In mostra a Roma il Salento arcaico del fotografo Giuseppe Palumbo

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Sosta meridiana, 1909, Archivio Fotografico Giuseppe Palumbo

Sosta meridiana, 1909, Archivio Fotografico Giuseppe Palumbo

di Alessandro Novoli

Il fotografo salentino Giuseppe Palumbo

Il fotografo salentino Giuseppe Palumbo

Rimaste nell’oblio per circa 60 anni, sono finalmente tornate alla luce  1740 lastre fotografiche che ritraggono il Salento degli inizi del ‘900 e sono state realizzate dal 1907 al 1959 da Giuseppe Palumbo noto come “il fotografo in bicicletta”, abituato com’era ad esplorare il territorio su due ruote, a bordo di treni locali o di un piccolo calesse. Il prezioso patrimonio di immagini scattate da questo studioso e intellettuale leccese, sono state donate dopo la sua morte al Museo Sigismondo Castromediano di Lecce e rappresentano un corpus senza eguali nel panorama regionale pugliese per vastità e contenuti, imprescindibile oggetto di consultazione per studiosi e appassionati di “storia patria”.  Sono infatti un’importante testimonianza del paesaggio naturale e umano che ha caratterizzato la Terra d’Otranto nell’arco di un cinquantennio. Un’ampia selezione di queste immagini è approdata lo scorso 7 dicembre al Museo delle Civiltà/Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari di Roma, dove rimarrà in esposizione fino al 7 febbraio 2018. “Visioni del Sud. Fotografie di Giuseppe Palumbo” - questo il titolo della mostra curata da Paolo Pisanelli e Francesco Maggiore – mette in scena mezzo secolo di Salento attraverso un allestimento site specific che ha conferito alla grande Sala delle Regioni l’aspetto di una piazza addobbata a festa grazie ad un’installazione di luminarie, momento centrale e suggestivo di un percorso espositivo articolato lungo tutte le sale del museo in costante dialogo con le testimonianze di arte e tradizione popolare che vi sono esposte.

Il mondo agreste salentino popola di volti e tradizioni questo nutrito gruppo di immagini con cui l’autore ha voluto “fissare il ricordo di cose, che si andavano già avviando a definitiva scomparsa” muovendo da valori profondamente sentiti come il rispetto per l’ambiente naturale, l’impegno per la sua conservazione e l’interesse per la documentazione di luoghi, monumenti, tradizioni. Fotografare i luoghi e le persone è stato per Palumbo non solo un modo per prendersene cura, preservarli dall’oblio del tempo o dell’abbandono, ma anche per comprendere la loro realtà e le sue trasformazioni. Palumbo coglie così gli aspetti più autentici della cultura del tempo, ritraendo paesaggi, monumenti, tradizioni e attività produttive, e al tempo stesso restituisce la memoria di un Salento rurale che si muoveva verso la modernità con repentini mutamenti culturali. Ha così contribuito a consegnare alle generazioni future il valore dell’identità salentina e di una parte del Sud Italia. Nel presentare le immagini al pubblico di oggi, i curatori peraltro hanno scelto di adottare un approccio che coniugasse passato e presente mediante la loro rielaborazione con tecniche digitali, l’uso della colorazione, la proposta di riletture da parte di artisti, designer, scrittori, musicisti.

Si è dunque partiti da un’esplorazione dell’Archivio di Giuseppe Palumbo – grazie alla collaborazione tra l’Istituto di Culture Mediterranee, il Museo Sigismondo Castromediano e il laboratorio di comunicazione Big Sur e le associazioni Officina Visioni e Archivio Cinema del reale – e si è arrivati a tratteggiare un vero e proprio viaggio nel tempo ripercorrendo tracce, memorie pubbliche e private del grande fotografo, fra paesaggi umani del suo tempo, incontri, scoperte, documenti inediti e curiosità. Un lavoro di ricerca che prima di approdare a Roma ha trovato espressione in 4 mostre-laboratorio nel Salento dedicate all’opera e alla valorizzazione dell’archivio di Palumbo: nel 2015 a Calimera, Gallipoli e Lucugnano e lo scorso agosto presso la Torre Matta di Otranto che, oltre alla mostra delle fotografie di Giuseppe Palumbo, ha ospitato interventi di fotografi, filmaker, artisti, designer, musicisti, studenti e istituzioni del territorio invitati a conoscere, rielaborare e attualizzare questo patrimonio di immagini. Ora tocca al Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari di Roma, unico museo statale in Italia con competenze specifiche nel campo delle materie demoetnoantropologiche, testimone delle tradizioni popolari di tutte le regioni italiane di cui conserva oltre centomila documenti, acquisiti dal 1906 ad oggi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Mostra Visioni del Sud

