Alla scoperta degli antichi tesori di Ascoli Satriano

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Puglia - Grifi con cerbiatto, IV sec. a.C. - Museo Civico, Ascoli Satriano (Fg) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Puglia – Grifi che assaltano un cerbiatto, IV sec. a.C. – Polo Museale di S. Maria del Popolo, Ascoli Satriano (Fg) – Ph. © Ferruccio Cornicello su concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Riproduzione riservata | Photogallery al centro e a fondo pagina

di Enzo Garofalo

Il senso più profondo del nostro Paese, ovvero il suo legame ancestrale con l’arte e la cultura, si rivela non solo nelle grandi città d’arte, ma anche in quel vasto patrimonio storico-artistico diffuso sul territorio di cui spesso il grande pubblico ignora l’esistenza. Non è infatti raro che borghi di poche migliaia di abitanti conservino fra le loro mura tesori di inestimabile valore. E’ il caso di Ascoli Satriano (Fg), piccolo paese pugliese dei Monti Dauni custode di una scultura dal fascino straordinario: il Trapezophoros, una raffinata base da mensa raffigurante due grifi che assaltano un cerbiatto. Un capolavoro del IV sec. a.C. facente parte di un pregevolissimo corredo marmoreo di pertinenza aristocratica – oggi custodito in una delle sale del ricco Polo Museale di S. Maria del Popolo - approdato da Est presso i Dauni, popolazione che in età preromana abitò la Puglia settentrionale.

La storia più remota di questo territorio parla infatti di genti provenienti dalle sponde illiriche, sbarcate sui lidi adriatici pugliesi diversi secoli prima che questo meraviglioso oggetto vi giungesse grazie ai molteplici contatti via mare che la Daunia ebbe nell’antichità e che contribuirono senza dubbio alle peculiarità della sua cultura. Le tracce più tipiche di questa civiltà vanno da particolari forme di ceramica a decorazione geometrica alle famose stele daunie, misteriose lastre funebri scolpite dell’VIII- VI secolo a.C. che, rinvenute nella piana di Siponto, sono oggi esposte nel Museo Archeologico della vicina Manfredonia. Un’influenza non indifferente ebbero inoltre i contatti con la civiltà greca, per lo più filtrati attraverso le colonie della Magna Grecia, per quanto la posizione geograficamente defilata della Daunia li abbia visti concentrarsi soprattutto a partire dalla fine del V° sec. a. C. in poi. Significativi anche i rapporti con la civiltà sannitica e con quella romana (l’antica Ausculum, odierna Ascoli Satriano, fu fra l’altro teatro nel III sec. a.C. degli scontri fra l’esercito romano e quello di Pirro, re dell’Epiro, chiamato dalla colonia greca di Taranto in funzione antiromana).

IL RARO COMPLESSO DI MARMI POLICROMI DEL IV SEC. a.C.

- I GRIFI

Ascoli Satriano, borgo di poco più di 6 mila abitanti affacciato sul corso del fiume Carapelle, fra i rilievi dei Monti Dauni, è dunque il luogo di provenienza della sorprendente opera marmorea che dal 2007  è tornata, insieme ad altri preziosi oggetti, a far parte del patrimonio pubblico italiano dopo essere stata irregolarmente posseduta per anni dal Paul Getty Museum di Los Angeles, determinatosi finalmente a restituire tutto su pressione del Governo italiano. Quello dei Grifi è un gruppo che si impone all’attenzione per la pregevole fattura che per la sua unicità. Alta 95 cm. e lunga 148 cm., l’eccezionale scultura è costituita da una coppia di animali chimerici con il corpo di leone alato e la testa di drago raffigurati con mirabile verosimiglianza nell’atto di azzannare un cerbiatto immobilizzato al suolo. Di quest’opera, oltre alla tensione dei corpi ferini, colpisce l’inconsueta conservazione della policromia ottenuta grazie all’utilizzo di diversi tipi di pigmento che vanno dal rosa applicato alle linee che tratteggiano l’attacco del piumaggio e l’interno delle narici, al giallo/beige che contraddistingue il corpo dei grifi, a quello più accentuato del corpo del cerbiatto o, ancora, al rosso impiegato per tratteggiare le creste dei grifi e per riprodurre il sangue della preda che cola dalle loro fauci, all’azzurro delle ali, al bianco usato per la ripartizione delle piume, al verde impiegato per la base rocciosa. Attente analisi condotte presso la Soprintendenza Archeologica di Roma, hanno rilevato che si tratta di opere realizzate da botteghe artigianali di alta specializzazione nel prezioso marmo dell’isola di Paros, nell’arcipelago delle Cicladi, mentre per la decorazione dipinta è stato accertato l’utilizzo di pigmenti di cinabro, cerussite e malachite.

