Abitare la Storia | A Giovinazzo, tra filantropi, cardinali e papi entriamo nel Palazzo Siciliani di Rende

Questo contenuto è bloccato perche potrebbe utilizzare cookie per i quali occorre il tuo consenso. Pertanto leggi l'informativa sui cookie nel banner in alto. Se chiudi questo avviso acconsenti all'uso dei cookie.  
Questo contenuto è bloccato perche potrebbe utilizzare cookie per i quali occorre il tuo consenso. Pertanto leggi l'informativa sui cookie nel banner in alto. Se chiudi questo avviso acconsenti all'uso dei cookie.  

facebook twitter instagram vimeo youtube google+ linkedin

DSC_9536 copia

Puglia – La statua di Ebe, ancella degli dei, nel giardino di Palazzo Siciliani di Rende, a Giovinazzo (Bari) – Ph. © Ferruccio Cornicello | Photo gallery a fondo pagina

Alla scoperta di uno dei più bei palazzi di Puglia, splendido esempio di architettura neoclassica nel Sud Italia

di Enzo Garofalo

“D’azzurro all’albero di pino al naturale sulla pianta erbosa, sostenuto da due leoni d’oro controrampanti al tronco e sormontati da due stelle dello stesso”: è questa l’affascinante descrizione araldica dello stemma dei Siciliani di Rende, una delle famiglie più nobili di Giovinazzo, suggestiva cittadina affacciata sul Mar Adriatico in provincia di Bari. Proseguiamo in questo luogo il nostro viaggio fra le antiche dimore del Sud, senza distinzioni di prestigio, ma accomunate dall’aver attraversato i secoli portando con sé il respiro della storia. Ed entriamo nel Palazzo Siciliani di Rende.

Arriviamo di buon mattino e il Palazzo subito si staglia davanti a noi, proteso fra il mare ed il cuore della cittadina pugliese, menzionata nel XIX sec. come uno dei porti più attivi del Regno di Napoli. Maestoso incombe con il suo colonnato in stile ionico, elegantissimo esempio di quel neoclassicismo che in architettura, e non solo, investì tra fine Settecento e inizi Ottocento tutta Europa raggiungendo anche le più remote contrade del Sud Italia, segno dell’apertura culturale delle nostre maestranze e dei propri committenti. Superiamo l’androne e ci ritroviamo nello splendido cortile interno di forma ellittica su cui s’aprono lo scalone che porta ai piani alti e due aerei loggiati a colonne ioniche e corinzie che con quelle tuscaniche del pianterreno riprendono l’impronta neoclassica della facciata. Ad accoglierci, cordiale ed ospitalissima c’è Simonetta, la giovane e sportiva padrona di casa, appena rientrata da una sessione di jogging e pronta a condurci nei meandri di una dimora di cui abita con la sua famiglia il piano nobile, acquisito e ristrutturato in modo conservativo circa una quindicina di anni fa.

Progettato dall’architetto Giuseppe Mastropasqua agli inizi del XIX secolo sul luogo in cui sorgeva la chiesa di S. Marta, il Palazzo Siciliani di Rende si è imposto quale significativo esempio del gusto neoclassico in Puglia al punto da diventare meta in varie occasioni degli studenti di architettura dell’Università di Bari. Nel suo solare cromatismo originario, il palazzo intendeva evocare il colore assunto nel tempo dai ruderi dei templi greci di Metaponto e Paestum diventati, con le appena scoperte città di Pompei ed Ercolano, riferimenti del gusto di un’epoca.

