Ha origini campane lo Zeus in Trono del Getty Museum rientrato in Italia

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Statua di Zeus in trono, artista sconosciuto, I° sec. a.C., marmo (H. ca. 75 cm.) – Ph. Paul Getty Museum

Lo Zeus in Trono del Getty Museum ritorna in Italia. Acquistato dal museo statunitense nel 1992, proveniva da una località della costa campana

di Kasia Burney Gargiulo

La perseveranza delle autorità italiane nel seguire le tracce di pezzi del nostro patrimonio culturale fatti illegittimamente “migrare” all’estero, continua a dare buoni frutti: nei giorni scorsi il Paul Getty Museum di Los Angeles, da anni una delle principali destinazioni di reperti di provenienza sospetta, ha deciso di restituire una scultura in marmo raffigurante Zeus in trono risalente al I° sec. a.C.. A sollecitare la decisione sono state le informazioni fornite dal Ministero dei Beni Culturali, supportate dalla recente scoperta di un frammento della statua.

“La decisione di restituire questo oggetto – ha spiegato Timothy Potts, direttore del J.P. Getty Museum – rientra nella nostra politica di collaborazione con il ministero dei Beni Culturali italiano per la risoluzione di controversie e questioni relative alla provenienza e proprietà di oggetti facenti parte della nostra collezione, in modo da rispondere a nuovi quesiti che dovessero emergere, nel rispetto della buona fede e della missione culturale di entrambe le parti”. La restituzione è frutto infatti delle trattative per riportare in Italia opere sottratte illegalmente dal nostro territorio e poi finite nella collezione permanente del Getty Museum. La statuetta era stata acquistata dal museo statunitense nel 1992 dai collezionisti Barbara e Lawrence Fleischman che a loro volta l’avevano acquistata, nel 1987, dal discusso mercante britannico Robin Symes già noto alle cronache per essere stato coinvolto nella vendita della splendida Afrodite di Morgantina trafugata in Sicilia, finita anch’essa al Getty Museum ed oggi esposta al Museo Archeologico di Aidone (Enna).

Sulle vicissitudini precedenti dello Zeus campano mancano notizie precise. Il simulacro del dio, alto circa 74 cm., si ritiene fosse oggetto di culto in un altare privato presso qualche ricca dimora greca o romana. Rinvenuta a suo tempo in un’area archeologica lungo la costa campana, la statua torna ora nei suoi luoghi d’origine essendo stata prevista una prima esposizione in una delle sale del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Una volta però determinatane l’esatta provenienza, l’opera – ha fatto sapere il Ministero – sarà destinata alla comunità alla quale è stata illecitamente sottratta.

La scultura presenta marcate incrostazioni marine che fanno supporre un lungo periodo di immersione in mare. Il lato sinistro della statua risulta peraltro pressoché intatto, forse a causa dell’azione protettiva del fondale sabbioso su cui era adagiata.

La consegna della statuetta alle autorità italiane è avvenuta lo scorso 14 giugno al Getty Center sotto la supervisione del Console Generale italiano di Los Angeles, Antonio Verde e con la preziosa collaborazione di Armando Varricchio, Ambasciatore italiano negli Stati Uniti. “Il rientro della statua di Zeus in Trono – ha detto Varricchio – è una viva dimostrazione della straordinaria collaborazione tra gli Stati Uniti e le nostre istituzioni culturali. Rientra nel quadro del bilaterale memorandum di intesa tra l’Italia e gli Stati Uniti, rinnovato per la terza volta nel 2016 e va a sottolineare il nostro comune e costante impegno nella protezione del patrimonio culturale”. Il Console Generale Verde ha a sua volta plaudito alla decisione del Getty di restituire l’opera, affermando: “È meraviglioso che il Getty abbia un rapporto di lavoro così positivo con l’Italia, sia per questioni come questa che comportano il rimpatrio di opere d’arte, sia per mostre e prestiti speciali che consentono al Museo di esporre capolavori italiani presso la sua sede”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 
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