Biodiversità e Sostenibilità. Nasce in Calabria il Biodistretto della Sila

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di Redazione FdS

Il 18 Maggio alle ore 15.00, sarà presentato a Cosenza, presso la Sala degli Specchi della Provincia, il comitato promotore del Biodistretto della Sila. A promuovere questo nuovo modello di sviluppo eco-sostenibile che, comprenderà l’area geografica del Parco Nazionale della Sila e la Riserva Mab Sila, è l’AIAB Calabria in collaborazione con l’Ente Parco Nazionale della Sila e la riserva Mab Sila, i quali utilizzeranno il Biodistretto quale strumento per coinvolgere sempre più le comunità locali verso una progettualità fortemente partecipativa.

Il Biodistretto della Sila comprenderà 73 Comuni, il Parco Nazionale della Sila ne annovera 23 tra i suoi territori, i rimanenti 50 fanno parte della Riserva Mab Sila. Si tratta di un’area estremamente variegata, con zone montane, collinari e pianeggianti, di estremo interesse naturalistico. È infatti presente un’elevata biodiversità faunistica e vegetale, grazie anche ad patrimonio boschivo di considerevole valore ecosistemico, emblematicamente rappresentato da ben nove riserve naturali biogenetiche tra cui “Gallopane”,”Tasso-Camigliatello”, “Poverella-Villaggio Mancuso”, “Coturelle-Piccione”, “Gariglione-Pisarello”, “Macchia della Giumenta – S. Salvatore”, “Trenta Coste”, “I Giganti di Fallistro”, dove si innalzano 50 colossali alberi di pino con oltre 500 anni di età, e la Riserva “Golia-Corvo”, area di diffusione e ambientamento dei cervi.

Il paesaggio agrario è frutto dell’interazione tra uomo e ambiente e l’impatto tecnologico lo ha scarsamente modificato, consentendo il mantenimento delle principali caratteristiche agrarie sedimentate nel tempo. L’agricoltura silana, per lo più di tipo tradizionale, ha quindi mantenuto inalterati gli equilibri secolari evitando così significative erosioni della biodiversità. Queste peculiarità contribuiscono in maniera decisiva all’unicità dei prodotti agroalimentari dell’altopiano silano e delle aree naturali circostanti il parco: salumi di suino nero di Calabria, prodotti caseari (bovini e ovini) tra cui spicca il caciocavallo silano, ortaggi da cui si ricavano anche ottime conserve, mele, pere, amarene, frumento, pasta, farine, frutti di bosco, tra cui more di rovo, fragoline di bosco e lamponi, castagne con le quali si fanno confetture e farine, olio, diverse specie di funghi e la rinomata patata silana.

Al fine di tutelare e valorizzare un patrimonio culturale di così elevato valore si punta, attraverso l’istituzione del Biodistretto della Sila, a favorire la coesione e la partecipazione non solo degli attori della filiera agroalimentare biologica ma in generale di tutte le comunità presenti nel territorio: agricoltori, cittadini, operatori turistici, associazioni e pubbliche amministrazioni stringono un accordo per la gestione sostenibile delle risorse locali, partendo dal modello biologico di produzione e consumo (filiera corta, gruppi di acquisto, mense pubbliche bio). Il distretto biologico serve quindi a favorire rapporti più equi nella filiera, creando nuove relazioni dirette tra produttori e consumatori, grazie a modelli distributivi alternativi quali la filiera corta e i gruppi di acquisto solidale, nonché spronando la Pubblica Amministrazione ad incrementare gli acquisti verdi per mense scolastiche, ospedali e altri servizi pubblici.

Nei Biodistretti sono inoltre promossi forum pubblici in cui gli agricoltori, gli altri operatori economici, gli amministratori pubblici, la popolazione, si confrontano con pari dignità e potere decisionale. Non meno importante è la semplificazione: i Biodistretti possono infatti contribuire a rendere meno burocratico, più efficace e inclusivo il sistema di controllo e certificazione del biologico, grazie alla «certificazione di gruppo» e ai sistemi partecipativi di garanzia. Non da ultimo, la speranza è che il Biodistretto possa diventare un volano per favorire l’export dei prodotti agroalimentari locali a livello internazionale.

Le sfide che i Biodistretti permettono di affrontare sono riconducibili ad alcune tematiche principali come ad esempio: Mix Farming, ovvero un’agricoltura che ricolleghi la produzione vegetale con l’allevamento animale e le nuove frontiere della sostenibilità (energia, acqua, biodiversità, qualità della vita e del lavoro); l’accesso alla terra, sempre più difficile per chi non dispone di ingenti risorse economiche ed in particolare per i giovani che intendono diventare agricoltori; sovranità alimentare, riconoscendo alle comunità locali il diritto di decidere autonomamente cosa e come produrre; semplificazione del sistema di controllo e certificazione del biologico, rendendolo meno burocratico, più efficace ed inclusivo, ricorrendo ad esempio alla “certificazione di gruppo” ed ai Sistemi Partecipativi di Garanzia. Nei Biodistretti, l’alta concentrazione di aziende biologiche rende più agile il controllo e, spesso, è l’intera comunità che contribuisce a vigilare e garantire la corretta applicazione del metodo di produzione da parte dell’operatore agricolo. L’operatore agricolo a sua volta è molto più responsabilizzato e motivato grazie al riconoscimento pubblico dell’importante ruolo sociale che svolge all’interno della comunità locale.

A presentare il Biodistretto della Sila saranno Sonia Ferrari, Presidente della Fondazione Mab-Sila, Giuseppe Luzzi, Direttore Ente Parco Nazionale della Sila, Nicola Belcastro, Presidente della comunità del Parco Nazionale della Sila, Salvatore Tozzo, Membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione MAB-Sila, Lina Pecora, Coordinatrice tavolo tecnico sull’agricoltura della Fondazione MAB-Sila. Seguiranno gli interventi di Alessandro Triantafyllidis, responsabile nazionale Biodistretti che parlerà dei  Biodistretti quali modello per uno sviluppo inclusivo e sostenibile per le aree rurali; Vincenzo Vizioli, Presidente AIAB Federale, Alessandro Barbieri, Valoritalia, con un intervento sul biologico certificato quale opportunità per il territorio, conclude la nutrizionista Paola Trionfi, con un intervento sulla valorizzazione delle produzioni agronomiche locali, modera Pasquale Faenza, responsabile regionale Biodistretti.

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