Volendo ricercare delle possibili corrispondenze, il confronto più diretto per quest’opera – ritenuta la prima documentazione archeologica della versione aristocratica del servizio da simposio, più comunemente realizzato in ceramica – è quello con gli arredi cerimoniali delle sale da  banchetto di ambiente macedone. Poichè però l’oggetto proviene da scavi clandestini (del 1976-77) e risulta pertanto ignoto l’originario contesto di rinvenimento, non vi è stato finora modo per gli studiosi di definire con certezza la funzione di manufatti così pregiati importati dalla Grecia e destinati ad una committenza di rango superiore. Si è quindi proceduto per ipotesi: dalla probabile provenienza funeraria (una tomba dell’élite principesca daunia) fino all’idea che possa trattarsi di un bottino di guerra, forse depredato in un santuario o magari sottratto dagli ascolani agli accampamenti di Pirro proprio nel corso della famosa battaglia di Ausculum del 279 a.C. combattuta con i Romani.

I Grifi di Ascoli Satriano

Grifi che azzannano un cerbiatto, Trapezophoros, IV sec. a.C. - Polo Museale, Ascoli Satriano (Fg) – Ph. © Ferruccio Cornicello

I Grifi di Ascoli Satriano

Grifi che azzannano un cerbiatto, Trapezophoros, IV sec. a.C. - Polo Museale, Ascoli Satriano (Fg) – Ph. © Ferruccio Cornicello

I Grifi di Ascoli Satriano

Grifi che azzannano un cerbiatto, Trapezophoros, IV sec. a.C. - Polo Museale, Ascoli Satriano (Fg) – Ph. © Ferruccio Cornicello

I Grifi di Ascoli Satriano

Grifi che azzannano un cerbiatto, Trapezophoros, IV sec. a.C. - Polo Museale, Ascoli Satriano (Fg) – Ph. © Ferruccio Cornicello

I Grifi di Ascoli Satriano

Grifi che azzannano un cerbiatto, Trapezophoros, IV sec. a.C. - Polo Museale, Ascoli Satriano (Fg) – Ph. © Ferruccio Cornicello

I Grifi di Ascoli Satriano

L'archeologa Marisa Corrente con il direttore di FAMEDISUD, Enzo Garofalo – Ph. © Ferruccio Cornicello

I Grifi di Ascoli Satriano

Grifi che azzannano un cerbiatto, Trapezophoros, IV sec. a.C. - Polo Museale, Ascoli Satriano (Fg) – Ph. © Ferruccio Cornicello

I Grifi di Ascoli Satriano

Grifi che azzannano un cerbiatto, Trapezophoros, IV sec. a.C. - Polo Museale, Ascoli Satriano (Fg) – Ph. © Ferruccio Cornicello

I Grifi di Ascoli Satriano

Marmi da Ausculum, IV sec. a.C. - Polo Museale, Ascoli Satriano (Fg) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Immagini: © Ferruccio Cornicello, su concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Riproduzione riservata

