Comitato d’Onore

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semper virens

“SEMPER VIRENS”

Il Comitato d’Onore del Magazine FAME DI SUD raggruppa una serie di persone, fra studiosi, artisti, giornalisti ed esponenti di varie altre discipline della cui amicizia siamo orgogliosi e che hanno scelto di manifestare il loro sostegno morale a questo nostro ambizioso progetto editoriale, talora mettendo a disposizione suggerimenti, stimoli e, perchè no, anche contributi testuali che vanno ad arricchire il ‘racconto’ di questo nostro viaggio attraverso il SUD.

roraima andriani - ph. ferruccio cornicelloRoraima Ana Andriani, pugliese di Giovinazzo (Bari), è il Direttore di Gabinetto del Segretariato Generale dell’INTERPOL, la nota organizzazione internazionale dedita alla cooperazione di Polizia e al contrasto del crimine internazionale, con sede a Lione. E’ la prima donna nella storia dell’ente ad occupare questo ruolo. Laureata in Giurisprudenza con piano di studi internazionale presso l’Università di Bari, ha vinto una borsa di studio in Cooperazione Internazionale presso il Segretariato Generale della Commissione Europea a Bruxelles e due concorsi pubblici fra cui quello in Polizia, corpo di pubblica sicurezza nel quale riveste il grado di Colonnello. Una delle operazioni di polizia che hanno dato lustro alla sua già brillante carriera è stata la cattura di un pericoloso pedofilo canadese, ricercato da 186 polizie: a seguito della decrittazione di un filmato pedopornografico, ottenne un’immagine del suo volto che non era schedato. La sua intuizione le suggerì di pubblicare la foto su internet e sui giornali: l’uomo fu arrestato. La sua visione del successo è “perseverare negli obiettivi, interloquire con contesti multiculturali, seguire aspetti specialistici e tempestività nella scelta del percorso di carriera quando altri non hanno colto le possibilità di sviluppo. E un po’ cogliere anche la casualità”. Cosmopolita per scelta e per convinzione, coltiva un amore profondo per la sua terra e per la sua famiglia, sentimento che ne fa un’autentica donna del Sud.

momo calascibettaMomò Calascibetta, siciliano di Palermo, è un artista di fama internazionale. Laureato in Architettura nel 1977 con Gregotti e Pollini, ha scelto la Pittura praticata sin da piccolo. Leonardo Sciascia a cui è stato legato da grande rapporto di amicizia ha definito la sua pittura come “il racconto dettagliato dell’imbestiamento di una classe di potere già sufficientemente imbestiata nella più lata avarizia e nella più lata rapacità…”. Nel 1982 l’artista si è trasferito a Milano, ma da allora sarebbe tornato ogni anno in Sicilia per non interrompere l’appassionante escursione nelle viscere dell’isola, nel cui capoluogo possiede il suo secondo studio. Dopo aver indagato l’ambiguo mondo che ruota intorno al potere corrotto, i “relitti umani” di Calascibetta “…si preparano ad un atto unico, quello dell’ effusione amorosa, della totale consunzione carnale, del deliquio dei sensi nella sfrenatezza di un’avida passione, ma pervasi da una pietas che li riconduce ad una possibilità di speranza.” Tra il ’94 e il ’99, l’artista si è dedicato a progetti di architettura e la sua attività creativa si è espressa l’esigenza di impadronirsi dei luoghi umani e dei suoi materiali, di trasformare e plasmare le materie esaltandone in chiave antiminimalista forma, funzione e qualità puramente estetiche. La sperimentazione sui materiali, lo ha condotto alla scoperta della scultura in terracotta. In occasione della 51a Biennale di Venezia Calascibetta ha denunciato come l’arte italiana non sia morta bensì ammorbata da una volontà dominante verso il crescente dilagare di uno sporco e corrotto mercato dell’arte monopolizzato da lobby finanziarie-culturali. I recenti conflitti e il terrorismo internazionale lo hanno portato a soffermarsi sulle case dilaniate dalle bombe “intelligenti”, sui bambini assenti, sperduti e soli. Ha realizzato opere in cui la casa diventa memoria della infanzia sicura, unico luogo inviolabile, unico rifugio che l’uomo possiede. Sempre attento alla società che cambia, con la guerra in Irak Calascibetta ha puntato il suo focus sui bambini che fuggono dalle case, che cercano tra rifiuti del mondo, che vagano tra i vicoli delle città-metropoli: è nata così la tematica “I bambini sulle strade del mondo”. Calascibetta tiene regolarmente mostre in tutta Italia e in città estere come New York, Zurigo, Madrid, Praga, Los Angeles, Bruxelles, San Paolo del Brasile.

