Father and Son: il Museo Archeologico di Napoli protagonista di un innovativo videogioco

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Uno screenshot di "Father and Son" il videogioco prodotto dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli

Uno screenshot di “Father and Son” il videogioco prodotto dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli

di Kasia Burney Gargiulo

Ventata di novità nella promozione dei beni culturali, comparto nel quale l’Italia, patria per antonomasia dell’arte e del paesaggio, sconta ancora innegabili ritardi. Promuovere la conoscenza, comunicare il valore intrinseco e trasmettere il fascino di un patrimonio culturale vasto come quello italiano, sono azioni non meno importanti della sua tutela, soprattutto se si ha la lungimiranza di considerarlo un’ingente risorsa economica, oltre che un vitale fermento di civiltà e una preziosa espressione della nostra multiforme identità nazionale. In tal senso vanno salutate con interesse alcune recenti iniziative, sebbene si tratti di isolati frammenti di più complesse pratiche di sistema che ancora tardano ad affermarsi: dopo lo straordinario successo della campagna social Aperti per vocazione messa in atto sulla Rete dal Museo Archeologico Regionale “A. Salinas” di Palermo e l’affacciarsi di più efficaci strategie gestionali da parte dei poli museali maggiori, maggiormente orientati a presentare se stessi come realtà dinamiche e coinvolgenti, ecco arrivare dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN) la notizia di una iniziativa senza precedenti.

Si tratta della produzione e distribuzione di un videogioco multilingua, che punta a rendere l’utente protagonista di uno storytelling interattivo costruito intorno alle splendide collezioni archeologiche del museo partenopeo. Una proposta inedita di approccio ai beni culturali che, attraverso l’accattivante strumento del gaming, si rivolge a un pubblico di tutte le età, invitato a vivere una storia senza tempo, un’esperienza sul confine fra passato e presente. Realizzato in italiano e in inglese, il videogioco Father and Son sarà rilasciato gratuitamente e senza pubblicità su Apple Store e Google Play a partire da marzo 2017. Il MANN – uno dei più importanti musei del mondo, celebre per le straordinarie collezioni provenienti da Pompei ed Ercolano, per la collezione Farnese e per quella Egizia – è il primo museo archeologico del mondo a produrre un videogame destinato a un variegato pubblico internazionale. La città di Napoli e ben tre chilometri delle sue strade disegnati a mano dall’artista inglese Sean Wenham, saranno lo sfondo dell’azione di 10 personaggi le cui vicende ruoteranno principalmente intorno al Museo Archeologico, alle sue celebri opere e alle sue architetture, teatro di piccole e grandi storie attraverso il tempo.

Father and Son, scena ambientata nella Napoli odierna

Father and Son, scena ambientata nella Napoli odierna

L’ideazione del videogioco si deve a una collaborazione fra il direttore del MANN Paolo Giulierini e il prof. Ludovico Solima (docente di “Management delle imprese culturali” presso il Dipartimento di Economia dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”), mentre la realizzazione è stata affidata al pugliese Fabio Viola, uno dei migliori game designer in circolazione a livello internazionale, presidente di TuoMuseo, associazione culturale che dal 2016 punta a rivoluzionare la promozione del patrimonio culturale italiano aggregando le competenze di un team di professionisti provenienti dal mondo dei videogiochi, del marketing e dei beni culturali. Una mission già premiata con la vittoria del bando Innovazione Culturale di Fondazione Cariplo per lo sviluppo di soluzione innovative in ambito culturale. Il nuovo progetto partenopeo vede Viola affiancato da Sean Wenham (Ubisoft, Sony), Alessandro Salvati (autore di ADON Project e Anxiety Attack) e Arkadiusz Reikowski (compositore).

La lettera di un archeologo al giovane figlio Michael: è l’incipit di Father and Son, un gioco narrativo 2D a scorrimento laterale. Un gesto semplice e intimo che racchiude sentimenti come l’amore, i sogni, la paura, e dà l’avvio al viaggio del figlio alla scoperta di un padre mai conosciuto. Un viaggio che lo porterà al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, luogo-chiave per scoprire la vita del proprio genitore e cogliere con maggior chiarezza il senso dei suoi insegnamenti. Durante la sua esperienza, il protagonista attraversa diverse epoche storiche: dall’antica Roma, all’Egitto, passando per l’età borbonica fino alla Napoli di oggi. Dalla Pompei del 79 d.C., nelle ore che precedono la devastante eruzione del Vesuvio, si passerà ad esempio alle rovine della stessa città romana nel 2017, proprio sul luogo delle ultime ore di vita di una famiglia incontrata in precedenza. Grafiche dipinte a mano ridanno vita alle atmosfere del passato e a quelle della Napoli di oggi, creando una rappresentazione vivida e accurata della vita attraverso il tempo supportata da una colonna sonora originale che varia in relazione alle epoche e agli stati d’animo del protagonista. La sua vicenda personale si trasforma così in una storia universale e senza tempo con la quale il giocatore interagisce attraverso scelte significative che incideranno sul finale (nel video seguente un breve trailer del gioco).
 

