Eccezionale scoperta in Calabria. Dal fiume Neto riemerge una tomba di oltre 3 mila anni fa

La tomba a cista litica  del Bronzo Medio, ritrovata lungo il fiume Neto - © Guardia di Finanza - Crotone

La tomba a cista litica del Bronzo Medio, ritrovata lungo il fiume Neto (Kr)- © Guardia di Finanza – Crotone

di Redazione FdS

Il ritrovamento è avvenuto in uno dei luoghi più leggendari della Calabria, quel fiume Neto cantato nel IV sec. a.C. dal celebre poeta siracusano Teocrito e presso il cui delta la tradizione vuole fossero approdate nei tempi remoti della guerra di Troia le navi di un gruppo di Achei di ritorno verso la madrepatria, i quali – fermatisi ad esplorare i luoghi – avrebbero lasciato incustodite le navi prontamente incendiate dalle prigioniere troiane rimaste a bordo e stanche dell’interminabile e faticoso viaggio; un episodio la cui memoria sarebbe racchiusa nella stessa presunta etimologia del nome Neto (da ναῦς: nave e αἴθω: bruciata). Il fiume Neto, secondo corso fluviale della Calabria dopo il Crati, nasce sull’altopiano della Sila e sfocia, dopo 80 km, sul Mar Jonio fra i comuni di Strongoli e Crotone, dopo aver attraversato due province. Su un tratto attualmente in secca del suo letto, in territorio di Crotone, è riemersa nei giorni scorsi una antichissima sepoltura a cista con urna cineraria, rarissima testimonianza di insediamento dell’età del Bronzo medio (2000-1550 a.C.).

A fare la scoperta, lo scorso 17 aprile, alcuni agenti della Guardia di Finanza del Comando provinciale di Crotone che negli ultimi giorni, durante normali attività di controllo economico del territorio, avevano notato strani movimenti di persone nella zona. La rilevanza del ritrovamento è stata confermata dall’ispettore onorario del Mibact, Paolo Nereo Morelli, che immediatamente contattato e giunto sul posto, ha constatato la presenza della tomba risalente a molto tempo prima della colonizzazione greca dell’VIII sec. a.C. La scoperta è ora passata all’attenzione della Soprintendenza regionale per i Beni culturali che ha già avviato i rilievi sul contesto e le attività di messa in sicurezza del sito. Grazie al pronto intervento dei finanzieri, il luogo non rimarrà dunque esposto al pericolo di razzie da parte dei tombaroli, purtroppo molto attivi in questa zona dal passato plurimillenario. Nel video seguente la riprese (senza audio) effettuate sul sito dalla Guardia di Finanza.

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Un commento

  1. Elsa Sivoriani

    Scoperta interessantissima, ma quello che mi lascia allibita è la metodica di scavo del signore che compare nel video. Sembra che stia zappando. Un reperto così delicato trattato in quel modo! Non ho mai visto nulla del genere. Si rischia di cancellare tracce importanti.

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