abbattere stereotipi e realizzare incontri attraverso scritture e visioni comuni”.

Sempre domenica, alle h 19.00, ci sarà il secondo Simposio di questa edizione, a cura di Paola Caridi, giornalista, scrittrice ed esperta del mondo arabo, ideatrice e coordinatrice (insieme a Lucia Sorbera) della sezione “Anime Arabe” al Salone Internazionale del Libro di Torino. L’incontro vedrà protagoniste le narrazioni delle migrazioni, attraverso le chiavi del reportage e dell’attivismo politico. “Paola Caridi è ormai un’amica del nostro Festival, al quale ha partecipato due edizioni fa per moderare una splendida tavola rotonda con la scrittrice londinese Sumia Sukkar e l’illustratore egiziano Ayman al Zorqani”, spiegano gli organizzatori, “con noi condivide l’attenzione alle diverse espressioni artistiche e l’approccio al dialogo tra i linguaggi intesi (anche) come differenti narrazioni del reale. Siamo felici che tornerà a Lucera e sarà per noi un onore avere il suo contributo”. A dialogare con lei saranno due esperti di diritti e delle migrazioni: Vittorio Longhi, giornalista italiano di origine eritrea che scrive per The International New York Times e La Repubblica; Elly Schlein, europarlamentare ed esperta di politiche migratorie, impegnata principalmente sui temi dei diritti, della lotta all’evasione fiscale delle multinazionali, della conversione ecologica e del contrasto a corruzione e mafie.

Anche domenica ci sarà l’appuntamento con “Favuríte! – IL RITO”, la cerimonia di scambio del dono. Un momento intimo e magico che fa rivivere le tradizioni antiche e invita a riflettere su temi attuali e urgenti. Protagonisti del rito saranno tre artisti lucerini, Marco Terenzio Barbaro, Mariantonietta Trincucci e Ramona Tedesco, accompagnati al djembe da Mansur Seleiman Nassor, che donano a questo Festival voce e corpo dando vita ad un’intensa e davvero emozionante performance.

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