Di quel tempo, il palazzo conserva all’interno alcune significative tracce, fra elementi strutturali e arredi originali, affiancati in modo eclettico ma armonico ad elementi di epoca coeva o successiva, di diversa provenienza, che Simonetta ha scelto per la sua casa, articolata in ben tredici stanze. Un ambiente in particolare conferisce valore aggiunto a questa già di per sé magnifica residenza ed è la piccola cappella palatina che, contrariamente al più frequente uso che la vede posizionata a piano strada, con possibilità di accesso per il popolo e tribuna riservata ed appartata per i padroni, compare qui all’interno dell’area abitativa in sostituzione del più diffuso altarino di gattopardesca memoria. All’esterno, sul corpo veranda, si vede svettare la graziosa cupola che vista dall’interno, con lunetta e vele affrescate, altare, inginocchiatoio, pavimento maiolicato con stemma del casato e portone in solido legno di noce, ha l’aspetto di una chiesa in miniatura. Una S.S. Trinità con angeli, un’icona d’impronta bizantina con Vergine Odegitria, un inginocchiatoio ed un piccolo e fregiato stipo in massiccio legno scuro costituiscono l’essenziale corredo di questo spazio raccolto e invitante alla preghiera. Dell’epoca degli antichi proprietari è sopravvissuta, oltre al pavimento maiolicato della piccola sala che precede la cappella, realizzato a riggiole imitanti quelle di un pavimento della Reggia di Caserta, anche una magnifica cappelliera a rosette e lacunari in legno che corre lungo tutte le pareti dell’atrio, oltre ad una solida cassaforte che i padroni di casa usano come bizzarra libreria, e ad alcuni diplomi regi legati ad incarichi svolti da membri della famiglia Siciliano di Rende per la Casa Reale di Napoli. Ma è la cappella in particolare a darci lo spunto per parlare di quello che può considerarsi l’esponente più illustre del casato che abitò questo palazzo, prima che lo stesso passasse a Domenico Maldarelli, industriale e Podestà di Giovinazzo nella prima metà del XX secolo:

IN QUESTA CAPPELLA
RISONANTE DI FERVIDE QUOTIDIANE PREGHIERE
COSTRUITA DALLA PIETA’ DI
S.EM.ZA IL CARDINALE SICILIANO DI RENDE
HA CELEBRATO LA S. MESSA
S.S. PAPA BENEDETTO XV
CHE DA SEMPLICE PRELATO
ALLOGGIO’ IN QUESTO PALAZZO

Questa iscrizione – come spiega Simonetta – ci riporta ad un personaggio e ad un episodio che fanno di Palazzo Siciliani di Rende luogo di prestigiose memorie storiche. Il personaggio in questione è Camillo Siciliani di Rende, giovanissimo arcivescovo di Benevento, Nunzio Apostolico in Francia e cardinale di Santa Romana Chiesa, uno dei numerosi figli che la napoletana Angelica Caracciolo dei Principi di Torella ebbe dal marchese Giovanni Maria Siciliano, nel 1832 sindaco di Giovinazzo nonché Consigliere Provinciale, uomo portato dall’amore per la cultura a fondare a sue spese in Giovinazzo l’Istituto di S. Giuseppe diretto dalle Suore di Carità, propugnatore di varie opere di beneficenza sostenute con somme ingenti, promotore dell’Industria e del Commercio (favorì con l’acquisto di azioni sociali la navigazione a vapore fra Napoli e Genova), Governatore del Monte di Misericordia e Tesoriere dell’Accademia de’Cavalieri nella città di Napoli.

Ebbene, suo figlio Camillo, intrapresa la carriera ecclesiastica, si ritrovò a soli 32 anni ad essere arcivescovo di Benevento. Alla caduta dei Borboni – casa reale alla quale i Siciliani erano molto legati – anche la sua famiglia aveva lasciato Napoli per trasferirsi in Francia, e qui il futuro arcivescovo avrebbe trascorso dieci anni della sua vita, dal 1860 al 1870. Rientrato in Italia all’età di 23 anni, conobbe una rapida ascesa, grazie soprattutto alla sua cultura e alla stima di cui godeva presso il pontefice Leone XIII, che dal 1838 al 1841 aveva ricoperto a sua volta l’incarico di delegato pontificio a Benevento. Già vescovo di Tricarico, appena tre anni dopo il suo arrivo a Benevento Camillo ebbe l’incarico da Leone XIII di Nunzio Apostolico in Francia. Così fu costretto a trasferirsi a Parigi, dove rimase per cinque anni, dal 1882 al 1887, data in cui divenne cardinale per i meriti e i particolari servizi resi alla Santa Sede. Non rinunciò peraltro alla diocesi beneventana sicché, conclusa nel 1887 la sua missione all’estero, ritornò a Benevento per riprendere la carica vescovile. Rientrò su una carrozza acquistata in Francia, un’elegante berlina (esiste ancora ed è in perenne attesa di restauro), rimasta di proprietà della diocesi alla sua prematura morte, avvenuta a soli 49 anni per una polmonite fulminante.

