Antonia Fiermonte. A Lecce apre il M.A.M.A. museo d’arte moderna dedicato all’artista pugliese

Alcune delle opere d'arte legate ad Antonia Fiermonte (nel ritratto sullo sfondo) - Image by La Fiermontina

Alcune delle opere d’arte legate ad Antonia Fiermonte (nel ritratto sullo sfondo) ed esposte a Lecce

di Kasia Burney Gargiulo

Lecce, città dal barocco lussureggiante esploso in tutto il Salento tra la fine del XVI secolo e la prima metà del XVIII, domenica 27 maggio dedica un tributo all’arte moderna con l’apertura del M.A.M.A, Il Museo Artistico Moderno Antonia, spazio espositivo voluto dai fratelli di origine franco-marocchina Fouad e Yasmina Antonia Alessandra Filali per rendere omaggio alla memoria, all’opera e all’eredità culturale della nonna materna, la pittrice pugliese Antonia Fiermonte originaria di Casamassima (Bari). Vissuta agli inizi del ‘900 (era nata nel ’14) e scomparsa ad appena 42 anni, Antonia è stata protagonista della leggendaria scena artistica parigina tra la nascita del Modernismo, del Dadaismo e del Surrealismo ed ha legato il suo nome alle vite e all’opera di due importanti scultori francesi del Novecento, René Letourneur e Jacques Zwobada. Dopo lo straordinario mausoleo che Zwobada, suo secondo marito, ha voluto dedicarle nel cimitero di Mentana, vicino Roma, assecondando un suo antico desiderio di riposare per sempre in un piccolo centro, l’Italia torna a evocare la sua memoria grazie alle iniziative pugliesi del nipote Fouad Filali che si reca a Lecce almeno una volta al mese.
 

Antonia Fiermonte:a sin. negli anni '30; a destra ai tempi del matrimonio con Jacques Zwobada

Antonia Fiermonte: a sin. negli anni ’30; a destra ai tempi del matrimonio con Jacques Zwobada

 
Filali, uomo d’affari internazionale, figlio dell’ex primo ministro ed ex ministro degli Esteri marocchino Abdellatif Filali, nonché ex genero di re Hassan II del Marocco (ne aveva sposato la figlia, principessa Lalla Meryem), è oggi meglio noto come Giacomo Fiermonte, nome assunto da quando ha diradato i suoi rapporti col Marocco per trascorrere la vita tra Francia e Italia, patria di sua madre e di sua nonna Antonia Fiermonte. E proprio qui in Italia, a Lecce,  ha deciso di inaugurare, il prossimo 27 maggio, il M.A.M.A, un museo diffuso che si propone quale trait d’union artistico fra la Fiermontina, luxury hotel aperto in un palazzo del XVII secolo nel cuore antico di Lecce e intitolato a sua nonna, e Palazzo Bozzi Corso, edificio del XVIII secolo  trasformato  anch’esso in struttura ricettiva di lusso e dedicato allo zio materno Enzo Fiermonte, fratello di Antonia, pugile di successo tra la fine degli anni ’20 e i primi anni ’30 (sostenne 56 combattimenti vincendone 43), passato poi al cinema hollywoodiano grazie alla sua bellezza e al matrimonio con Madeleine Force Astor Dick, ricca vedova del miliardario americano John Jacob Astor IV scomparso nel disastro del Titanic mentre lei, incinta, sopravvisse salendo sulle prime scialuppe di salvataggio. Fino al 1979 Fiermonte interpretò oltre 100 film, lavorando anche nel celebre “Rocco e i suoi fratelli” di Luchino Visconti, nel quale ebbe il ruolo dell’allenatore di pugilato. Con lo pseudonimo di William Bird curò anche una regia, quella del film “L’atleta di cristallo” girato nel 1946 nella sua Bari.
 
Il giardino degli ulivi a La Fiermontina, Lecce - Image by La Fiermontina

Il giardino degli ulivi a La Fiermontina, palazzo del XVII secolo, Lecce – Image by La Fiermontina

 
I due palazzi sono scrigni di pregevoli opere d’arte, fra cui le “Due sorelle” di Fernand Léger, “Armonia” di Letourneur e “La Coppia” di Zwobada. Ad essi si aggiunge ora il museo M.A.M.A. e i tre luoghi, in apertura eccezionale domenica prossima per la manifestazione “Cortili Aperti”, racconteranno la biografia affascinante e seducente di una famiglia pugliese che agli inizi del ‘900, e attraverso le generazioni, ha raggiunto luoghi lontani: Parigi, Hollywood, Rabat, per poi ritornare dove tutto è cominciato: in Puglia. 
 