Margherita_CorradoMargherita Corrado, calabrese, è nata a Crotone nel 1969. Si è laureata in Lettere Classiche (indirizzo archeologico) presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e specializzata presso la Scuola di Specializzazione in Archeologia di Matera. Romanista di formazione, ha prestissimo orientato i propri interessi verso l’età post-classica, con particolare riferimento all’alto Medioevo di marca bizantina. Dopo un lungo tirocinio nel volontariato archeologico, dal 1996 lavora come collaboratrice esterna per la Soprintendenza Archeologica della Calabria. Negli anni, è stata incaricata della catalogazione di migliaia di reperti di diversa origine e cronologia ed ha operato sul campo in tutte le provincie calabresi (saltuariamente anche in Puglia), affiancando la Direzione Scientifica nell’indagine stratigrafica di siti databili dall’età arcaica fino al XIX secolo, compresi importanti cantieri di archeologia urbana, aree santuariali magnogreche ed edifici di culto cristiani. Ha collaborato con l’Amministrazione anche per l’allestimento di mostre temporanee e di esposizioni museali permanenti. E’ autrice di un centinaio di pubblicazioni, una decina delle quali monografiche, eterogenee per impostazione, cronologia e contenuti ma con una spiccata predilezione per la cultura materiale e le arti minori (in particolare l’oreficeria), molte delle quali edite negli atti di convegni nazionali e internazionali. E’ membro della Società degli Archeologi Medievisti Italiani, dell’Istituto per gli Incontri di Studi Bizantini, del Circolo di Studi Storici Le Calabrie e dell’Istituto Italiano dei Castelli. Collabora con l’Ufficio Beni Culturali dell’Arcidiocesi di Crotone-Santa Severina. Referente del Gruppo FAI di Crotone dal 2013, è anche socia fondatrice di un paio di associazioni culturali a carattere locale per conto delle quali svolge attività didattica nelle Scuole e cura visite guidate gratuite tese ad avvicinare la cittadinanza ai temi dell’archeologia e della storia calabrese.

francesco cuteriFrancesco A. Cuteri, calabrese, è nato a Catanzaro nel 1963. Si è laureato in Archeologia Medievale a Siena con il prof. Riccardo Francovich, si è perfezionato in archeologia a Firenze ed ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca a Pisa. E’ stato professore a contratto di “Archeologia e rilevamento dell’edilizia storica” e di “Archeologia Medievale” presso l’Università Mediterranea di Reggio Calabria dal 1999 al 2011. Ha condotto molte ricerche in Toscana, Calabria, e Grecia, dove ha tenuto corsi di introduzione all’architettura bizantina. E’ socio dell’Associazione Italiana per lo Studio e la Conservazione del Mosaico, dell’Associazione Italiana di Studi Bizantini, della Società degli Archeologi Medievisti Italiani, della Deputazione di Storia Patria per la Calabria. E’ autore di numerosi saggi su temi archeologici, minerari e d’architettura e di alcune guide sulla Calabria antica e medievale. E’ impegnato in campagne di scavo a Stilo, Tropea, Castelmonardo (Filadelfia) e Monasterace Marina. In quest’ultima località è stato artefice della scoperta di un prezioso mosaico di età ellenistica, raffigurante draghi marini e delfini, che può essere considerato il più grande e articolato della Magna Graecia.

