Il periodo napoletano di Caravaggio. Mostra al Museo Nazionale di Capodimonte

Michelangelo Merisi da Caravaggio, Flagellazione di Cristo, 1607-1608, Museo Nazionale di Capodimonte, Napoli

Michelangelo Merisi da Caravaggio, Flagellazione di Cristo, 1607-1608, Museo Nazionale di Capodimonte, Napoli

di Redazione FdS

Dal 12 Aprile al 14 Luglio 2019, il Museo Nazionale di Capodimonte ospiterà, presso la Sala Causa, la mostra “Caravaggio Napoli”, dedicata al periodo napoletano di Michelangelo Merisi da Caravaggio. L’esposizione, curata da Maria Cristina Terzaghi e Sylvain Bellenger, approfondisce il significativo soggiorno a Napoli del pittore e l’eredità lasciata nella città partenopea, fondamentale alla costituzione della poetica barocca e alla diffusione del naturalismo caravaggesco nella pittura del XVII secolo in Europa. Caravaggio visse a Napoli per complessivi 18 mesi, fra il 1606 e il 1610. Un soggiorno fondamentale per la sua vita e le sue opere, tuttavia meno noto del periodo trascorso a Roma. L’intensa resa della passione e dell’istinto nei dipinti più iconici realizzati dal maestro durante il periodo napoletano identifica, nella visione dei nostri contemporanei, lo stile e la personalità dell’artista lombardo, divenuto maggiormente drammatico in seguito all’episodio dell’assassinio romano.

La mostra giunge a 15 anni dall’ultima esposizione che Capodimonte ha dedicato al maestro lombardo (Caravaggio. L’ultimo tempo, 2004) nuove scoperte e recenti dibattiti internazionali saranno presentati in mostra insieme alla ricostruzione di una dettagliata crono-biografia che riorganizzerà le conoscenze letterarie e documentarie (edite e inedite) del periodo. Attraverso un rigoroso approccio scientifico saranno messe a confronto 6 opere del Merisi tutte eseguite a Napoli, provenienti dai Musei italiani e internazionali, tra cui prestiti straordinari quali La Flagellazione del Musée des Beaux-Arts di Rouen, assente da oltre trent’anni dal circuito espositivo, e la Salomé con la testa del Battista proveniente dal Palacio Real di Madrid.

IL SOGGIORNO NAPOLETANO E LE OPERE

Il primo soggiorno a Napoli di Caravaggio è databile tra l’ottobre del 1606 e giugno del 1607. In questi nove mesi furono realizzati capolavori straordinari e ben documentati, come la Flagellazione attualmente al Museo di Capodimonte (v. foto in alto). Dopo i suoi viaggia a Malta e in Sicilia, l’artista ritornò a Napoli, capitale del Viceregno spagnolo, nell’autunno del 1609 e vi rimase fino all’estate successiva. Il 18 luglio del 1610 a Porto Ercole, durante il viaggio di ritorno a Roma, Caravaggio morì tragicamente. Anche durante il secondo periodo napoletano il maestro lombardo dipinse opere di primaria importanza tra cui il Martirio di Sant’Orsola (Napoli, Palazzo Zevallos Stigliano) e il San Giovanni Battista (Roma, Galleria Borghese).
 

Caravaggio, Martirio di Sant’Orsola, 1610, Palazzo Zevallos Stigliano, Napoli

Caravaggio, Martirio di Sant’Orsola, 1610, Palazzo Zevallos Stigliano, Napoli

Gli studi hanno affrontato più volte il problema, sebbene in modo meno massiccio di quanto sia stato fatto con la produzione romana di Caravaggio. La mostra offre però un’occasione unica e totalmente inedita: il paragone di alcuni pezzi fondamentali del catalogo caravaggesco, in particolare la Flagellazione di Rouen eseguita a Napoli, che dal 1985 non veniva esposta nel suo contesto originario a confronto con l’altra Flagellazione che l’artista realizzò per la chiesa partenopea di San Domenico Maggiore.
 