Il modesto pasto del mezzogiorno, Archivio Fotografico Giuseppe Palumbo

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Pastorello con ariete, Archivio Fotografico Giuseppe Palumbo

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Trasporto dell'acqua, Archivio Fotografico Giuseppe Palumbo

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Anziana contadina, Archivio Fotografico Giuseppe Palumbo

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L'intreccio delle nasse, Archivio Fotografico Giuseppe Palumbo

Mostra Visioni del Sud

Torre di S. Maria al Bagno (Nardò), Archivio Fotografico Giuseppe Palumbo

Mostra Visioni del Sud

Menhir, Archivio Fotografico Giuseppe Palumbo

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Contadinelle sopra una cisterna per l'acqua, Archivio Fotografico Giuseppe Palumbo

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Lavorazione del tabacco, Archivio Fotografico Giuseppe Palumbo

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Pescatori, Archivio Fotografico Giuseppe Palumbo

Mostra Visioni del Sud

Porta di Soleto (Lecce), Archivio Fotografico Giuseppe Palumbo

Mostra Visioni del Sud

Ritratto di bambina, Archivio Fotografico Giuseppe Palumbo

Mostra Visioni del Sud

Lavoro nei campi, Archivio Fotografico Giuseppe Palumbo

Mostra Visioni del Sud

Lavorazione della lana, Archivio Fotografico Giuseppe Palumbo

Mostra Visioni del Sud

Ostuni, Archivio Fotografico Giuseppe Palumbo

Mostra Visioni del Sud

Menhir, Archivio Fotografico Giuseppe Palumbo

Mostra Visioni del Sud

Mercato degli animali, Archivio Fotografico Giuseppe Palumbo

Mostra Visioni del Sud

Pescatori, Archivio Fotografico Giuseppe Palumbo

Mostra Visioni del Sud

Venditrice ambulante, Archivio Fotografico Giuseppe Palumbo

Mostra Visioni del Sud

Essiccazione dei pomodori, Archivio Fotografico Giuseppe Palumbo

Mostra Visioni del Sud

Pescatori, Archivio Fotografico Giuseppe Palumbo

Mostra Visioni del Sud

Lavorazione del grano, Archivio Fotografico Giuseppe Palumbo

Mostra Visioni del Sud

Raccolta dei fichi, Archivio Fotografico Giuseppe Palumbo

Mostra Visioni del Sud

Vendemmia, Archivio Fotografico Giuseppe Palumbo

Mostra Visioni del Sud

Porta di Acaya (Lecce), Archivio Fotografico Giuseppe Palumbo

Mostra Visioni del Sud

Dolmen a Giuggianello, Archivio Fotografico Giuseppe Palumbo

Mostra Visioni del Sud

Porto Adriano, San Cataldo (Lecce), Archivio Fotografico Giuseppe Palumbo

Mostra Visioni del Sud

Grotta, Archivio Fotografico Giuseppe Palumbo

Mostra Visioni del Sud

Vendemmia, Archivio Fotografico Giuseppe Palumbo

Mostra Visioni del Sud

Otranto, Archivio Fotografico Giuseppe Palumbo

Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari, Roma
P.zza Guglielmo Marconi, 8
Orari visite: Dal martedì alla domenica: ore 8.00 – 19.00 (ultimo ingresso ore 18.30) – Lunedì chiuso
Biglietti: Biglietto cumulativo Museo delle Civiltà, Intero: 8€ – Ridotto: 4€ | Biglietto valido tre giorni dalla data di emissione per poter visitare le sezioni dell’alto medioevo, delle arti e tradizioni popolari, di preistoria e di etnografia. Biglietteria unica nella sezione di preistoria e di etnografia “Luigi Pigorini”. Piazza Guglielmo Marconi, 14
Info: tel. 06. 5926148 – 06.5911848
info@visionidelsud.it
IL LUOGO
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