Castiglione di Paludi: in Calabria, una ”perla” archeologica sconosciuta e trascurata

Calabria - Lo splendore mediterraneo del contesto naturale in cui sorge il sito archeologico di Castiglione di Paludi (Cosenza)

Calabria – Lo splendore mediterraneo del contesto naturale in cui sorge il sito archeologico di Castiglione di Paludi (Cosenza) – Ph. © Ferruccio Cornicello | La photogallery completa a fondo pagina

di Enzo Garofalo

Dopo aver fatto una bella scorta di immagini del suggestivo Castello dell’Arso, il nostro viaggio in questo circondario calabrese ricco di storia e di poetici paesaggi naturali, è proseguito verso il sito archeologico di Castiglione di Paludi (Cosenza), a circa 30 km a nord-ovest di Mandatoriccio. In qualche tornante ci è apparso in lontananza, luminoso ed azzurro, lo strabiliante spettacolo del mar Jonio, con una vista che abbraccia larghi tratti calabresi del vasto Golfo di Taranto.

Confesso che la mia curiosità per Castiglione era alle stelle considerato che il nostro fotografo Ferruccio Cornicello sosteneva da giorni che quel sopralluogo mi avrebbe senza dubbio sorpreso. E in effetti poco sapevo di quel sito, a parte il fatto che in scavi condotti fra la fine degli anni ’40 e i primi anni ’50 erano emersi reperti di una necropoli dell’età del ferro (IX-VIII sec. a C.) riconducibile alla popolazione degli Enotri, residenti in gran parte del sud Italia prima della fondazione delle colonie greche e prima dell’avvento dei romani. In realtà la presenza umana documentata nel sito è molto più ampia ed arriva fino alla creazione di un centro fortificato in piena età ellenistica (IV-III sec. a.C.) abitato dai Bretti. Ed è proprio a quest’ultima città che si riferiscono i macroscopici resti di una cinta muraria costruita in opera isodoma con blocchi parallelepipedi di arenaria, di cui si vedono le tracce già all’inizio del viale che conduce nell’area archeologica. Un ingresso che definire suggestivo è dir poco, posto com’è fra una rupe semicoperta di macchia mediterranea a destra, e un’ampia vallata circondata da dolci e verdeggianti colline costellate di uliveti a sinistra: un’immagine arcadica che come un sogno ad occhi aperti andava componendosi di fronte al nostro sguardo.

Ci siamo così avviati lungo il viale aspettandoci di trovare il cancello aperto, come altre volte era capitato a Ferruccio…e invece ecco pararsi davanti a noi le sue verdi sbarre apparentemente invalicabili. Il timore di aver fatto un viaggio a vuoto è però durato appena un attimo, prima che il cancello si aprisse improvvisamente da solo, come spinto da una mano invisibile, e in un momento in cui non c’era un alito di vento. Divertiti dalla curiosa ‘accoglienza’ ci siamo inoltrati su per la salita. Il luogo era completamente deserto perché gli scavi sono sospesi da anni e un’antica masseria riadattata a museo giace inspiegabilmente chiusa.

Tutt’intorno l’area appariva magicamente rischiarata dalle cangianti luci di un cielo costantemente conteso dal sole e dalle nuvole. Gli oltre trenta ettari di area archeologica si paravano di fronte a noi per lo più coperti da distese a perdita d’occhio di liquirizia, pianta veramente endemica in questa zona jonica, alternata ad alberi d’ulivo, sporadiche macchie di timo limoncino e cespugli di smilace, l’antica erba intrecciata in serti dalle baccanti, che di tanto in tanto faceva capolino sulle mura di cinta di quella che dovette essere una città decisamente imponente. L’impressione è infatti diventata netta nel momento in cui, costeggiato il lato orientale delle mura, ci siamo imbattuti in una porta di accesso con cortile interno, varie posterule e alcune torri circolari. Nella parte interna dell’area urbana gli scavi hanno invece restituito tracce di diversi edifici d’uso abitativo e un’area circolare con sedili scavati nella roccia o costruiti nella parte bassa della cavea in blocchi di arenaria, che dovette costituire un luogo di riunione. Il ritrovamento di un deposito di terrecotte votive emerso fuori dalla porta principale testimonia invece dell’esistenza di un luogo di culto.