- I VASI

Lo splendido gruppo dei Grifi è parte di un più ampio corredo di oggetti in marmo pario capaci di riflettere la luce con trasparenza alabastrina, databili alla seconda metà del IV sec. a.C. (330-320 a.C) come l’incantevole podanipter,  cioè un bacino utilizzato per il lavaggio delle mani nel corso dei banchetti, con dipinta all’interno una scena raffigurante la dea Teti che con le sorelle Nereidi reca le armi forgiate da Efesto per il figlio Achille; un cratere a calice su sostegno che reca l’impronta in negativo di una corona d’edera, forse d’oro, applicata sul corpo del vaso; varie altre tipologie di vasi come due oinochoai a bocca rotonda, quattro epichyseis, una loutrophoros, elementi relativi ad una ulteriore trapeza, phialai  ed altri oggetti in marmo (non ancora esposti) risultato di una ulteriore recente restituzione da parte del Getty Museum. Anche per queste opere, come per i Grifi, costituisce motivo di particolare interesse la rara conservazione di tracce cromatiche; sui vari oggetti sono state identificate tracce di ben nove colori diversi: rosso, rosso-violaceo, azzurro, rosa, bianco, beige, giallo, verde e marrone, utilizzati per interventi decorativi che – pur nella loro frammentarietà – risultano di grande raffinatezza.

Gli altri marmi di Ascoli Satriano

Ponadipter con scena di Nereidi che trasportano le armi di Achille, IV sec. a.C. - Polo Museale, Ascoli Satriano (Fg) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Gli altri marmi di Ascoli Satriano

Ponadipter con scena di Nereidi che trasportano le armi di Achille, IV sec. a.C. - Polo Museale, Ascoli Satriano (Fg) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Gli altri marmi di Ascoli Satriano

Ponadipter con scena di Nereidi che trasportano le armi di Achille, IV sec. a.C. - Polo Museale, Ascoli Satriano (Fg) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Gli altri marmi di Ascoli Satriano

Ponadipter con scena di Nereidi che trasportano le armi di Achille, IV sec. a.C. - Polo Museale, Ascoli Satriano (Fg) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Gli altri marmi di Ascoli Satriano

Ponadipter con scena di Nereidi che trasportano le armi di Achille, IV sec. a.C. - Polo Museale, Ascoli Satriano (Fg) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Gli altri marmi di Ascoli Satriano

Ponadipter con scena di Nereidi che trasportano le armi di Achille, IV sec. a.C. - Polo Museale, Ascoli Satriano (Fg) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Gli altri marmi di Ascoli Satriano

Loutrophoros ed Epichysis, marmo di Paro, IV sec. a.C. - Polo Museale, Ascoli Satriano (Fg) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Gli altri marmi di Ascoli Satriano

Mostra permanente "Le policromie del Sublime" - Polo Museale, Ascoli Satriano (Fg) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Gli altri marmi di Ascoli Satriano

Mostra permanente "Le policromie del Sublime" - Polo Museale, Ascoli Satriano (Fg) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Immagini: © Ferruccio Cornicello, su concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Riproduzione riservata

LA “COLLINA DEL SERPENTE” E LA VILLA ROMANA DI FARAGOLA

Nel territorio di Ascoli Satriano – area già abitata nel Neolitico inferiore – le testimonianze del periodo daunio si intersecano con quelle del periodo romano: un accostamento che si ritrova sia sull’altura detta Collina del Serpente sia nella non lontana valle del Carapelle dove è ubicato il parco archeologico di Faragola.