Fu proprio Camillo che, in un momento imprecisato fra il 1887, anno della sua nomina a cardinale, e il 1897, anno della sua morte a Montecassino, ospitò nel suo palazzo di famiglia a Giovinazzo mons. Giacomo Della Chiesa, prelato genovese destinato a diventare papa col nome di Benedetto XV (succeduto a Pio X e regnante fino al 1922). Costui giunse a Giovinazzo in compagnia del cardinale Camillo, il cui arrivo in città fu un avvenimento ricordato fino a non moltissimi anni fa dai più anziani del paese. Camillo era sul piazzale della stazione ferroviaria quando i suoi concittadini slegarono i cavalli dalla carrozza su cui era salito e la tirarono a forza di braccia fin davanti al suo palazzo di famiglia, la cui soglia fu varcata anche da quell’oscuro monsignore che di lì a non molto sarebbe diventato Papa.

Sarà la suggestione, ma le mura di Palazzo Siciliani di Rende sembrano ancora un po’ riecheggiare i clamori di quel lontano giorno mentre il nostro sguardo corre agli affreschi dai vivaci colori che costellano la volta della sala più spettacolare: un vasto ambiente di rappresentanza sovrastato da una Vittoria in biga contornata di puttini tratteggiata da Saverio Raimondi – valente pittore bitontino operativo a cavallo fra gli ultimi due secoli che insegnò nella “Scuola Serale Domenicale di Disegno Applicato alle Arti e Mestieri” della sua città – insieme ad altri suoi riquadri affrescati d’ispirazione mitico-romantica che decorano la volta.  Moderni, legati a fasi più recenti (fine anni ’20 del ‘900) della vita del palazzo, i quadretti sopraporta che in questa sala ritraggono paesaggi montani del tutto avulsi dal contesto locale, mentre nella sala accanto persistono ancora i sopraporta di semplice soggetto floreale più antichi di almeno un secolo.

Ad arricchire l’affascinante ‘tessuto’ storico del palazzo vi sono poi numerosi oggetti, fra cui un bronzetto di Pescatorello dello scultore napoletano ottocentesco Giovanni De Martino, ma soprattutto diversi libri d’epoca di cui i padroni di casa sono appassionati collezionisti. Fra gli altri abbiamo intravisto un Codex Iustinianus del 1574 e un suo Commentario del 1773, un’Aminta del Tasso del 1666, un’edizione in italiano delle Lettere di Seneca del 1695, un manoscritto coevo e un incunabolo di poesia, Le Satire di Giovenale, stampato a Venezia nel 1492 presso il tipografo Giovanni da Cerreto, detto Tacuino. Curiosa una Breve descrittione della città di Gerusalemme, un libriccino del 1661 contrassegnato in copertina dall’avvertenza del donatore “Abbiatelo caro”. Dopo questo breve tuffo fra versi e prose vergati su pergamene e pagine fatte di una carta che dopo mezzo millennio o giù di lì resiste immutata al trascorrere del tempo, Simonetta ci ha fatto visitare gli angoli più appartati del palazzo, il terrazzo e il giardino. All’ampia visuale sul borgo del primo fa da fondale la cupola della cappella palatina, mentre il giardino lo raggiungiamo attraverso un piccolo labirinto di scale di servizio che ci conducono al pianterreno dove scorgiamo una gradevole oasi stracolma di mediterranee Palme di S. Pietro (Chamaerops humilis), edere (Hedera helix), bougainvillee (Bougainvillea spectabilis), allori (Laurus nobilis) e un vetusto esemplare di falso pepe (Schinus molle) originario del Sudamerica. Oggi questo spazio, oltre a ciò che resta di un ciclo di statue a tema mitologico, ospita una piscina circolare, ben integrata con gli antichi arredi in pietra e con il verde circostante fra cui occhieggiano, muti testimoni di questo tempo che non è più il loro, i profili di Ebe, ancella degli dei, di Venere, dea dell’amore, della bellezza e della fertilità, e di Apollo, dio di tutte le arti, della medicina, della musica e della profezia, ma anche dio del ripristino dell’ordine violato, il cui arco e le cui frecce sono un monito perenne per gli uomini.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 GUARDA LA PHOTOGALLERY