augusto_de_lucaAugusto De Luca, napoletano, è uno fra i fotografi più affermati nel panorama italiano. Laureato in Giurisprudenza, opera nel campo della fotografia professionale fin dalla metà degli anni ’70. Si è dedicato sia alla fotografia tradizionale sia alla sperimentazione ed ha praticato diversi generi fotografici, adoperando i più svariati materiali. Il suo stile, come rilevato dalla critica specializzata, si caratterizza per una particolare attenzione volta ad evidenziare le minime unità espressive dell’oggetto inquadrato. Accanto ad immagini di netto realismo nella sua produzione compaiono altre nelle quali le forme e i segni si correlano fra loro in accostamenti ispirati alla lezione della metafisica. Ha esposto in gallerie italiane ed estere, presso musei, alla Camera dei Deputati, in diversi istituti di cultura italiana e sedi universitarie all’estero. Le sue fotografie compaiono in diverse collezioni pubbliche e private come quelle della Biblioteca Nazionale di Parigi, dell’Archivio Fotografico Comunale di Roma, della International Polaroid Collection (USA), della Galleria nazionale delle arti estetiche della Cina (Pechino), del Museo de la photographie di Charleroi (Belgio). Ha pubblicato diversi libri fotografici fra i quali “Roma nostra” con il quale ha vinto il Premio Città di Roma. Dal 2005, nell’intento di valorizzare e salvaguardare i migliori esempi di street art, sta procedendo ad un’opera di scollatura dai muri di Napoli e di conservazione dei più bei graffiti dei writers partenopei, raccogliendo tag di varie forme e dimensioni.

rosa maria delli quadriRosa Maria Delli Quadri (PhD), molisana, insegna Storia del Mediterraneo Moderno presso l’Università degli Studi di Napoli ‘L’Orientale’. I suoi interessi di ricerca sono rivolti ai rapporti diplomatici e culturali tra Inghilterra e Mediterraneo, alla presenza di viaggiatori americani impegnati nella scoperta del Sud Italia e dell’area mediterranea nella prima metà dell’Ottocento, a cui ha già dedicato diverse monografie e articoli, e alla storia dell’editoria napoletana ottocentesca. Il suo libro Nel Sud romantico. Diplomatici e viaggiatori inglesi alla scoperta del Mezzogiorno borbonico (Guida 2012) ha ricevuto un riconoscimento speciale dal Premio Sele d’Oro Mezzogiorno, XXIX Edizione, Oliveto Citra (Sa) 2013.

anna ferrariAnna Ferrari, torinese, laureata in archeologia e storia dell’arte greca, ha diviso i suoi interessi tra il campo dell’editoria (è stata per molti anni caporedattore e responsabile del catalogo di cultura generale della casa editrice Utet) e quello della ricerca e della divulgazione nel campo dell’antichità classica. Studiosa di mitologia, archeologia e storia dell’arte greca e romana, ha pubblicato numerosi saggi e tre fortunati dizionari (Dizionario di mitologia, Utet, Torino 1999; Dizionario dei luoghi letterari immaginari, ivi 2006; Dizionario dei luoghi del mito. Geografia reale e immaginaria del mondo classico, Rizzoli, BUR, Milano 2011). Ha collaborato con le Università di Torino e di Vercelli e con la Scuola Holden di Torino di Alessandro Baricco; ha tenuto lezioni, conferenze e seminari in numerosissime località in Italia e all’estero (Argentina, Brasile, Svizzera) e ha partecipato a numerose trasmissioni radiofoniche per la RAI, Radio 24 e la Radio della Svizzera Italiana. Scrive per varie riviste, tra cui “L’Indice dei libri del mese” e il periodico canadese “PanoramItalia”.