Il primo sito, oggi noto come Parco Archeologico dei Dauni, fu un importante luogo di riferimento per l’insediamento preromano di Ausculum: un’area utilizzata fra VI e IV secolo a.C. a scopo abitativo – con zone organizzate per nuclei familiari – e anche funerario,  mentre al V secolo risale in particolare la costruzione di un grande edificio per le riunioni pubbliche e religiose della comunità locale. Agli inizi del IV si fa risalire una riassetto di tutto l’impianto insediativo con la costruzione sul versante ovest di case con le relative tombe. Abbandonata alla fine del IV-inizi del III secolo, si ritiene che l’altura abbia continuato – per tutto il II secolo a.C. – a svolgere funzioni funerarie per gli aristocratici locali. In un’area esterna all’ingresso del parco è stata poi ritrovata in tempi recenti una necropoli di età imperiale lungo la strada che portava in Lucania, così come nel 2002 è venuto alla luce un’ampio insediamento di epoca romana, con vari ritrovamenti fra cui una tomba a camera del II sec. a.C. destinata a una donna romana di alto ceto sociale, con ricco corredo funebre, altre tre tombe di probabile carattere patrizio, una strada romana con acciottolato orientata verso Canosa, e alcuni blocchi murari verosimilmente appartenenti ad una cinta che circoscriveva l’antica città dauna. Tra i suggestivi rinvenimenti della Collina del Serpente, anche numerose testimonianze di mosaici a ciottoli, così come diversi corredi funebri oggi visibili presso il Polo Museale di Ascoli e il Museo Civico di Foggia.

La Collina del Serpente, Ascoli Satriano

Resti di colonne, Collina del Serpente, Parco Archeologico dei Dauni, Ascoli Satriano – Ph. © Ferruccio Cornicello

La Collina del Serpente, Ascoli Satriano

Resti di colonne, Collina del Serpente, Parco Archeologico dei Dauni, Ascoli Satriano – Ph. © Ferruccio Cornicello

La Collina del Serpente, Ascoli Satriano

Resti di mosaico a ciottoli, Collina del Serpente, Parco Archeologico dei Dauni, Ascoli Satriano – Ph. © Ferruccio Cornicello

La Collina del Serpente, Ascoli Satriano

Resti di mosaico a ciottoli, Collina del Serpente, Parco Archeologico dei Dauni, Ascoli Satriano – Ph. © Ferruccio Cornicello

Immagini: © Ferruccio Cornicello, su concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Riproduzione riservata

Altro esempio della ricca stratificazione archeologica del territorio di Ascoli Satriano è il sito di Faragola che conserva tracce di frequentazione umana nell’arco di oltre un millennio: dai resti di un antico villaggio daunio (VI-III sec. a.C.) a quelli di una fattoria romana (I° sec. a.C. – II° d.C.), di una villa romana tardo-antica (IV – VI sec. d.C.) e di un villaggio altomedievale (VII – IX d.C. circa). Ubicato a circa tre chilometri a sud-ovest di Ascoli Satriano, il complesso di Faragola occupa una posizione strategica, a metà strada tra i due importanti centri abitati antichi di Ausculum e Herdonia, in una zona ricca di acqua. Qui, dopo le prime ricognizioni dei primi anni ’90 curate dall’università di Bologna, è iniziata una più sistematica campagna di scavi diretta dal prof. Giuliano Volpe dell’Università di Foggia, con la collaborazione della Soprintendenza della Puglia e del Comune di Ascoli Satriano.

Di quanto è emerso, senza dubbio la parte più suggestiva è l’insediamento rurale romano di età tardoantica, con alcuni ambienti residenziali di una ricca villa, in particolare un grande vano identificato con una cenatio estiva dotata di stibadium, ossia una sorta di “sala-gazebo” munita di un “divano” semicircolare in muratura, in uso nel tardo impero, destinato ad ospitare sdraiati i partecipanti al banchetto. Al centro di questo supporto/mensa – decorato con un rilievo di prima età imperiale raffigurante un personaggio femminile che danza con accanto un serpente – spicca una fontana da cui sgorgava l’acqua che alimentava l’ampio bacino pavimentale antistante. Grazie soprattutto ad un rivestimento di lastre di marmo arricchito da lussuosi inserti in opus sectile realizzati con lastrine di vari marmi colorati e pasta vitrea, l’acqua doveva creare un magico gioco di riflessi.