Palazzo Siciliani di Rende

Palazzo Siciliani di Rende, accesso allo scalone, XIX sec. Giovinazzo (Ba) - Ph. © Ferruccio Cornicello

Palazzo Siciliani di Rende

Cortile interno ellittico di Palazzo Siciliani di Rende, XIX sec. - Ph. © Ferruccio Cornicello

Palazzo Siciliani di Rende

Cortile interno ellittico di Palazzo Siciliani di Rende, XIX sec. - Ph. © Ferruccio Cornicello

Palazzo Siciliani di Rende

Ingresso del piano nobile, Palazzo Siciliani di Rende, XIX sec. - Ph. © Ferruccio Cornicello

Palazzo Siciliani di Rende

Ingresso del piano nobile con cappelliera a lacunari e rosette - Ph. © Ferruccio Cornicello

Palazzo Siciliani di Rende

Sala soggiorno - Ph. © Ferruccio Cornicello

Palazzo Siciliani di Rende

Puglia - Camino in marme di maestranze pugliesi - Ph. © Ferruccio Cornicello

Palazzo Siciliani di Rende

Cassaforte antica riadattata a libreria - Ph. © Ferruccio Cornicello

Palazzo Siciliani di Rende

Antico diploma borbonico - Ph. © Ferruccio Cornicello

Palazzo Siciliani di Rende

Ritratto ad incisione di Francesco Siciliani di Rende - Ph. © Ferruccio Cornicello

Palazzo Siciliani di Rende

Ritratto ad incisione del cardinale Camillo Siciliani di Rende - Ph. © Ferruccio Cornicello

Palazzo Siciliani di Rende

Stemma araldico-cardinalizio di Camillo Siciliani di Rende (1847-1897)

Palazzo Siciliani di Rende

Antico scrittoio nella saletta antistante la Cappella palatina. Il pavimento a riggiole riprende un motivo presente nella Reggia di Caserta - Ph. © Ferruccio Cornicello

Palazzo Siciliani di Rende

Scorcio della cappella Palatina accessibile dall'interno del piano nobile - Ph. © Ferruccio Cornicello

Palazzo Siciliani di Rende

Interno della Cappella palatina - Ph. © Ferruccio Cornicello

Palazzo Siciliani di Rende

Interno della Cappella palatina - Ph. © Ferruccio Cornicello

Palazzo Siciliani di Rende

Stemma della famiglia Siciliani di Rende sul pavimento maiolicato della Cappella palatina - Ph. © Ferruccio Cornicello

Palazzo Siciliani di Rende

Stipo fregiato in legno massiccio, all'interno della Cappella palatina - Ph. © Ferruccio Cornicello

Palazzo Siciliani di Rende

Portone della Cappella palatina - Ph. © Ferruccio Cornicello

Palazzo Siciliani di Rende

Giornale d'epoca con la notizia della morte di Papa Benedetto XV, già ospite da semplice prelato a Palazzo Siciliani di Rende, XIX sec. - Ph. © Ferruccio Cornicello

Palazzo Siciliani di Rende

Scorcio della sala da pranzo vista dall'esterno - Ph. © Ferruccio Cornicello

Palazzo Siciliani di Rende

Scorcio della sala da pranzo vista dall'interno - Ph. © Ferruccio Cornicello

Palazzo Siciliani di Rende

Statua in bronzo di Pescatorello dello scultore napoletano ottocentesco Giovanni De Martino - Ph. © Ferruccio Cornicello

