A Francavilla Marittima in mostra i preziosi reperti archeologici restituiti da Copenhagen

Figure votive in terracotta di divinità femminile, identificata con Athena

Figure votive in terracotta forse raffiguranti la dea Athena o una sacerdotessa, VII sec. a.C.

di Redazione FdS

“Francavilla Marittima un patrimonio ricontestualizzato” è il titolo della mostra archeologica che dal 15 luglio 2018 al 15 al 15 gennaio 2019 è visitabile presso il Palazzo de Santis di Francavilla Marittima, località dell’immediato entroterra jonico in provincia di Cosenza, nel cuore della Sibaritide. Siamo in uno dei luoghi più affascinanti e misteriosi fra quelli legati all’influenza di Sibari, la città magno-greca che ha dato alla storia una civiltà diventata sinonimo stesso di raffinatezza; un’influenza che ebbe modo di esprimersi su un contesto protostorico di origine enotria, il quale peraltro ebbe contatti col mondo ellenico già in età precoloniale. La storia di Francavilla affonda così le sue radici nei millenni, arrivando a confondersi con la narrazione epica – omerica per la precisione – come vuole la tradizione che la identifica con l’antica Lagaria, la città fondata da Epeo, il costruttore del Cavallo di Troia che, di ritorno in patria dopo la lunga guerra contro i Troiani, si sarebbe fermato sulla costa jonica fondandovi una città denominata col nome materno. Il luogo conserva oggi tracce dell’insediamento enotrio e di quello greco che nell’VIII secolo si fuse col primo, oltre a restituire tracce di contatti con aspetti della civiltà troiana (emblematica la presenza di raffigurazioni fittili dell’Athena Ilias) che stimolano suggestive congetture.
 

Alcuni reperti riportati a Francavilla Marittima ed ora esposti nella mostra di Palazzo De Santis

Alcuni dei preziosi reperti archeologici riportati a Francavilla Marittima ed ora esposti nella mostra di Palazzo de Santis

 
Da questo luogo provengono un gran numero di reperti archeologici trafugati negli anni ’60 ed esposti nel Museo Carlsberg di Copenhagen: statuette fittili di figure femminili ritenute probabilmente effigi di Athena o di qualche sacerdotessa, e poi vasi di varie fogge e decorazioni come aryballoi, oinochoe, lekythoi, brocche, pissidi, i resti di un toro in terracotta, ecc. Un’emorragia di testimonianza storiche che ha visto coinvolti anche gli Stati Uniti dove numerosi reperti sono andati ad arricchire le sale del Getty Museum di Los Angeles, che di recente, messo di fronte alle prove della loro provenienza illecita, ha dovuto restituirli al Museo Nazionale della Sibaritide. La mostra di Palazzo De Santis, allestita con oltre 60 reperti in perfetto stato provenienti da Copenhagen, è stata resa possibile grazie al dott. Jan Kindberg Jacobsen, curatore della Ny Carlsberg Glyptotek di Copenaghen e direttore della missione archeologica italo-danese che sta scavando a Francavilla Marittima, e al Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Roma in collaborazione con la Scuola Internazionale di Archeologia “Lagaria Onlus”, presieduta da Pino Altieri, che hanno riportato in Italia i reperti trafugati e finiti in Danimarca. La mostra è a cura di Jan Kindberg Jacobsen e Gloria Mittica, in collaborazione con Carmelo Colelli e Pino Altieri. 

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Palazzo de Santis, Francavilla Marittima
Via Piave 48
Orario visite: da martedì a domenica, 9-12; 17-20
Per prenotazione visite: 328.4595155 o altieri.pino@libero.it
Il parco archeologico di Timpone della Motta-Macchiabate sarà aperto al mattino e nel pomeriggio fino alle 17,45 per visite guidate e laboratori
IL LUOGO

 

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