Non distanti da questa sala sono stati rinvenuti altri vani della zona residenziale, pavimentati con pregevoli mosaici policromi a decorazione geometrica. Identificato anche un settore termale e uno artigianale con fornace per la cottura di laterizi e i resti di altre strutture produttive. Per quanto nel territorio daunio, e in generale al Sud, non manchino numerosi altri edifici romani di contesto rurale, la villa di Faragola risulta essere una delle manifestazioni più lussuose di tale genere di residenze. Non ci sono dubbi che sia appartenuta a qualche personaggio di ceto elevato, probabile proprietario di vaste tenute agricole in una zona che in quel tempo dovette presentare un’economia agraria particolarmente vitale. Ampia è la quantità di materiale pregiato di reimpiego che fa supporre la preesistenza, sul posto o nei pressi, di altri edifici monumentali. La parte dell’insediamento che ad oggi è stata indagata occupa una superficie di oltre 3000 m², ma si ritiene che sia parte di un complesso molto più vasto e complesso (si ipotizza un’estensione totale di circa tre ettari). Altre importanti testimonianze del periodo romano visibili sul territorio sono la Domus dei mosaici di Piazza S. Francesco, un ponte a tre arcate perfettamente conservato sul fiume Carapelle a pochi chilometri dal centro e una statua di Apollo con grifone (II° sec. a.C.) anch’essa finita in America come i Grifi e poi restituita dal Getty Museum (oggi è custodita al Museo Civico).

Alla scoperta degli antichi tesori di Ascoli Satriano

Puglia - Il sito archeologico di Faragola (VI sec. a.C. - IX sec. d.C.) visto dall'alto – Ph. © Ferruccio Cornicello

Alla scoperta degli antichi tesori di Ascoli Satriano

Resti di insediamento romano nel sito archeologico di Faragola – Ph. © Ferruccio Cornicello

Alla scoperta degli antichi tesori di Ascoli Satriano

Resti di insediamento romano nel sito archeologico di Faragola – Ph. © Ferruccio Cornicello

Alla scoperta degli antichi tesori di Ascoli Satriano

La "cenatio" della villa tardo-imperiale di Faragola (IV-VI sec. d.C.) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Alla scoperta degli antichi tesori di Ascoli Satriano

La "cenatio" della villa tardo-imperiale di Faragola (IV-VI sec. d.C.) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Alla scoperta degli antichi tesori di Ascoli Satriano

Pavimento a lastre marmoree della "cenatio" della villa tardo-imperiale di Faragola (IV-VI sec. d.C.) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Alla scoperta degli antichi tesori di Ascoli Satriano

L'archeologa Marisa Corrente illustra la "cenatio" per il videoreportage di FAMEDISUDTV – Ph. © Ferruccio Cornicello

Alla scoperta degli antichi tesori di Ascoli Satriano

L'archeologa Marisa Corrente illustra la "cenatio" per il videoreportage di FAMEDISUDTV – Ph. © Ferruccio Cornicello

Alla scoperta degli antichi tesori di Ascoli Satriano

La "cenatio" della villa tardo-imperiale di Faragola (IV-VI sec. d.C.) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Alla scoperta degli antichi tesori di Ascoli Satriano

Scorcio del bacino pavimentale della "cenatio", villa tardo-imperiale di Faragola (IV-VI sec. d.C.) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Alla scoperta degli antichi tesori di Ascoli Satriano

Part. di mosaico, villa tardo-imperiale di Faragola (IV-VI sec. d.C.) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Alla scoperta degli antichi tesori di Ascoli Satriano

Part. di tubatura in piombo, villa tardo-imperiale di Faragola (IV-VI sec. d.C.) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Alla scoperta degli antichi tesori di Ascoli Satriano

Part. del pavimento a lastre marmoree della "cenatio", villa tardo-imperiale di Faragola (IV-VI sec. d.C.) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Alla scoperta degli antichi tesori di Ascoli Satriano

Part. del pavimento a lastre marmoree della "cenatio", villa tardo-imperiale di Faragola (IV-VI sec. d.C.) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Alla scoperta degli antichi tesori di Ascoli Satriano