Dopo la prima citata sessione, gli scavi furono ripresi tra il 1978 e il 1993, con qualche episodio in tempi più recenti. Ci sarebbe ancora tanto da scavare come mostrano intere distese di terreno inesplorato, il che consentirebbe di raccogliere molte più informazioni sull’identità del luogo. A tal proposito sono state formulate diverse teorie: in seguito ad esempio al rinvenimento di tegole con bolli in osco qualcuno ha supposto trattarsi di un centro brettio, identificabile con la città di Cossa, citata in un frammento di Ecateo di Mileto (VI secolo a.C.) e nel De bello civili di Cesare, che la colloca nel territorio di Thurii. Viceversa, in base alla concezione avanzata della cinta difensiva e al ritrovamento nel sito anche di iscrizioni in greco, si è ipotizzato che il centro (Kossa) sia di fondazione greca ma passato successivamente sotto il controllo brettio, e forse identificabile con una città fortificata voluta da Alessandro il Molosso nel territorio di Thurii, sul fiume Acalandros, di cui parla lo storico Strabone. Il centro sarebbe stato costruito come sede della lega italiota per sostituire la tarantina Eraclea.

Ad ogni modo, qualsiasi sia la sua origine, il luogo potrebbe riservare ancora molte sorprese e basterebbe il suo naturale splendore perché lo si consideri degno di un’attenzione – negli ultimi anni del tutto assente – che ne promuova al massimo grado lo studio e la divulgazione, con tutto ciò che ne conseguirebbe in termini di frequentazione e di creazione di un circolo virtuoso per il territorio e l’intera regione.

Nel suo straordinario connubio di natura e civiltà, a Castiglione di Paludi sembrano prendere corpo quelle immagini che il mondo antico è riuscito a trasmetterci di sè attraverso l’arte e la letteratura. Vi si respira la sua essenza, al punto che in questo scenario sembra di sentir riecheggiare i versi pastorali di Teocrito, suggestione letteraria improvvisamente rafforzata dall’inatteso spuntare – all’angolo di un plurimillenario bastione – di una piccola capra nera e bianca che ci ha osservati con aria perplessa prima di dedicarsi al suo passatempo preferito, brucare le nere drupe di una pianta di olivastro.

Abbiamo quindi ripercorso a ritroso il sentiero costeggiante le mura, deviando su alcuni terrazzamenti da cui si gode una splendida vista d’insieme fin verso la linea azzurra dell’orizzonte marino. Stavamo contemplando questa struggente bellezza quand’ecco apparire lungo il viale, un centinaio di metri sotto di noi, un vecchio pastore – avrà avuto più di ottant’anni – con un’ascia in spalla. Lo abbiamo visto sollevare il braccio e pensando volesse cordialmente salutarci, abbiamo ricambiato a gran voce. Invece l’uomo ci chiedeva se ci fossero animali nel punto in cui ci trovavamo. Abbiamo capito allora che era in cerca di quella capretta anarchica che poco prima ci aveva regalato un’impagabile suggestione poetica.