Palazzo Siciliani di Rende

Pala d'altare raffigurante Madonna con Bambino - Ph. © Ferruccio Cornicello

Palazzo Siciliani di Rende

Esemplare di Codex Iustinianus del 1573 - Ph. © Ferruccio Cornicello

Palazzo Siciliani di Rende

Una edizione del 1666 dell'Aminta del Tasso e un'edizione in italiano, del 1695, delle Lettere di Seneca - Ph. © Ferruccio Cornicello

Palazzo Siciliani di Rende

Un'edizione del 1773 del commentario alle Praelectiones in duodecim libri Codicis Justiniani, di Antonio Perez - Ph. © Ferruccio Cornicello

Palazzo Siciliani di Rende

Un incunabolo del 1492 delle satire di Giovenale, stampato a Venezia da Giovanni da Cerreto - Ph. © Ferruccio Cornicello

Palazzo Siciliani di Rende

Puglia - Un Teatro della Nobiltà dell'Europa, di Giuseppe Lumaga, 1725 - Ph. © Ferruccio Cornicello

Palazzo Siciliani di Rende

Una Breve Descrittione della Città di Gerusalemme, del 1611, con il curioso invito "Abbiatelo caro" - Ph. © Ferruccio Cornicello

Palazzo Siciliani di Rende

Frontespizio del volume 'Una Breve Descrittione della Città di Gerusalemme', del 1611 - Ph. © Ferruccio Cornicello

Palazzo Siciliani di Rende

Manoscritto del 1695 - Ph. © Ferruccio Cornicello

Palazzo Siciliani di Rende

Cassettone, tardo Ottocento - Ph. © Ferruccio Cornicello

Palazzo Siciliani di Rende

Salone affrescato dal pittore bitontino Saverio Raimondi, inizio '900 - Ph. © Ferruccio Cornicello

Palazzo Siciliani di Rende

Scorcio del salone affrescato dal pittore bitontino Saverio Raimondi, inizio '900 - Ph. © Ferruccio Cornicello

Palazzo Siciliani di Rende

Volta del salone affrescata dal pittore bitontino Saverio Raimondi, inizio '900 - Ph. © Ferruccio Cornicello

Palazzo Siciliani di Rende

Part. della volta del salone affrescata dal pittore bitontino Saverio Raimondi, inizio '900 - Ph. © Ferruccio Cornicello

Palazzo Siciliani di Rende

Scorcio del salone - Ph. © Ferruccio Cornicello

Palazzo Siciliani di Rende

Scorcio del salone riflesso nello specchio - Ph. © Ferruccio Cornicello

Palazzo Siciliani di Rende

Scorcio del salone riflesso nello specchio - Ph. © Ferruccio Cornicello

Palazzo Siciliani di Rende

Scorcio del salone - Ph. © Ferruccio Cornicello

Palazzo Siciliani di Rende

Dipinto a tema mitologico nel salone di Palazzo Siciliani di Rende - Ph. © Ferruccio Cornicello

Palazzo Siciliani di Rende

Sopraporta a tema naturalistico, anni '20, nel salone di Palazzo Siciliani di Rende - Ph. © Ferruccio Cornicello

Palazzo Siciliani di Rende

Sopraporta a tema naturalistico, anni '20, nel salone di Palazzo Siciliani di Rende - Ph. © Ferruccio Cornicello

Palazzo Siciliani di Rende

Puglia - Scorcio del salone e della stanza adiacente - Ph. © Ferruccio Cornicello

Palazzo Siciliani di Rende

Puglia - Sopraporta a tema floreale nella sala da pranzo di Palazzo Siciliani di Rende - Ph. © Ferruccio Cornicello

Palazzo Siciliani di Rende

Terrazzo che affaccia sul prospetto di Palazzo Siciliani di Rende - Ph. © Ferruccio Cornicello

Palazzo Siciliani di Rende

Cupola della Cappella palatina visibile dal terrazzo di Palazzo Siciliani di Rende - Ph. © Ferruccio Cornicello