Antonio FlorioAntonio Florio, pugliese, è direttore d’orchestra, musicologo e compositore. Diplomato in violoncello, pianoforte e composizione presso il Conservatorio ‘Niccolò Piccinni’ di Bari, si è successivamente trasferito a Napoli presso il cui Conservatorio di S. Pietro a Majella svolge attività di docente di Musica da Camera. Da decenni si dedica alla ricerca musicologica contribuendo alla riscoperta di molte composizioni del repertorio barocco composto a Napoli fra il XVII e il XVIII secolo. Nel 1987 ha fondato l’ensemble orchestrale dei Turchini di cui è direttore e con il quale da 25 anni esegue concerti nei teatri e nelle sale da concerto più prestigiosi del mondo. Ha registrato oltre trenta album che danno una visione completa dell’attività musicale della Napoli dell’epoca barocca. Fra le opere da lui riscoperte, e talvolta ricostruite nelle parti mancanti, si ricordano La colomba ferita (1670), Il schiavo di sua moglie (1671) e La Stellidaura vendicante (1674) di Francesco Provenzale, Il disperato innocente di Francesco Boerio (1673), La finta cameriera di Gaetano Latilla (1673), Li zite’n galera di Leonardo Vinci (1722), Il Pulcinella vendicato di Giovanni Paisiello (1767) e La Statira di Francesco Cavalli (1655).

angelo forestiAngelo Foresti, originario dell’Isola d’Elba, è consulente e critico enogastronomico. Allievo del grande maestro Luigi Veronelli e di Giacomo Bologna, in passato è stato fondatore di un ristorante di prestigio che per anni ha campeggiato ai vertici delle classifiche delle più importanti guide gastronomiche. Autore di varie pubblicazioni, ha avuto modo di esprimere la sua profonda conoscenza in numerose trasmissioni televisive condotte da Edoardo Raspelli, Carla Urban, Wilma De Angelis e Max Laudadio. Già collaboratore della Guida ai Vini d’Italia del Gambero Rosso, oggi è tra gli autori dei testi della prestigiosa Guida ai Ristoranti dell’Espresso. Da qualche tempo ha instaurato uno stretto legame con la Puglia dove trascorre una buona parte dell’anno fra lavoro e vacanze.

gambalePiero Gambale, pugliese, è laureato con lode in diritto parlamentare presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università LUISS Guido Carli di Roma; successivamente ha conseguito il titolo di dottore di ricerca in diritto pubblico comparato presso l’Università degli Studi di Siena. Lavora dal 2001 presso la Camera dei Deputati e, dal gennaio 2016, è distaccato presso gli Uffici di diretta collaborazione del Ministero dei Beni Culturali e del Turismo. Collabora da tempo con prestigiosi centri di ricerca universitari, quali il Centro di ricerca sulle amministrazioni pubbliche “V. Bachelet” e il Centro studi sul Parlamento (CESP) della Luiss Guido Carli; è socio del Devolution Club e dell’Associazione “Gruppo di Pisa” sulla giustizia costituzionale. Ha seguito corsi di alta formazione di diritto costituzionale in Italia e svolto periodi di ricerca in Germania presso il Max-Planck-Institut fǖr ausländisches öffentliches Recht und Völkerrecht. Ha inoltre svolto interventi in convegni e seminari di studio in Italia e all’estero, in particolare presso alcune università della Polonia. È autore di numerosi articoli di diritto pubblico, costituzionale e parlamentare, oltre ad aver curato dal 2006, con i Professori G. C. De Martin e Z. Witkowski, i seguenti volumi: Riforme costituzionali e itinerari della democrazia: Italia e Polonia a confronto, Atti del I Colloquio italo-polacco sulle riforme istituzionali, Padova, 2007, Le evoluzioni della legislazione elettorale “di contorno” in Europa, Atti del III Colloquio italo-polacco sulle riforme istituzionali, Padova 2011 e Parlamenti, politiche pubbliche e forme di governo: esperienze e prospettive in Italia e Polonia, Milano, 2016, Atti del V Colloquio italo-polacco sulle riforme istituzionali. Particolarmente legato da passione civica all’amata terra pugliese, traduce questo suo sentimento attraverso il sostegno a diverse realtà associative impegnate nel Mezzogiorno d’Italia, quali Il Meglio della Puglia, associazione di promozione socio-culturale, della quale è presidente, dal 2014, e la Fondazione Apulia Felix, della quale è socio sostenitore. È anche membro del direttivo della Famiglia Dauna di Roma.