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Viagigo nella calabria jonica: Castiglione di Paludi

Salendo verso Castiglione di Paludi (CS)...veduta del Golfo di Coriglilano parte del più ampio Golfo di Taranto - Ph. © Ferruccio Cornicello

Viagigo nella calabria jonica: Castiglione di Paludi

Luci e ombre, salendo verso Castiglione di Paludi...sinuoso corso finale della fiumara Coserie alla cui foce in antichità sorgeva il porto che serviva l'abitato di Castiglione di Paludi e i territori circostanti - Ph. © Ferruccio Cornicello

Viagigo nella calabria jonica: Castiglione di Paludi

Salendo verso Castiglione di Paludi...costa dell'alto ionio cosentino sul Golfo di Corigliano parte del più ampio Golfo di Taranto alle propaggini nord della Piana di Sibari su cui si affacciano gli abitati di Cerchiara di Calabria e Cassano allo Jonio visibili sullo sfondo; in primo piano le acuminate cime del Monte Sparviere (1713 slm) del gruppo montuoso del Parco Nazionale del Pollino, versante calabrese - Ph. © Ferruccio Cornicello

Viagigo nella calabria jonica: Castiglione di Paludi

Salendo verso Castiglione di Paludi...veduta della costa jonica cosentina - Ph. © Ferruccio Cornicello

Viagigo nella calabria jonica: Castiglione di Paludi

Paesaggio di Castiglione di Paludi (CS), sito archeologico della città di Kossa, insediamento enotrio, brettio, greco, fra X e III sec. a.C. | "...Càstore dalle rapide puledre e Polluce dal bruno colorito se ne stavano entrambi in solitudine lontani dai compagni, ad osservare il bosco incolto e vario sopra il monte. Trovarono una fonte sempre viva sotto una liscia rupe, traboccante d'acqua limpida: i ciottoli sul fondo sembravano d'argento e di cristallo. Svettanti pini accanto erano sorti, pioppi, cipressi d'alta chioma, platani, fiori fragranti, grata occupazione delle api vellutate, tanto fitti quanto nei prati a fine primavera..." Teocrito, Idillio XXII (IV sec. a.C.) - Ph. © Ferruccio Cornicello

Viagigo nella calabria jonica: Castiglione di Paludi

La rupe di Castiglione di Paludi (CS) - Ph. © Ferruccio Cornicello

Viagigo nella calabria jonica: Castiglione di Paludi

Viale d'ingresso a Castiglione di Paludi (CS) | "Fonti muscose, erba più soffice del sonno, e tu, verde corbezzolo che le copri di macchie d’ombra, proteggete il mio gregge dall’arsura: già la torrida estate si avvicina, già si gonfia il germoglio sul molle tralcio." Virgilio, Bucoliche, VIIa Egloga (I sec. a.C.) - Ph. © Ferruccio Cornicello

Viagigo nella calabria jonica: Castiglione di Paludi

Tratto della cinta muraria di Castiglione di Paludi (CS) - Ph. © Ferruccio Cornicello

Viagigo nella calabria jonica: Castiglione di Paludi

"Tutte si incoronavano con ghirlande di edera, di quercia e di smilace in fiore..." da Euripide, Le Baccanti (V sec. a.C.) | Cespuglio di smilace (smilax aspera) nei pressi delle mura di Castiglione di Paludi. Fra l'estate e l'autunno questa pianta si ricopre di piccoli grappoli di bacche rosse. Nell'antichità le baccanti usavano i suoi rami per intrecciare serti rituali in onore di Dioniso.

Viagigo nella calabria jonica: Castiglione di Paludi

Tratti della cinta muraria di Castiglione di Paludi (CS) - Ph. © Ferruccio Cornicello

Viagigo nella calabria jonica: Castiglione di Paludi

Tratti della cinta muraria di Castiglione di Paludi (Cosenza), sito archeologico della città di Kossa che fu insediamento enotrio, brettio, greco, fra IX e III sec. a.C. posto in un'area a controllo della valle del fiume Coserie - Ph. © Ferruccio Cornicello

Viagigo nella calabria jonica: Castiglione di Paludi

Enzo Garofalo sulla cinta muraria est di Castiglione di Paludi (CS) - Ph. © Ferruccio Cornicello