Part. del pavimento a lastre marmoree della "cenatio", villa tardo-imperiale di Faragola (IV-VI sec. d.C.) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Alla scoperta degli antichi tesori di Ascoli Satriano

Lo stibadium della "cenatio", villa tardo-imperiale di Faragola (IV-VI sec. d.C.) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Alla scoperta degli antichi tesori di Ascoli Satriano

Lo stibadium della "cenatio", villa tardo-imperiale di Faragola (IV-VI sec. d.C.) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Alla scoperta degli antichi tesori di Ascoli Satriano

Oscillum, villa tardo-imperiale di Faragola (IV-VI sec. d.C.) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Alla scoperta degli antichi tesori di Ascoli Satriano

Oscillum, villa tardo-imperiale di Faragola (IV-VI sec. d.C.) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Alla scoperta degli antichi tesori di Ascoli Satriano

Pannello illustrativo con ricostruzione della villa tardo-imperiale di Faragola (IV-VI sec. d.C.) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Alla scoperta degli antichi tesori di Ascoli Satriano

Pannello illustrativo con immagini di ''stibadium", villa tardo-imperiale di Faragola (IV-VI sec. d.C.) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Alla scoperta degli antichi tesori di Ascoli Satriano

Part. di pannello in opus sectile, villa tardo-imperiale di Faragola (IV-VI sec. d.C.) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Alla scoperta degli antichi tesori di Ascoli Satriano

Part. di mosaico a ciottoli, villa tardo-imperiale di Faragola (IV-VI sec. d.C.) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Alla scoperta degli antichi tesori di Ascoli Satriano

Part. di mosaico a ciottoli, villa tardo-imperiale di Faragola (IV-VI sec. d.C.) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Immagini: © Ferruccio Cornicello, su concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Riproduzione riservata

La conclusione ideale di una visita ad Ascoli Satriano non può che essere al Polo Museale con sede presso l’antico complesso conventuale di S. Maria del Popolo, spazio che ospita la ricca collezione archeologica del Museo Civico e anche il Museo Diocesano a sua volta scrigno di dipinti, sculture, preziosi oggetti liturgici e paramenti sacri. Nel Museo Civico i Grifi troneggiano nel loro posto d’onore accanto al resto della collezione marmorea esposta nella mostra permanente “Le policromie del Sublime”, insieme riuniti in un dispiegamento di superlativa bellezza che da solo giustifica un viaggio ad Ascoli Satriano.

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Polo Museale di Ascoli Satriano

Polo Museale, ex Convento di S. Maria del Popolo, Ascoli Satriano (Fg) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Polo Museale di Ascoli Satriano

Reperti esposti nel Museo Civico, Polo Museale, ex Convento di S. Maria del Popolo, Ascoli Satriano (Fg) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Polo Museale di Ascoli Satriano

Reperti esposti nel Museo Civico, Polo Museale, ex Convento di S. Maria del Popolo, Ascoli Satriano (Fg) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Polo Museale di Ascoli Satriano

Reperti esposti nel Museo Civico, Polo Museale, ex Convento di S. Maria del Popolo, Ascoli Satriano (Fg) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Polo Museale di Ascoli Satriano

Reperti esposti nel Museo Civico, Polo Museale, ex Convento di S. Maria del Popolo, Ascoli Satriano (Fg) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Polo Museale di Ascoli Satriano

Reperti esposti nel Museo Civico, Polo Museale, ex Convento di S. Maria del Popolo, Ascoli Satriano (Fg) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Polo Museale di Ascoli Satriano

Reperti esposti nel Museo Civico, Polo Museale, ex Convento di S. Maria del Popolo, Ascoli Satriano (Fg) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Polo Museale di Ascoli Satriano

Reperti esposti nel Museo Civico, Polo Museale, ex Convento di S. Maria del Popolo, Ascoli Satriano (Fg) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Polo Museale di Ascoli Satriano

