Fontamara: il capolavoro di Silone trascritto integralmente su un muro di Aielli

Andrea Parente, in arte Alleg, mentre traccia il testo di 'Fontamara', Aielli (AQ)

Andrea Parente, in arte Alleg, mentre traccia il testo di ‘Fontamara’, Aielli (AQ)

“A chi guarda Fontamara da lontano, dal Feudo del Fucino, l’abitato sembra un gregge di pecore scure e il campanile un pastore. Un villaggio insomma come tanti altri; ma per chi vi nasce e cresce, il cosmo. L’intera storia universale vi si svolge: nascite morti amori odii invidie lotte disperazioni.”
Ignazio Silone, Fontamara, 1933

di Redazione FdS

Dall’alto dei suoi 1021 metri di altitudine il borgo abruzzese di Aielli (L’Aquila) domina la piana del Fucino, cuore della Marsica raccontata dallo scrittore Ignazio Silone in Fontamara, capolavoro della letteratura novecentesca ambientato in terre segnate dalla dura fatica e dal sopruso, sullo sfondo di un regime fascista cinico e connivente. Un tema scottante per l’epoca in cui il romanzo ebbe la sua prima edizione (1933) la quale riuscì ad aggirare la censura uscendo in Svizzera e in lingua tedesca. La prima edizione in lingua italiana sarebbe infatti apparsa solo l’anno successivo ma a Parigi, mentre in Italia sarebbe arrivata solo nel 1945, quando fu pubblicata a puntate, riveduta e corretta dall’autore, su una rivista nazionale. Oggi, a distanza di 85 anni dalla primissima edizione, il romanzo di Silone – autore più volte candidato al Nobel per la Letteratura – torna nei luoghi che lo hanno ispirato e lo fa in un modo inusuale: proprio ad Aielli lo ritroviamo trascritto – parola per parola – su un muro di circa 100 mq appartenente a un edificio pubblico situato nei pressi della Torre medievale, nel punto più alto dell’antico borgo. Artefice dell’opera è Andrea Parente, in arte Alleg, artista originario della non lontana Tagliacozzo, il quale dalla fine di giugno si è dedicato per 10 ore al giorno a trascrivere le parole di Silone, aiutato da alcuni collaboratori e anche da occasionali passanti alternatisi nel dettargli il testo.
 

Veduta di Aielli (Aq) - Ph. Rudy Massaro | ccby-sa4.0

Veduta di Aielli (Aq) – Ph. Rudy Massaro | ccby-sa4.0

 
«In capo a tutti c’è Dio, padrone del cielo. Questo ognuno lo sa. Poi viene il principe Torlonia, padrone della terra. Poi vengono le guardie del principe. Poi vengono i cani delle guardie del principe. Poi, nulla. Poi, ancora nulla. Poi, ancora nulla. Poi vengono i cafoni. E si può dire ch’è finito»: così, dure come pietre, risuonano nel silenzio della calura estiva di Aielli, le parole di Fontamara, perpretuandosi in un doppio gesto demiurgico, quello della lettura ad alta voce, che dà voce e corpo alle immagini, e quello della scrittura che incide il pensiero nello spazio. Aielli riallaccia in questo modo originale il suo rapporto con Fontamara a cui lo lega non solo il contesto storico-geografico – non dissimile da quello della vicina Pescina, borgo natìo di Silone e riferimento reale dei luoghi del romanzo – ma anche l’essere stato una delle location scelte nel 1980 dal regista Carlo Lizzani per girare la versione cinematografica del libro, con protagonista Michele Placido, attore che nei giorni scorsi Aielli ha voluto insignire della cittadinanza onoraria.
 
Murale dell'artista Gio Pistone nei pressi della Torre medievale, Aielli (AQ)

Murale dell’artista Gio Pistone nei pressi della Torre medievale, Aielli (AQ)

 
A lenti tratti di pennello, con certosina pazienza, Alleg ha dunque dato forma a quest’opera da Guinness dei Primati la cui realizzazione rientra nell’ambito di Borgo Universo 2018, manifestazione voluta dall’amministrazione comunale, capeggiata dal sindaco Enzo Di Natale, e dalle associazioni Libert’aria e Primavera, che con il lavoro di Alleg hanno voluto rendere omaggio a Ignazio Silone nel quarantennale della morte. Borgo Universo è un festival di arte e cultura ma soprattutto è un percorso di riqualificazione di Aielli, peraltro già membro dell’Associazione Borghi Autentici d’Italia: grazie al coinvolgimento di artisti di fama, il borgo sta infatti diventando un museo a cielo aperto che punta a coniugare storia, tradizione e moderntà. Tema ricorrente dei numerosi murales è quello delle stelle, così come legati alle stelle sono il Museo del Cielo e l’Osservatorio Astronomico ospitati nella Torre trecentesca nei cui pressi sta prendendo forma la Fontamara di Alleg. Un luogo scelto non ha caso – ha detto il sindaco - “perché è il punto più alto dal quale poter ammirare il Fucino, simbolo del legame di Silone con la sua Marsica, la nostra terra, e con i contadini che la lavorano”. Ma oltre i murales e la Torre medievale Aielli riserva altre sorprese, come i resti archeologici dell’antica Agellumcon le sue tombe rupestri d’epoca repubblicana e imperiale romana e le tombe a camera che hanno restituito alcuni preziosi letti in osso del I sec. a.C., così come l’ingresso alla splendida oasi naturalistica delle Gole di Aielli-Celano, il canyon più noto e frequentato dell’Appennino centrale, con pareti rocciose a tratti alte intorno ai 200 metri.

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