Viagigo nella calabria jonica: Castiglione di Paludi

Ferruccio sulla cinta muraria est di Castiglione di Paludi (CS) - Ph. © Enzo Garofalo

Viagigo nella calabria jonica: Castiglione di Paludi

Cinta muraria est di Castiglione di Paludi (CS) - Ph. © Ferruccio Cornicello

Viagigo nella calabria jonica: Castiglione di Paludi

Cinta muraria est di Castiglione di Paludi (CS) - Ph. © Ferruccio Cornicello

Viagigo nella calabria jonica: Castiglione di Paludi

Cinta muraria est di Castiglione di Paludi (CS) - Ph. © Ferruccio Cornicello

Viagigo nella calabria jonica: Castiglione di Paludi

Cinta muraria est di Castiglione di Paludi (CS) - Ph. © Ferruccio Cornicello

Viagigo nella calabria jonica: Castiglione di Paludi

Piove e c'è il sole sulla cinta muraria est di Castiglione di Paludi (CS) - Ph. © Ferruccio Cornicello

Viagigo nella calabria jonica: Castiglione di Paludi

Cinta muraria di Castiglione di Paludi - Ph. © Ferruccio Cornicello

Viagigo nella calabria jonica: Castiglione di Paludi

Torrioni della cinta muraria est di Castiglione di Paludi - Ph. © Ferruccio Cornicello

Viagigo nella calabria jonica: Castiglione di Paludi

Cannibalismo o soccorso...? Castiglione di Paludi (CS) - Ph. © Ferruccio Cornicello

Viagigo nella calabria jonica: Castiglione di Paludi

Cannibalismo o soccorso...? Castiglione di Paludi (CS) - Ph. © Ferruccio Cornicello

Viagigo nella calabria jonica: Castiglione di Paludi

Cannibalismo o soccorso...? Castiglione di Paludi (CS) - Ph. © Ferruccio Cornicello

Viagigo nella calabria jonica: Castiglione di Paludi

Cannibalismo o soccorso...? Castiglione di Paludi (CS) - Ph. © Ferruccio Cornicello

Viagigo nella calabria jonica: Castiglione di Paludi

Lucertola, Castiglione di Paludi (CS) - Ph. © Ferruccio Cornicello

Viagigo nella calabria jonica: Castiglione di Paludi

Cinta muraria est di Castiglione di Paludi (CS) - Ph. © Ferruccio Cornicello

Viagigo nella calabria jonica: Castiglione di Paludi

Cinta muraria est di Castiglione di Paludi (CS) - Ph. © Ferruccio Cornicello

Viagigo nella calabria jonica: Castiglione di Paludi

Tratto della cinta muraria di Castiglione di Paludi (CS) - Ph. © Ferruccio Cornicello

Viagigo nella calabria jonica: Castiglione di Paludi

Tratto della cinta muraria est di Castiglione di Paludi (CS) - Ph. © Ferruccio Cornicello

Viagigo nella calabria jonica: Castiglione di Paludi

Veduta lato mare dalla cinta muraria di Castiglione di Paludi (CS) - Ph. © Ferruccio Cornicello

Viagigo nella calabria jonica: Castiglione di Paludi

"Non si può, pastore, non si può suonare a mezzogiorno. Io temo Pan: perché questa è l’ora in cui stanco della caccia si riposa. È collerico, e l’aspra bile è sempre pronta a montargli in viso. Ma tu, Tirsi, i dolori di Dafni sai cantare e nella musa bucolica sei grande. Dunque sediamo sotto quest’olmo, davanti a Priapo e alle Ninfe delle fonti: ci sono le querce e la panca dei pastori. E se tu canti come quel giorno che hai fatto a gara con il libico Cromi, io ti darò, da mungere tre volte, una capra, madre di due capretti, che pure avendo i piccoli, riempie di latte ben due secchi..." Teocrito, Idillio I (IV sec. a.C.) - Capretta solitaria sulla cinta muraria di Castiglione di Paludi (CS) - Ph. © Ferruccio Cornicello