Scorcio della facciata di Palazzo Bozzi Corso, XVIII sec.

Scorcio della facciata di Palazzo Bozzi Corso, XVIII sec. | Image by La Fiermontina

 
Visitarli sarà dunque un viaggio nella realtà passata e presente di una famiglia che ricomincia la sua storia dal Salento e lo fa all’insegna dell’arte esponendo alcuni dei più bei capolavori della collezione privata d’arte moderna di Antonia Fiermonte, fra cui le opere scultoree e pittoriche degli artisti René Letourneur e Jacques Zwobada che furono amici e compagni di lavoro, ma soprattutto furono i due grandi amori della sua vita.

Antonia Fiermonte con la figlia Anna nel 1936

Antonia Fiermonte con la figlia Anna nel 1936

Con Letourneur si erano conosciuti a Roma dove lei si era trasferita da Bari con la famiglia all’età di sei anni. Antonia era una bellissima e talentuosa violinista e pittrice di 17 anni quando se ne innamorò l’importante scultore esponente dell’Art Déco, venuto a Villa Medici per ritirare il “Gran Prix de Rome”. Il caso volle che durante il soggiorno romano lei posasse per lui. Esploso l’amore, lo seguì in Francia diventandone musa, modella, moglie e madre della loro unica figlia Anna. A Parigi Antonia ebbe però modo di conoscere anche l’artista Jacques Zwobada, migliore amico e socio di Renè, che ne rimase a sua volta colpito facendone il soggetto di dipinti e sculture fino a innamorarsene senza via di scampo: “Quel giorno di ottobre, alle 4 di pomeriggio, Antonia mi apparve con il suo vestito blu, sulla strada tutta dorata di foglie autunnali. Il 6 ottobre ’42. E’ così che cominciò il nostro amore”, scrisse lo scultore in un diario. Quella folgorazione, avvenuta nel giardino dell’atelier di Fontenay-aux-Roses, fu per Zwobada lo spartiacque di una vita e di un percorso artistico, con un ‘prima’ e un ‘dopo’ Antonia. Lei ricambiò il sentimento e dopo un periodo travagliato ottenne il divorzio dal marito nel 1948 sposando Zwobada che dalla moglie Marthe aveva divorziato già 4 anni prima. Certo è che il ‘dopo Antonia’ portò Jacques a raggiungere nell’arte vette inusitate di carnale sensualità mentre, dopo la morte di lei, avrebbe esplorato nuovi orizzonti di rarefazione metafisica. Morte che per Antonia giunse all’improvviso nel ’56, durante una vacanza a Roma: un evento devastante per entrambi gli uomini della sua vita che, nel dolore, riuscirono però a recuperare la loro vecchia e profonda amicizia. Zwobada, scomparso nel 1967, volle essere sepolto anch’egli a Mentana – nel mausoleo progettato dall’architetto e urbanista francese Paul Herbé – accanto alla amatissima moglie.

L’arte e l’amore ruotano dunque intorno a questa donna che Jacques Zwobada –  come ha scritto Salvatore G. Vicario – amò “di un amore incomparabile” al punto che, dopo la sua prematura morte, “affranto dal dolore, decise di offrirle l’omaggio di una tomba che avrebbe sfidato i secoli”. Intanto il suo ricordo grazie al M.A.M.A. di Lecce torna a vivere nella bellezza che, come scrisse qualcuno, è il punto più vicino fra il genere umano e l’eternità.

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Antonia ed Enzo Fiermonte con l'anziana madre, anni '40

Antonia ed Enzo Fiermonte con l’anziana madre, anni ’40 | Image by Palazzo Bozzi Corso

Palazzo Bozzi Corso, Lecce
Via Umberto I, 38
La Fiermontina Urban Resort
Piazzetta Scipione De Summa, 4
M.A.M.A. Museo Arte Moderna Antonia*
Vico dei Raynò, 4

I tre luoghi saranno visitabili il 27 maggio 2018 nell’ambito della manifestazione “Cortili Aperti”, con inizio alle ore 9.30 – Per tutte le informazioni consultare la Pagina Evento su Facebook

*Fino al 10 luglio 2018 l’artista neozelandese Victoria Kolless presenterà al MAMA la mostra “Depicting me”, creata per il museo, in sintonia con la sua collezione permanente.

I LUOGHI

 

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