Palazzo Siciliani di Rende

Camera da letto padronale - Ph. © Ferruccio Cornicello

Palazzo Siciliani di Rende

Armadio ottocentesco nella camera da letto padronale - Ph. © Ferruccio Cornicello

Palazzo Siciliani di Rende

Puglia - Sala da pranzo moderna annessa alla cucina - Ph. © Ferruccio Cornicello

Palazzo Siciliani di Rende

Scorcio della sala da pranzo moderna annessa alla cucina - Ph. © Ferruccio Cornicello

Palazzo Siciliani di Rende

Otto, il cane di famiglia, ci scruta sornione dal cortile interno di Palazzo Siciliani di Rende - Ph. © Ferruccio Cornicello

Palazzo Siciliani di Rende

Il cancello che separa il cortile interno del palazzo dal giardino, con le iniziali di Domenico Maldarelli, industriale e Podestà di Giovinazzo, proprietario del Palazzo nella prima metà del XX sec. - Ph. © Ferruccio Cornicello

Palazzo Siciliani di Rende

Terrazzo di Palazzo Siciliani di Rende visibile dal giardino interno - Ph. © Ferruccio Cornicello

Palazzo Siciliani di Rende

Scorcio del giardino di Palazzo Siciliani di Rende con statua di Apollo, XIX sec. - Ph. © Ferruccio Cornicello

Palazzo Siciliani di Rende

Scorcio del giardino di Palazzo Siciliani di Rende con statua di Venere e Amore, XIX sec.- Ph. © Ferruccio Cornicello

Palazzo Siciliani di Rende

Scorcio del giardino di Palazzo Siciliani di Rende con statua di Ebe, XIX sec. - Ph. © Ferruccio Cornicello

Palazzo Siciliani di Rende

Scorcio del giardino di Palazzo Siciliani di Rende con statua di Ebe, XIX sec. - Ph. © Ferruccio Cornicello

Palazzo Siciliani di Rende

Part. della statua di Apollo nel giardino di Palazzo Siciliani di Rende, XIX sec. - Ph. © Ferruccio Cornicello

Palazzo Siciliani di Rende

Tratto finale dello scalone di Palazzo Siciliani di Rende - Ph. © Ferruccio Cornicello

Palazzo Siciliani di Rende

Scorcio del cortile interno di Palazzo Siciliani di Rende visto da una delle logge colonnate - Ph. © Ferruccio Cornicello

Palazzo Siciliani di Rende

Scorcio del cortile interno di Palazzo Siciliani di Rende - Ph. © Ferruccio Cornicello

Palazzo Siciliani di Rende

Scorcio del cortile interno di Palazzo Siciliani di Rende - Ph. © Ferruccio Cornicello

Palazzo Siciliani di Rende

Scorcio del cortile interno di Palazzo Siciliani di Rende - Ph. © Ferruccio Cornicello

Palazzo Siciliani di Rende

Scorcio del cortile interno di Palazzo Siciliani di Rende, visto da una delle logge colonnate - Ph. © Ferruccio Cornicello


 
latuapubblicita2
 

  • Questo contenuto è bloccato perche potrebbe utilizzare cookie per i quali occorre il tuo consenso. Pertanto leggi l'informativa sui cookie nel banner in alto. Se chiudi questo avviso acconsenti all'uso dei cookie.  
  • Questo contenuto è bloccato perche potrebbe utilizzare cookie per i quali occorre il tuo consenso. Pertanto leggi l'informativa sui cookie nel banner in alto. Se chiudi questo avviso acconsenti all'uso dei cookie.  
  • Questo contenuto è bloccato perche potrebbe utilizzare cookie per i quali occorre il tuo consenso. Pertanto leggi l'informativa sui cookie nel banner in alto. Se chiudi questo avviso acconsenti all'uso dei cookie.  
    Questo contenuto è bloccato perche potrebbe utilizzare cookie per i quali occorre il tuo consenso. Pertanto leggi l'informativa sui cookie nel banner in alto. Se chiudi questo avviso acconsenti all'uso dei cookie.  

Rispondi

Il tuo indirizzo e-mail non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono segnalati *

*

otto + diciannove =

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Torna su