Viagigo nella calabria jonica: Castiglione di Paludi

Vista sul letto del torrente Coserie (il cui sbocco a mare fu sede di un antico porto) e sullo Jonio da uno dei torrioni della cinta muraria di Castiglione di Paludi (CS) - Ph. © Ferruccio Cornicello

Viagigo nella calabria jonica: Castiglione di Paludi

La capretta solitaria vaga per le rovine di Castiglione di Paludi (CS) - Ph. © Ferruccio Cornicello

Viagigo nella calabria jonica: Castiglione di Paludi

La capretta intenta a brucare i frutti di un olivastro sulla cinta muraria di Castiglione di Paludi (CS) - Ph. © Ferruccio Cornicello

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Uno dei possenti muraglioni della cinta di Castiglione di Paludi (CS) - Ph. © Ferruccio Cornicello

Viagigo nella calabria jonica: Castiglione di Paludi

Torrione della cinta muraria di Castiglione di Paludi (CS) - Ph. © Ferruccio Cornicello

Viagigo nella calabria jonica: Castiglione di Paludi

Enzo Garofalo nei pressi delle mura di Castiglione di Paludi (CS) - Ph. © Ferruccio Cornicello

Viagigo nella calabria jonica: Castiglione di Paludi

Calabria - Rametto di odoroso timo limoncino, colto nei prati di Castiglione di Paludi (CS) - Ph. © Ferruccio Cornicello

Viagigo nella calabria jonica: Castiglione di Paludi

Tratto delle mura di Castiglione di Paludi (CS) - Ph. © Ferruccio Cornicello

Viagigo nella calabria jonica: Castiglione di Paludi

Tratto delle mura di Castiglione di Paludi (CS) - Ph. © Ferruccio Cornicello

Viagigo nella calabria jonica: Castiglione di Paludi

Prati di liquirizia a Castiglione di Paludi (CS) - Ph. © Ferruccio Cornicello

Viagigo nella calabria jonica: Castiglione di Paludi

Prati di liquirizia e colline a Castiglione di Paludi (CS) - Ph. © Ferruccio Cornicello

Viagigo nella calabria jonica: Castiglione di Paludi

Prato di liquirizia a Castiglione di Paludi (CS) - Ph. © Ferruccio Cornicello

Viagigo nella calabria jonica: Castiglione di Paludi

Prati di liquirizia e colline a Castiglione di Paludi (CS) - Ph. © Ferruccio Cornicello

Viagigo nella calabria jonica: Castiglione di Paludi

Area archeologica di Castiglione di Paludi (CS) - Ph. © Ferruccio Cornicello

Viagigo nella calabria jonica: Castiglione di Paludi

Vecchio pastore in cerca della capra, a Castiglione di Paludi (CS) - Ph. © Ferruccio Cornicello

Viagigo nella calabria jonica: Castiglione di Paludi

Vecchio pastore in cerca della capra, a Castiglione di Paludi (CS) - Ph. © Ferruccio Cornicello

Viagigo nella calabria jonica: Castiglione di Paludi

Vecchio pastore in cerca della capra, a Castiglione di Paludi (CS) - Ph. © Ferruccio Cornicello

Viagigo nella calabria jonica: Castiglione di Paludi

Resti del cosiddetto 'teatro', a Castiglione di Paludi (CS) - Ph. © Ferruccio Cornicello

Viagigo nella calabria jonica: Castiglione di Paludi

Area archeologica di Castiglione di Paludi (CS) - Ph. © Ferruccio Cornicello

Viagigo nella calabria jonica: Castiglione di Paludi

Area archeologica di Castiglione di Paludi (CS) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Viagigo nella calabria jonica: Castiglione di Paludi

Area archeologica di Castiglione di Paludi (CS) – Ph. © Ferruccio Cornicello

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Riferimenti bibliografici:

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