Caravaggio, Flagellazione, Musée des Beaux-Arts, Rouen

Caravaggio, Flagellazione,1606-1607, Musée des Beaux-Arts, Rouen

Attraverso l’analisi di documenti archivistici editi e inediti e la rilettura della produzione critica, l’esposizione ricostruirà quindi l’attività dell’artista durante i mesi di permanenza napoletana, esaminando inoltre l’influenza di Caravaggio sulla pittura locale di cui verranno proposti in mostra alcuni capolavori, e individuando i canali della diffusione del realismo caravaggesco nella pittura del XVII secolo in Europa, avvenuto soprattutto grazie ad artisti nordici come Abraham Vinck e Louis Finson che rientrati in patria importarono le novità caravaggesche diffondendole nel cuore dell’Europa. A Napoli, Caravaggio inaugurò infatti un nuovo modo di dipingere, maggiormente tormentato e drammatico, cui non fu probabilmente estranea la particolare condizione psicologica di condannato a morte e ricercato, costantemente in fuga. L’improvviso arrivo nella città vicereale si dimostrò particolarmente congeniale: il dipinto raffigurante le Sette opere di Misericordia, conservato presso il Pio Monte della Misericordia, è riconosciuto tutt’oggi come una delle più significative rappresentazioni dei vicoli della città e dei suoi abitanti, e manifesta la potente e quasi antropologica connessione tra i dipinti di Caravaggio e la realtà napoletana. Ritenuta inamovibile, la grande tela sarà visitabile direttamente nella sua sede originaria in via dei Tribunali 253.
 

Caravaggio, Sette opere di Misericordia, 1606-1607, Pio Monte di Misericordia, Napoli

Caravaggio, Sette opere di Misericordia, 1606-1607, Pio Monte di Misericordia, Napoli

Oltre ai confronti qui richiamati, la mostra propone una documentazione visiva della precocissima e profonda ricezione dell’opera di Caravaggio da parte del tessutoculturale e artistico napoletano. Gli artisti attivi a Napoli (Louis Finson, Battistello Caracciolo, Carlo Sellitto, Filippo Vitale e anche i più tradizionalisti Fabrizio Santafede e Giovanni Bernardino Azzolino) registrarono infatti immediatamente la novità della pittura caravaggesca e ne produssero un’interpretazione personale, poetica e straordinariamente coinvolgente, spesso esportandola in Europa. L’arrivo di Jusepe de Ribera a Napoli tra il 1616 e il 1617, reduce dal successo romano dove aveva profondamente assimilato l’arte di Caravaggio, impresse quindi una inesorabile direzione naturalistica al milieu pittorico partenopeo.
 

Caravaggio, Salomé con la testa di Battista, 1607-1610, The National Gallery, Londra

Caravaggio, Salomé con la testa del Battista, 1607-1610, The National Gallery, Londra

L’esposizione, promossa dal Museo e Real Bosco di Capodimonte, con la produzione, l’organizzazione e il catalogo di Electa, costituisce dunque un’occasione unica nel panorama delle molteplici iniziative espositive sull’opera di Caravaggio, per ragionare sullo scorcio, estremo ed affascinante, dell’esistenza dell’artista, consentendo una maggior comprensione dei suoi anni a Napoli e della loro importanza per lo sviluppo della pittura in Italia e in Europa.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Museo Nazionale di Capodimonte, Napoli
Via Miano 2
mostra esterna al percorso museale
biglietto SIAE 14,00 euro
biglietto: mostra + museo: 15,00 euro
Acquista il biglietto su Coopculture
Il Museo di Capodimonte è aperto tutti i giorni tranne il mercoledì dalle 8.30 alle 19.30
L’ultimo ingresso consentito è alle 18.30
Le operazioni di chiusura del Museo e deflusso dei visitatori verso l’uscita iniziano alle 19.00
IL LUOGO

LEGGI ANCHE
NAPOLI 1609, TAVERNA DEL CERRIGLIO: AGGUATO A CARAVAGGIO. STORIA DI UN SOGGIORNO TURBOLENTO

Rispondi

Il tuo indirizzo e-mail non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono segnalati *

*

19 − undici =

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Torna su