G. MacriGiuseppe Fausto Macrì, calabrese di Bovalino (Reggio Calabria), è ingegnere per formazione e storico per passione. Socio della Deputazione di Storia Patria per la Calabria ed appassionato di cartografia antica della Calabria e del Sud Italia, ha già pubblicato Mari di carta. La storia di Domenico Vigliarolo, un cartografo italiano al servizio del Re di Spagna (Rubbettino, 2007), La sentinella perduta – La Torre di Pagliapoli (Francopancalloeditore, 2008), e curato la traduzione italiana di tre lettere di C. A. Pilati, che, assieme ad una lunga introduzione, costituiscono il corpus di Per antichi sentieri (Rubbettino, 2010). Annovera, inoltre, la compilazione del Catalogo della Mostra di Cartografia storica “… E la terra diede vento …” (Locri, 2008), e la curatela degli Atti del Convegno di Locri-Gerace “Giochi di specchi. Spazi e paesaggi mediterranei fra storia ed attualità” (2008), e diversi articoli in riviste scientifiche nazionali ed estere. In ultimo, a seguito del rintracciamento presso la Harvard Library di una serie inedita di disegni di Edward Lear ha dato alle stampe, per i tipi di Laruffa,  Il Tempo, il Viaggio e lo Spirito, negli inediti di E. Lear in Calabria.

 

Pio_MeledandriNato nel 1951 a Bari, città dove vive e lavora, Pio Meledandri è stato Direttore del Museo della Fotografia del Politecnico di Bari fin dalla sua fondazione oltre che il fautore. E’ organizzatore di molteplici seminari, workshop e convegni sulla Fotografia sin dagli anni ’90. Ha seguito corsi formativi sulla comunicazione, motivazione del Personale, sulla pubblicità nel pubblico impiego, sull’architettura del Paesaggio, su software dedicati ecc. E’ stato per sei anni componente del Senato Accademico del Politecnico di Bari. Relatore a convegni e festival sulla fotografia in Italia e in Francia. Autore di articoli su Fotografi e personalità del mondo della Fotografia è organizzatore curatore di mostre e cataloghi fotografici. Nel 2010 ha fondato il Laboratorio di Fotografia del Museo della Fotografia del Politecnico di Bari, per il quale predispone, organizza e coordina corsi, incontri, seminari e workshop dedicati al cinema, alla fotografia e alla cultura visiva. Si dedica dal 2008 alla lettura dei portfolio. Lavora nell’Università dal 1974. Ha prodotto alcuni cortometraggi dedicati alla didattica e alla ricerca, nonché presentato fotografie su testi, pubblicazioni e riviste scientifiche di Istologia, Storia, Arte, Archeologia, Urbanistica. Ha pubblicato foto su quotidiani e partecipato a diverse mostre collettive.

domenicaDomenica Minniti Gonias (PhD, MA), calabrese, è Professore Associato di Linguistica Italiana presso l’Università di Atene. Ha insegnato materie linguistiche e traduzione nel Pánteion Panepistémion di Atene ed è stata visiting professor di Greco moderno nell’Università della Calabria e di Pisa. E’ autrice di monografie e articoli sulla lingua e la cultura dei grecofoni di Calabria, sulla questione della lingua negli scritti di intellettuali italiani e greci e sui prestiti lessicali dell’italiano nel neogreco.