Reperti esposti nel Museo Civico, Polo Museale, ex Convento di S. Maria del Popolo, Ascoli Satriano (Fg) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Polo Museale di Ascoli Satriano

Reperti esposti nel Museo Civico, Polo Museale, ex Convento di S. Maria del Popolo, Ascoli Satriano (Fg) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Polo Museale di Ascoli Satriano

Reperti esposti nel Museo Civico, Polo Museale, ex Convento di S. Maria del Popolo, Ascoli Satriano (Fg) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Polo Museale di Ascoli Satriano

Reperti esposti nel Museo Civico, Polo Museale, ex Convento di S. Maria del Popolo, Ascoli Satriano (Fg) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Polo Museale di Ascoli Satriano

Reperti esposti nel Museo Civico, Polo Museale, ex Convento di S. Maria del Popolo, Ascoli Satriano (Fg) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Polo Museale di Ascoli Satriano

Reperti esposti nel Museo Civico, Polo Museale, ex Convento di S. Maria del Popolo, Ascoli Satriano (Fg) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Polo Museale di Ascoli Satriano

Reperti esposti nel Museo Civico, Polo Museale, ex Convento di S. Maria del Popolo, Ascoli Satriano (Fg) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Polo Museale di Ascoli Satriano

Reperti esposti nel Museo Civico, Polo Museale, ex Convento di S. Maria del Popolo, Ascoli Satriano (Fg) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Polo Museale di Ascoli Satriano

Reperti esposti nel Museo Civico, Polo Museale, ex Convento di S. Maria del Popolo, Ascoli Satriano (Fg) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Polo Museale di Ascoli Satriano

Reperti esposti nel Museo Civico, Polo Museale, ex Convento di S. Maria del Popolo, Ascoli Satriano (Fg) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Polo Museale di Ascoli Satriano

Reperti esposti nel Museo Civico, Polo Museale, ex Convento di S. Maria del Popolo, Ascoli Satriano (Fg) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Polo Museale di Ascoli Satriano

Reperti esposti nel Museo Civico, Polo Museale, ex Convento di S. Maria del Popolo, Ascoli Satriano (Fg) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Polo Museale di Ascoli Satriano

Reperti esposti nel Museo Civico, Polo Museale, ex Convento di S. Maria del Popolo, Ascoli Satriano (Fg) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Polo Museale di Ascoli Satriano

Reperti esposti nel Museo Civico, Polo Museale, ex Convento di S. Maria del Popolo, Ascoli Satriano (Fg) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Polo Museale di Ascoli Satriano

Reperti esposti nel Museo Civico, Polo Museale, ex Convento di S. Maria del Popolo, Ascoli Satriano (Fg) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Polo Museale di Ascoli Satriano

Reperti esposti nel Museo Civico, Polo Museale, ex Convento di S. Maria del Popolo, Ascoli Satriano (Fg) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Polo Museale di Ascoli Satriano

Reperti esposti nel Museo Civico, Polo Museale, ex Convento di S. Maria del Popolo, Ascoli Satriano (Fg) – Ph. © Ferruccio Cornicello

Immagini: © Ferruccio Cornicello, su concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Riproduzione riservata

Al Trapezophoros e ad altre importanti testimonianze della millenaria storia di Ascoli Satriano è dedicato anche il videoreportage di FAMEDISUDTV .

VISITE AL POLO MUSEALE

Dal 1° ottobre 2014 e fino al 31 maggio 2015 il Polo Museale sarà visitabile secondo il seguente orario: dal martedì alla domenica, la mattina dalle ore 10.00 alle ore 12.00 e il pomeriggio dalle ore 16.00 alle ore 19.00; resterà chiuso il lunedì non festivo.  Sono disponibili visite guidate per gruppi a cura dell’Associazione Nòstoi; per prenotazioni chiamare i numeri 0885651756 – 0885652815 – 3382328894 – email: nostoi.aps@gmail.com – Sito web

IL LUOGO

 
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