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La realizzazione del videogioco Father and Son rientra nel “Piano Strategico 2016-2019” del Museo, nel quale è stata indicata l’esigenza di arrivare a nuovi pubblici attraverso la tecnologia e la rete, in una prospettiva di coinvolgimento attivo del visitatore.  Il MANN nel 2017 punta infatti a raggiungere i 500mila visitatori, traguardo sfiorato nel 2016, anno in cui si è registrato un significativo incremento di presenze (452.736 ingressi), con un + 30% circa rispetto all’anno precedente. Per perseguire l’obiettivo il direttore Giulierini si è detto aperto a “sperimentazioni senza barriere”, e in tal senso il videogioco si pone appunto come “un modo innovativo per connettere il museo con il pubblico di tutto il mondo, sia quello che visita il museo sia quello virtuale. Se si pensa – ha aggiunto Giulierini - che in tutto il mondo si potrà interagire con i contenuti storici del nostro Istituto e della città di Napoli attraverso questo peculiare strumento, ormai annoverato tra le nuove forme d’arte, non si può che essere soddisfatti della nostra disseminazione culturale. Se prima erano le sole mostre a parlare del MANN in molte città estere, ora una straordinaria avventura digitale ci farà dialogare con migliaia di potenziali, nuovi visitatori, amanti dell’arte, studenti, soprattutto giovani: e che sia il Passato ad imbracciare le armi del Futuro la dice lunga sulla nostra volontà di presentarci come un cantiere dove tutto si può sperimentare”.

Convinto della scelta si è detto anche il prof. Ludovico Solima, promotore dell’iniziativa. “Ho fatto qualche ricerca – ha spiegato – e mi sono reso conto che il rapporto tra videogiochi e musei è ancora allo stato embrionale, non solo in Italia ma anche all’estero, dove le sperimentazioni si contano sulle dita di una mano.” Obiettivo di questa interazione fra tecnologia e cultura è quello di agevolare la visibilità, “un aspetto importante – ha aggiunto Solima –  perché se un museo non si conosce, non si può decidere di visitarlo. Non è un caso, quindi, che da subito il videogioco è stato sviluppato sia in lingua inglese che in italiano. Esso rappresenta una nuova forma di contaminazione che consente sicuramente di intercettare nuove tipologie di utenti, i quali potranno tradursi, un domani, in nuovi visitatori”. Tale potenziale sembra evidenziato dai numeri di un fatturato che a livello mondiale ha superato nel 2016 i 90 miliardi di dollari, mentre in Italia secondo l’associazione di settore (AESVI), i videogiochi hanno interessato nel 2015 circa 18 milioni di persone con più di 14 anni: “Se il videogioco del MANN, gratuito e senza pubblicità, fosse scaricato dallo 0,5% di questo target potenziale – osserva Solima –  il museo potrebbe raggiungere circa 90mila persone, che sono molto più di quelle con cui entra attualmente in relazione attraverso l’uso dei social media. Se poi estendessimo questo ragionamento al mondo intero, i risultati potrebbero risultare ancora più interessanti”.

Father and Son, scena d'epoca nelle vie di Napoli

Father and Son, scena d’epoca ambientata nelle vie di Napoli

Naturalmente a fare la differenza sarà la capacità di coinvolgimento del videogioco: “Father and Son – spiega Solima – è stato pensato come una nuova forma di storytelling, cioè come un nuovo modo di raccontare il museo, la sua storia e le sue collezioni utilizzando una dimensione narrativa molto coinvolgente, una grafica molto elegante ed una colonna sonora originale molto bella. Ci sono insomma tutti gli ingredienti perché possa risultare un prodotto accattivante, da scaricare ed esplorare. Si tratta pur sempre di una prima sperimentazione, per cui sarà necessario valutare con attenzione i risultati ottenuti, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo. Se saranno incoraggianti, il MANN potrà decidere se proseguire su questa strada anche in futuro”.

Father and Son, il protagonista in visita agli scavi di Pompei

Father and Son, il protagonista in visita agli scavi di Pompei

Intanto prosegue alacremente il lavoro del team di Fabio Viola, il quale ha spiegato come in Father and Son “due mondi, apparentemente lontani, dialogano per raggiungere, toccare e sensibilizzare il pubblico mondiale sul complesso tema del rapporto tra presente e passato”. Il giocoha aggiunto il presidente di TuoMuseo - “prende vita attraverso una pioneristica esperienza di ‘storydoing’, un nuovo modo di fare storytelling ponendo al centro il protagonismo ed il coinvolgimento del fruitore”. In attesa del suo rilascio in rete, è disponibile on line il sito ufficiale www.fatherandsongame.com dove il visitatore potrà visualizzare un’anteprima dei contenuti nonché inviare una lettera ad una persona a lui cara. Un’idea di interazione che richiama l’incipit ed la copertina attuale del gioco: un padre che invia una lettera al figlio. Attive anche una pagina FB ed un profilo Twitter sui quali sarà possibile seguire tutte le novità relative all’iniziativa.

Father and Son, developed by TuoMuseo, published by Museo Archeologico Nazionale di Napoli

Father and Son, developed by TuoMuseo, published by Museo Archeologico Nazionale di Napoli

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