petrellaDaniele Petrella, napoletano, classe 1978, è archeologo. Laureatosi in Archeologia Estremo Orientale con specializzazione sul Giappone, ha completato il Ph.D. in Archeologia (Rapporti tra Oriente ed Occidente) presso l’Università di Napoli “L’Orientale”. Nel 2006 si è perfezionato anche in Archeologia Subacquea con l’International Academy of Underwater Sciences and Techniques. Dal 2003 al 2009 ha lavorato in scavi archeologici in tutt’Italia con le cooperative di scavo Archeologia di Firenze e New Archaeology ed in Irlanda con il CRDS. Nel 2005 si è impegnato nella tutela dei diritti della categoria degli archeologi, diventando il Direttore nazionale del primo direttivo dell’Associazione Nazionale Archeologi. Nel 2009, ha fondato la Società Cooperativa Archeologiattiva impegnata nel realizzare servizi per l’archeologia. Ha partecipato alle Spedizioni Archeologiche Italiane in Oman con l’Università di Pisa per lo scavo della città di Khor Rori ed in Nepal con l’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” per la missione a Gotihawa. Nel 2009, è stato ideatore e Direttore della Prima Spedizione Archeologica di un paese occidentale in Giappone alla ricerca della flotta di Kubilai Khan, supportata e cofinanziata dal Ministero degli Affari Esteri della Repubblica Italiana e dalla Nippon Foundation, in collaborazione con la Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana e lo A.R.I.U.A (Asian Research Institute for Underwater Archaeology). E’ tra i principali sostenitori della teoria secondo cui Marco Polo non sarebbe mai arrivato in Cina, allegando agli ormai decennali studi filologici sul tema, quella che sembra essere la prima prova materiale a sostegno della teoria; prova che proviene dai mari del Giappone. Nel 2012, ha fondato l’IRIAE (International Research Institute for Archaeology and Ethnology) nella convinzione che la ricerca archeologica, antropologica e la capacità di comunicare queste materie in modo efficace, siano le chiavi di accesso per conoscere il mondo, l’uomo e migliorarlo. Queste scienze possono essere perno dello sviluppo sociale, culturale e dei rapporti internazionali.

marco pollaciMarco Pollaci, romano, è musicologo. Dopo la maturità classica si è laureato in Discipline delle arti, della musica e dello spettacolo (DAMS) ad indirizzo musicologico presso la facoltà di Lettere e filosofia dell’Università degli studi “Tor Vergata” di Roma con una tesi in Teoria ed analisi della musica. Ha studiato pianoforte presso il conservatorio “O.Respighi” di Latina e presso il conservatorio “Santa Cecilia” di Roma e anche canto lirico con il Maestro Roberto Bencivenga. Ha proseguito gli studi musicali iniziando a studiare composizione ed attualmente sta svolgendo un dottorato di ricerca in Inghilterra, presso il Department of Music della Nottingham University, in Music Theory, Analysis and Composition. Ha collaborato con alcune riviste ed ha in atto alcune pubblicazioni fra cui un testo dedicato alla formazione giovanile ed alle prime produzioni di Alfredo Catalani. Ha recensito pubblicazioni di altri autori fra i quali Giorgio Sanguinetti, Philip Gosset, Nicholas Baragwanath. Ha partecipato ad alcuni convegni con contributi dedicati alla formazione del compositore nell’Ottocento ed all’eredità della didattica della scuola napoletana di composizione, fra cui The Training of Opera Composers: Giovane Scuola’s Composers and the Legacy of the Italian Composition School, 14th International Conference of the Dutch-Flemish Society for Music Theory, Antwerp, April 27-29 2012; Influenze delle tradizioni didattiche compositive nella produzione operistica di fine Ottocento: una prospettiva di analisi per il repertorio operistico, IX Convegno di Analisi e teoria musicale, Istituto Pareggiato “Lettimi”, Rimini,14-16 settembre 2012; Tradizione compositiva italiana e prassi didattica francese nella formazione del giovane Massenet, Massenet and the Mediterranean Word, International Conference, Complesso monumentale di San Micheletto, Lucca, 30 novembre – 2 dicembre 2012; Pedagogic tradition in Verdi’s early works: innovation, culture, and politics, Verdi’s Third Century Italian Opera Today, American Institute for Verdi Studies, New York University, October 9-13, 2013. I suoi campi di ricerca riguardano la musica del Settecento e dell’Ottocento con particolare riferimento allo studio della teoria e della prassi compositiva e all’approccio analitico. Una specifica attenzione è rivolta alla “scuola napoletana” in Italia tra Sette e Ottocento ed alla musica operistica di questi due secoli.

