Il mito campano delle ”bisce secolari”. A quanto pare è una realtà: trovato nel Cilento un serpente gigante

Natrix_natrix_(Karl_L)

Esemplare adulto di Natrix natrix, serpente noto anche come Biscia dal collare – Ph. Karl Larsaeus | CCBY-SA3.0

di Redazione FdS

C’è un luogo della Campania sulle pendici nord-occidentali del vulcano spento di Roccamonfina, sul confine con quelle del limitrofo complesso del Monte Camino, dove scorre il Rio di Cocuruzzo, affluente del Fiume Garigliano: è un corso d’acqua che ha scavato una forra incassata dall’aspra morfologia, che dal versante dell’antico vulcano scende verso valle; l’acqua scorre nella forra tutto l’anno formando, soprattutto lungo il corso degli affluenti laterali, numerose spettacolari cascate, alcune delle quali alte anche decine di metri. Ci troviamo nel territorio del comune di Galluccio, in provincia di Caserta, e qui una tradizione popolare narra delle bisce secolari. Analoghe tradizioni di serpenti secolari giganteschi, a volte muniti di corni o creste, si ritrovano – oltre che nella più remota antichità (vedi affresco pompeiano, nella foto in basso) – anche nella cultura popolare di altre regioni del Mezzogiorno come Abruzzo, Molise e Calabria.

Galluccio si trova in una delle aree wilderness individuate dall’omonima associazione italiana AIW che promuove la conservazione degli ambienti naturali di ben 71 zone ad alto tasso di biodiversità per un totale di 45.251,5 ettari distribuiti in 10 regioni e 20 province. Qui, fra le varie specie animali presenti, vi sono anche diversi rettili fra cui la biscia Natrix natrix che – spiegano presso la stessa Associazione – forse per motivi ambientali particolarmente favorevoli, è presente con individui capaci di raggiungere dimensioni davvero incredibili: nel 2009 fu infatti ucciso un esemplare di ben circa 3,50 metri di lunghezza, con un diametro di circa 10 cm, considerata il più lungo mai trovato al mondo. Dimensioni decisamente fuori dagli standard generalmente riportati negli studi scientifici sull’argomento. Quell’esemplare, che destò scalpore nell’opinione pubblica e che risulta documentato da una fotografia, da articoli apparsi sul quotidiano Il Mattino di Napoli e da uno studio dell’Università di Perugia, non era però destinato a rimanere un unicum in Campania, visto che a circa 200 km da Galluccio, nella zona interna del Cilento, fra Salento e Omignano, in provincia di Salerno, è stato di recente ritrovato, questa volta ucciso da un trattore, un nuovo esemplare gigante di quasi due metri.

Questa varietà di rettile è assolutamente innocua per l’uomo e si nutre di lucertole e vari anfibi. Le sue uniche difese sono la produzione di un fluido dall’odore aspro dalle ghiandole anali o la finzione della morte. A volte finge anche degli attacchi, ma raramente morde. E’ un grande nuotatore e va in letargo durante l’inverno. In Italia è presente in tutta la penisola, Sicilia e Sardegna comprese. Si adatta ad una varietà di habitat e nonostante prediliga le aree vicino agli specchi d’acqua dolce, alle rive dei fiumi e agli stagni, si trova anche in zone che distano chilometri dagli ambienti umidi.

Lari_e_scena_di_sacrificio,_coppia_di_serpenti

Campania – Affresco di larario con Lari danzanti, Genio della famiglia sacrificante, e serpenti agathodemoni, da Pompei, Museo Archeologico Nazionale Napoli- Ph. Sailko | CCBY-SA3.0

 

Rispondi

Il tuo indirizzo e-mail non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono segnalati *

*

1 + sedici =

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Torna su