Gli attrattori turistici. Spunti e riflessioni sul patrimonio locale

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SUD - Ph. Ferruccio Cornicello e Francesco La Centra

SUD – Ph. Ferruccio Cornicello, Francesco La Centra, Andrea Salvia

di Flavio R. Albano*

Seguendo il filone del rinnovamento e della rinascita dei territori meridionali sotto il profilo di uno sviluppo di matrice turistico-culturale, sarebbe utile partire dalla definizione terminologica delle cose così da proporre una consapevolezza contagiosa a tutte le comunità locali. L’obiettivo resta quello di intraprendere un percorso nuovo, in molte aree già iniziato che segua il meridione virtuoso di Matera 2019, delle coste del Salento e un Sud fatto di usi e costumi “attraenti” cioè dotati di una valenza intrinseca, motivo di visita e spostamento. Tutto questo processo composito e a lungo termine deve ovviamente avere come base la salvaguardia dei luoghi, la programmazione strategica e una promo-commercializzazione costante.

Il termine “attrattore” ha diverse sfaccettature che possono essere prese in considerazione parlando di turismo. Sostanzialmente si può identificare come fonte di motivazione allo spostamento e quindi di strategica importanza nell’analisi del fenomeno turistico. In questa sede ci sembra opportuno parlare di “fenomeno” turistico poiché ci riferiamo all’eccezione pura, ossia di “spostamento verso un altro luogo diverso da quello abituale per diversi motivi” (leisure o business, ma anche nuove formule ibride).  È sono proprio i motivi di spostamento che suscitano la maggiore attenzione, poiché su di essi si può costruire una strategia di marketing calibrata.

Tale strategia deve far leva sulla creazione di competenze turistico-territoriali, specializzate e distintive, e sulla capacità di proporre in maniera convincente idee di turismo nuove, sostenibili e coerenti con l’identità territoriale, basate su gli attrattori locali.

Di seguito andremo ad osservare un’elaborazione creata da due grandi studiosi della materia, ossia Croutch e Ritchie, con l’intento di stimolare nel lettore una propria chiara visione intuitiva della conformazione del prodotto turistico dal punto di vista attrattivo, quindi relativamente alla fase di nascita del bisogno nella mente del consumatore-viaggiatore.

grafico_turismo          Elaborazione grafica di Flavio R. Albano basata su Tourism, competitiveness, and society prosperity, Croutch G.I., Ritchie J.R.B

Questo modello evidenzia la suddivisone tra i vari attrattori andando ad individuare:

CORE RESOURCES AND ATTRACTORS: consistenti nei motivi fondamentali di attrazione per i visitatori stessi, quindi: il clima, la morfologia, la cultura, la storia, il mercato, le attività, gli eventi, l’intrattenimento e la struttura. Questi sono imprescindibili ed insostituibili e più o meno strutturati nelle destinazioni italiane;

SUPPORTING FACTORS & RESOURCES: ossia i fattori considerati “di contorno” per il servizio centrale turistico, quindi tutta la sfera connessa all’accessibilità, ossia infrastrutture e facilitazioni di trasporto assolutamente fondamentali, spesso meno presenti nel sistema italiano;

QUALIFYING AND AMPLIFYING DETERMINANTS: ossia i fattori relativi al comparto più ristretto e selettivo di attrattori, quindi: la sicurezza e la bellezza, l’immagine, la branding reputation dei luoghi e il rapporto qualità/prezzo e ancora, la desiderabilità complessiva del prodotto turistico osservato;

DESTINATION MANAGEMENT & POLICY, PLANNING & DEVELOPEMENT: sono gli ultimi due comparti che possono essere integrati l’uno con l’altro poiché strettamente interconnessi. Questi riguardano il sistema organizzativo, la gestione della destinazione, la filosofia di accoglienza e gestione degli attrattori turistici locali. In stretta connessione troviamo l’analisi della customer satisfaction, la valutazione dei risultati, lo sviluppo competitivo, il marketing, l’informazione e il management che sono il cuore pulsante organizzativo che permette agli attrattori centrali (core resources) di trasformarsi da semplici attrazioni in centri di produzione di profitto per tutta la comunità locale.

La maggior parte dei fattori osservati fino ad ora dipendono proprio dalla cultura locale, dall’organizzazione del territorio e dall’attaccamento al territorio che gli abitanti hanno.

In molti casi i cittadini tendono a non sfruttare alcuni attrattori (o semplicemente a difenderli) per evitare un eccessivo uso del territorio stesso da parte di gente non residente, evitando (spesso inconsapevolmente) lo sviluppo turistico proprio perché il turismo, in determinati casi può portare all’usura delle attrazioni e dei luoghi (vedi capacità di capienza sostenibile).

Un territorio che sceglie il turismo come driver del suo sviluppo deve, prima di tutto assicurarsi la sostenibilità delle azioni che intraprenderà e, contestualmente ottenere, nel breve periodo l’attrazione di flussi consistenti di turisti e, nel medio-lungo, la possibilità di sviluppare un nuovo insieme di relazioni e risorse finanziarie volte a sostenere nel tempo la capacità competitiva del territorio rispetto ad altre aree che si pongano come mete turistiche alternative.

In sostanza sarebbe utile iniziare a chiedersi di quali attrattori territoriali si dispone, quel’è il loro livello di conservazione e integrazione con il sistema dei servizi, come questi sono “gestiti” dalla collettività e come si potrebbe sviluppare e sostenere una strategia competitiva.

Il primo passo dello sviluppo turistico è prendere contatto con il proprio patrimonio culturale, individuarlo, renderlo: chiaro, distintivo e definito, procedere eventualmente al suo recupero (tenendo in considerazione quanto esposto da Croutch e Ritchie) e soprattutto ricordarsi che il turismo esiste nella collettività, parte dalla consapevolezza della comunità ospitante che deve diventare tale, convinta di voler seguire una strada di sviluppo sostenibile nel rispetto della collaborazione e della comunità degli intenti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

*Flavio R. Albano è docente a contratto di Economia e Gestione delle Imprese presso l’Università degli studi di Bari (sede di Taranto). Dal 2006 collabora con aziende di servizi turistici di tutta Italia nella selezione, formazione e gestione delle risorse umane. Ad oggi ha all’attivo diverse pubblicazioni scientifiche e partecipazioni a conferenze internazionali, tra cui: la Verona-Toulon Conference sull’High Quality business in Slovenia e il I° Foro internacional de destinos turisticos de Maspalomas – Costa Canaria, inoltre è autore di una ricerca universitaria sull’implementazione di strutture turistiche eco-sostenibili lungo la Costa barese e collabora con diversi enti pubblici e privati sullo sviluppo di analisi di marketing territoriale. Nel 2014 ha pubblicato il libro “Turismo & Management d’impresa” subito adottato all’Università della Basilicata. Nel tempo libero scrive romanzi di narrativa, dipinge, suona la batteria e recitare resta la sua più grande passione.

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