nicola scardicchioNicola Scardicchio, pugliese, è compositore, direttore d’orchestra, docente di Storia ed Estetica della Musica presso il Conservatorio ‘Niccolò Piccinni’ di Bari. Laureato in Lettere Classiche presso l’Università degli Studi di Bari con una tesi su Gustav Mahler, è autore di composizioni di musica sinfonica, cameristica vocale e strumentale, di musica sacra, di opere teatrali e di numerose trascrizioni e arrangiamenti soprattutto delle musiche del celebre compositore Nino Rota di cui è stato discepolo e della cui opera compositiva è il massimo esperto in Italia. Fa parte del comitato scientifico dell’archivio ‘Rota’ presso la Fondazione ‘Giorgio Cini’ di Venezia, si occupa dell’edizione critica delle opere del compositore milanese ed ha collaborato a molte delle incisioni discografiche delle sue musiche. E’ consulente per le edizioni musicali della casa editrice tedesca Schott.

rsRoberta Schenal, torinese, laureata in Archeologia della Magna Grecia a Torino, ha avviato la sua attività professionale di archeologa collaborando con la Soprintendenza della Calabria a Locri Epizefiri. Alle ricerche sul campo ha preferito in seguito l’attività di catalogazione – coordinando tra l’altro progetti su base regionale – e di divulgazione, per conto del Ministero dei Beni Culturali e dell’Università della Calabria. Ha partecipato all’allestimento di Musei nella sua regione ed attualmente rientra nel gruppo di progettazione del percorso allestitivo del nuovo Museo Nazionale di Reggio Calabria. Ha lavorato in mostre a carattere tematico sui vari aspetti della civiltà della Magna Grecia ed in altri allestimenti temporanei, come quello dei reperti al momento esposti, insieme ai Bronzi, presso la sede del Consiglio regionale della Calabria Palazzo Campanella. E’ fra gli autori del Corpus dei pinakes locresi ed ha firmato numerose schede di reperti archeologici dalla Calabria esposti in mostre nazionali ed internazionali. Il suo interesse alla divulgazione dei beni culturali calabresi si è anche esplicitato nel campo storico-artistico, grazie alla redazione di guide turistiche, all’attività di art tutor per conto di FMRArte ed ora alla collaborazione con Grand Tour-Incontri con l’arte.

Nuccio-Schepis-at-workCosimo Giorgio Schepis (Nuccio), calabrese, è restauratore, scultore e pittore. Nato a Reggio Calabria, si è diplomato presso il Liceo Artistico “Mattia Preti” e poi in scultura presso l’Accademia di Belle Arti della sua città. Nel 1978 ha lasciato la Calabria per trasferirsi a Cortina d’Ampezzo, dove ha insegnato presso il locale Istituto d’Arte, e poi a Milano, dove ha lavorato come restauratore di affreschi, stucchi e cornici, presso la Pinacoteca di Brera. Sempre a Milano, ha fondato il gruppo “I Mediterranei”. Nel 1986 si è trasferito a Roma, dove ha lavorato presso l’Istituto Nazionale per la Grafica come restauratore e stampatore d’Arte. Ha peraltro continuato la sua ricerca come scultore, pittore ed incisore. Ha frequentato un gruppo di artisti della Scuola Romana ed Internazionale, tra questi il gruppo storico dei “Trattisti” con i quali ha intrapreso una interessante ricerca artistica. E’ dal 1982 che frequenta gli Stati Uniti, dove nei suoi lunghi soggiorni continua la sua opera d’artista. Ha partecipato a numerose collettive e personali in Italia e all’estero, dove suoi lavori si trovano presso enti pubblici e collezionisti privati. Attualmente vive e lavora a Reggio Calabria come restauratore presso il Nuovo Museo Archeologico Nazionale. Negli ultimi quattro anni si è occupato del restauro dei Bronzi di Riace, della Testa del Filosofo e della Testa di Basilea. Vive tra Reggio Calabria, Roma e gli Stati Uniti.

giulia venezianoGiulia Veneziano, pugliese, è musicologa, laureata con lode presso la Scuola di Paleografia e Filologia musicale di Cremona (Università di Pavia) con una tesi di Storia e critica del testo musicale sulle Messe napoletane del Settecento; è dottoranda presso l’Università di Saragozza (Spagna) sotto la guida di Juan José Carreras con una tesi sulle cantate del compositore napoletano Leonardo Vinci, ed ha anche conseguito il Diploma in Archivistica e Paleografia presso l’Archivio di Stato di Bari. I suoi campi di ricerca riguardano la musica prodotta a Napoli nei secoli XVII e XVIII, con particolare attenzione alla cantata profana da camera, alla circolazione del repertorio e al ruolo dei protagonisti. Ha pubblicato articoli sulla musica barocca a Napoli in The New Grove Dictionary of Music and Musicians (2001), MGG, DBI, Enciclopedia Aragonesa, “Artigrama”, “Le fonti musicali in Italia”, nel volume Aspects of the Secular Cantata in Late Baroque Italy a cura di M. Talbot (Ashgate 2009), e inoltre l’edizione critica delle Arie per Farinelli di E. R. Duni. Di recente ha pubblicato lo studio “Napoli è tutto il mondo”: la cappella musicale del Pio Monte della Misericordia di Napoli (1616-1749), in Actes du colloque international «Les capitales méditerranéennes de la culture (I) Naples, lieu de convergences : circulation des langues et des arts en Méditerranée», mentre è in corso di pubblicazione il saggio «Strategie di accoglienza nei circuiti professionali: i musicisti “forestieri” nelle istituzioni napoletane», in Musicisti europei a Venezia, Roma e Napoli (1650-1750), per la collana “Analecta musicologica” vol. 51 (2013). Ha curato programmi di sala per teatri e festival italiani e stranieri e incisioni discografiche di gruppi come i Turchini di Antonio Florio e Accordone. Ha insegnato Storia della Notazione Musicale al Master di Musica Antica della Università della Basilicata, presieduto da Claudio Abbado, e attualmente è docente di Storia della musica per didattica al Conservatorio “G. da Venosa” di Potenza.

Nicola-Vigilanti-300x232Nicola Vigilanti è nato a Bari nel 1977. Dopo una formazione universitaria in Scienze Politiche e in Economia internazionale si è dedicato a tempo pieno alla fotografia, grande passione che precede i suoi studi accademici. Nei primi anni di attività, ha concepito e realizzato progetti fotografici sulle realtà industriali del proprio territorio, la Puglia, e sui luoghi abbandonati tra Basilicata e Calabria. Nel 2004 si è trasferito a Milano per una breve ma preziosissima collaborazione con l’agenzia fotografica Sea&See. In qualità di freelance è tornato a dedicarsi a tempo pieno a progetti fotografici su realtà industriali e lavorative, questa volta su scala internazionale, mentre il progetto sui luoghi abbandonati resta una costante delle sue ricerche fotografiche. Si è trasferito a Parigi e, nel 2007, è entrato a far parte dell’agenzia Gamma, storica agenzia di fotoreporters. Dal 2008 al 2013 Nicola Vigilanti ha lavorato su temi sociali, in collaborazione con importanti organizzazioni internazionali. Nel 2010 ha iniziato a lavorare sul tema del traffico di esseri umani, in particolare in Africa Occidentale. Nel 2011, ha esposto parte di tale progetto al festival internazionale di fotogiornalismo “VISA pour l’image”, a Perpignan. Tra il 2010 e il 2011, nell’ambito della sua collaborazione con “Medecins Sans Frontieres” ha realizzato documentari sulle catastrofi umanitarie conseguenti al terremoto in Haiti (2010) e alla Guerra civile in Costa d’Avorio (2011). La conoscenza di realtà molto diverse e le esperienze vissute in circa ottanta paesi visitati in tutto il mondo hanno alimentato i suoi sogni, progetti e passione per la fotografia.

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